Monti e il governo degli abusivi della democrazia (basta fare un po

Monti è sostenuto da una coalizione che raccoglie appena un voto su quattro ed è ormai sfiduciato dalla maggioranza assoluta degli italiani: cade l’ultima foglia di fico della democrazia

Fa specie essere edotti quotidianamente sui numeri del governo Monti senza che nessuno, almeno nell’informazione controllata del piccolo schermo, provi a fare qualche considerazione su cosa quei dati significano.

Non mi riferisco tanto alle statistiche sull’economia, certo tutt’altro che rassicuranti con uno spread sempre alto e una disoccupazione crescente, ma a quelli del consenso.

Ormai da qualche settimana tutti i sondaggisti collocano la fiducia degli italiani nel governo dei tecnici sotto la fatidica quota del 50 per cento, cifra tra l’altro di sicuro sovrastimata considerando la larga fetta di cittadini che chiudono istantaneamente il telefono appena odono la parola sondaggio.

La democrazia non si basa certo sulle rilevazione campionarie, ma per un governo come quello di Monti, catapultato dall’alto senza essere stato votato dagli elettori, quei sondaggi che ne decretavano il gradimento di più della metà degli italiani (all’inizio si era addirittura a quota 70 per cento) costituivano una sorta di palliativo democratico, un pallido surrogato del consenso popolare, in sostanza una foglia di fico della democrazia.

Si dirà, ed è vero, che da un punto di vista strettamente formale la Costituzione non è violata e la democrazia è salva: Monti è presidente del Consiglio grazie alla fiducia dei maggiori partiti che siedono in parlamento.

Da un punto di vista sostanziale – e in democrazia la sostanza conta eccome – la verità è molto più desolante, perché quei partiti oggi riscuotono la fiducia di appena sette italiani su cento. E quel 50-55 per cento di cittadini che virtualmente esprimono un voto nei confronti della grande coalizione Pdl, Pd e Udc, sono in realtà un quarto della popolazione, visto che nei suddetti sondaggi la metà degli italiani dichiara di non voler andare a votare.

Per concludere, siamo a un governo con un programma che nessuno conosce e nessuno ha votato, sostenuto da tre partiti che insieme intercettano appena un voto su quattro e con un presidente del Consiglio sfiduciato dalla maggioranza assoluta degli italiani. Sarebbe ora che qualcuno cominciasse un po’ a ragionare su questi dati, o no?

(In foto: Monti, fonte: infophoto).

Scritto da Style24.it Unit
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