Seitan: dove si compra, quanto costa e come conservarlo

A seconda dell'uso che se ne intende fare, il seitan si può conservare in diversi modi. Difatti il seitan viene estratto dal glutine di cereali o frumenti. Può essere un valido sostituto della carne, dato che può essere insaporito facilmente e gustato con verdure oppure legumi, creando ricette davvero buone. Bisogna fare attenzione a conservarlo e soprattutto a non mangiarne elevate quantità da solo, dato che potrebbe danneggiare il vostro sistema digerente.

Nella cucina giapponese il seitan è come la pasta per gli italiani. Si consuma spesso e volentieri, la maggior parte delle volte al posto della carne o del pesce. Essendo ricco di proteine è anche l’alimento principale dell’alimentazione vegan. Chi non mangia le proteine animali lo consuma esattamente come se fosse della carne, a mo’ di bistecca o scaloppina.

Ma dove si compra il seitan? E soprattutto, quanto costa?

Dove comprare il seitan

Gli alimenti tipici della cucina vegana, sino a qualche tempo fa, erano sconosciuti ai più. Questo regime alimentare è oggi molto più noto di un tempo, ragion per cui i suoi ingredienti sono ormai facilmente reperibili. Il seitan, così come il tofu, non è più una rarità. Qualunque supermercato ne è provvisto, dal momento che sempre più persone decidono di cambiare stile di vita e rinunciare alle proteine di origine animale.

Essendo un alimento tipico giapponese si trova anche nei minimarket orientali, ormai presenti in tutte le città del mondo. Si può acquistare in due versioni. Già pronto, nella comoda versione sottovuoto, oppure sotto forma di farina. In questo caso bisognerà solamente bollirlo e poi cuocerlo in abbondante acqua calda, ricavandone un buon brodo d’accompagnamento.

La cosa bella, comunque, è che lo si può anche preparare tranquillamente in casa. La ricetta è semplicissima e poco dispendiosa.

Occorre innanzitutto della farina manitoba, che è la migliore perché ricca di glutine e forte e, in quanto tale, destinata alle lunghe lievitazioni. Serviranno ancora dell’acqua minerale, della salsa di soia, piccante o dolce che sia non fa nulla e dell’alga Kombu. Per preparare il brodo in cui cuocere il panetto di seitan procuratevi infine la cipolla, il sedano e le carote.

Prezzo seitan grande distribuzione

Alcuni classici della cucina giapponese hanno prezzi veramente elevati. È il caso, ad esempio, del sushi, ancora non accessibile a tutti e considerato un cibo per privilegiati. Il seitan non ha un prezzo così elevato ma purtroppo non è neanche economico. C’è da dire però che neanche la carne è low cost, anzi. E si può dire, in ogni caso, che valga ogni centesimo del prezzo che ha perché è una pietanza ricchissima dal punto di vista nutrizionale.

L’alimento tipico della cucina veg offre però un altro notevole vantaggio ai suoi consumatori. Chi ne fa un grande uso potrebbe decidere, ad un certo punto, di autoprodurlo in grandi quantità. Il seitan altro non è, infatti, che la sostanza che si ricava dal glutine. Lo si può perciò estrarre dalla farina di tipo manitoba e averne poco più di mezzo chilo al prezzo di soli 3 euro. Congelato si conserva anche piuttosto a lungo, perciò se ne può fare scorta per poi tirarlo fuori dal freezer ogni volta che serve.

Va fatto un discorso diverso, invece, nel caso in cui non si abbia voglia di faticare tanto e si preferisca acquistarlo già bell’e pronto da mangiare. Nei grandi supermercati una confezione contenente 3 etti di seitan può infatti costare tra i 4 e i 5 euro. Su per giù quanto costerebbe una bistecca. Un prezzo nettamente inferiore, invece, al pesce che per via dei suoi costi spesso spropositati sta diventando un lusso per pochi. Considerando l’apporto nutrizionale del seitan, potrebbe anche diventare un valido sostituto di merluzzo, platessa, salmone e così via. A patto, naturalmente, che il suo gusto alquanto insolito per chi segue una dieta mediterranea piaccia.

Come conservare il seitan in casa

Partendo dal presupposto che il seitan è il più valido sostituto della carne, non ci sono particolari indicazioni per conservarlo. Quello ricavato dalla farina manitoba e fatto artigianalmente si conserva come un qualunque altro alimento. Si può congelare in monoporzioni, per averne sempre un po’ a disposizione quando si vogliono preparare medaglioni, polpette o ragù. Basta avvolgerlo nella carta stagnola o suddividerlo in panetti per poi congelarlo nelle apposite bustine da freezer.

Si surgela a pezzi o intero a seconda di come s’intende e successivamente consumarlo. Se lo si vuole utilizzare come ragù per condire la pasta, si può congelare nelle formine del ghiaccio. Cotto con carote, sedano e olio sarà buono come un sugo classico e perfetto per insaporire il vostro primo genuino e biologico. Oppure, se si amano i sughetti, per insaporire dei secondi in umido con l’aggiunta di olive.

Ma si può conservare anche in frigo nella sua stessa acqua di cottura, a patto che lo si consumi nel giro di quattro giorni al massimo. In questo caso dovrà tassativamente essere conservato in dei contenitori ermetici. L’importante è che non prenda aria, perché altrimenti potrebbe seccarsi in superficie e non essere più buono. Se il suo odore sarà strano, allora è meglio buttarlo.

Scritto da Antonella Garofalo
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