Esclusiva Teledicoio: intervista a Giuliano Caputi, autore tv

Quattro chiacchiere con Giuliano Caputi, sceneggiatore cinematografico ed autore tv. Detestavate la Zingara e la Luna Nera? E’ anche colpa sua (scherzo).

La cosa pi— divertente dell’essere blogger Š che non sai mai cosa pu• capitare quando pubblichi un articolo.

Magari scrivi un pezzo nostalgico su un programma di quand’eri bambino, Amici Mostri, ed un anno dopo vieni contattato da uno degli originali autori dello show, che ti ringrazia per le belle parole.

L’autore in questione Š Giuliano Caputi: per chi non lo conoscesse, in vent’anni di carriera ha lavorato con alcuni dei professionisti pi— celebrati della tv(Jocelyn, Renzo Arbore, Pippo Baudo) ed ha contribuito a creare alcuni storici personaggi televisivi.

Ad esempio, avete sempre detestato la Zingara e la sua Luna Nera? La colpa Š anche di Giuliano, che con grande simpatia e pazienza si Š gentilmente offerto di rispondere a qualche domanda. Ecco cosa mi ha raccontato:

Ciao Giuliano, benvenuto su Teledicoio. Partiamo dall’inizio: come, quando e perchŠ hai deciso di intraprendere questa – complicata – professione?

Parliamo di televisione. Perch‚ io non ho iniziato subito a lavorare per il piccolo schermo.

Provengo da una gavetta cinematografica. Come aiuto regista dei pi— grandi maestri del cinema italiano, ma in particolare come sceneggiatore allievo di Age (Agenore Incrocci) della mitica coppia Age e Scalpelli, inventori della commedia all’Italiana. Per farla breve un giorno mi chiama Sandro Parenzo, produttore televisivo megapresidente della Videa, e mi chiede: “Ma tu l’hai mai fatta la Tv?”. La mattina dopo mi ritrovo, senza nessuna esperienza, a fare un programma musicale per Telemontecarlo. In poco tempo impongo un mio stile molto scanzonato che funzionava. All’epoca TMC era una televisione libera. Si poteva fare “quasi” tutto, e noi autori potevamo esprimerci al meglio facendo delle belle trasmissioni. Bei tempi! Non Š un caso se, in quegli anni, ho fatto esordire personaggi come Alba Parietti, Alessia Marcuzzi, Simona Ventura e tanti altri. Il perch‚ ho intrapreso la professione televisiva me lo chiedo ancora oggi!

Per poter far esordire Alba Parietti, suppongo. Scherzo. Senti, in cosa consiste, esattamente, il lavoro di un autore televisivo? Sapresti raccontarci come si svolge una tua “giornata-tipo”?

Nel mio lavoro non esiste una “giornata-tipo”. Ti svegli la mattina, accendi il cellulare e gi… sei costretto a rispondere ai vari messaggi arrivati. Ne bastano due per sconvolgere quello che ti eri prefissato di fare la sera prima. Ti dico questo perch‚ l’autore televisivo deve essere come un motore di ricerca. Ad ogni domanda deve dare una risposta plausibile, perch‚ tutti hanno qualcosa da chiederti. L’autore Š il deus ex machina di un programma. Decide tutto lui. Da come si vestir… la ballerina in terza fila, alla scritta che comparir… in sovrimpressione durante un’intervista, alla tinta dei capelli del conduttore. Produttore, conduttore, direttore della fotografia, scenografo, costumista, redazione, truccatore, parrucchiere, gobbista. Tutti avranno una domanda da farti. A volte, senza manco salutarti prima. L’autore Š come il regista nel cinema, solo che non ha la stessa visibilit… pubblica. Ah, dimenticavo, poi deve scrivere la scaletta che scandir…, minuto dopo minuto, quello che accadr… in una puntata ed il copione dove dar… voce a tutti. Dalla presentazione, “Signore e signori, buonasera…” alla battuta finale: “Grazie mille a tutti, ci vediamo la prossima settimana…”. Non Š un lavoro semplice. Non si impara a scuola, ma nella pratica. Ogni giorno acquisti maggior esperienza e affini i modi per fare comunicazione.

Una curiosit… praticamente a bruciapelo, perdonami: ho scoperto che hai lavorato nel mirabolante mondo degli spot tv. E’ cos? Io non ho un gran rapporto con la pubblicit…, ma sono curioso: in quali spot televisivi (del passato o del presente) c’Š il tuo zampino?

Fortunatamente ne ho fatti tantissimi. Se parliamo di quantit… ti posso dire che il mio cavallo di battaglia Š stata la nonnina dell’Ace. In tanti anni ne ho potuto conoscere ben tre. Da quella storica alle sue sostitute. Le signore, protagoniste di quegli spot, vista la veneranda et… dopo poco andavano in pensione su qualche nuvoletta in cielo. Quindi c’era bisogno del ricambio. Ma di detersivi, torte alla carota ed al cioccolato, creme di bellezza, liquori di marca ne ho fatti tanti. Secondo me bisogna avere un bel rapporto con la pubblicit…, perch‚ il lavoro che c’Š dietro Š incredibile. Si lavora con molta seriet… e per mesi e mesi per arrivare ad un prodotto che dura solo trenta secondi.

La nonnina dell’Ace! Quella col bottiglione di candeggina che appariva dal nulla! Non ti domando da dove lo tirasse fuori per non metterti in difficolt…. Cambiamo argomento e passiam dagli spot ai programmi veri e propri: quando penso ad Amici Mostri, penso ad un intrattenimento pulito e divertente. Come nasce uno show del genere? Quanto lavoro c’Š dietro? E ancora, ci sono idee di questo show che possiamo considerare “tue”? (Lo domando perchŠ, se hai inventato tu Inquinetor e Bissness, vorrei ringraziarti)

Inquinetor e Bissness sono opera del gruppo degli autori. Eravamo in tre a fare quel lavoro e, mi ricordo, tra di noi c’era un ottimo rapporto. Un lavoro faticosissimo. Ogni giorno dovevamo inventarci mille e una idea perch‚ il programma era difficilissimo. Il problema era coniugare l’idea di fare un programma per ragazzi intelligente rendendolo spettacolare e comico. Un’impresa epica! Devo dire che ci siamo riusciti. Ma come succede per le trasmissioni di successo tutto Š filato liscio nel migliore dei modi. Siamo riusciti ad interagire con un regista geniale, Vincenzo Verdecchi (ora direttore di opere quali “Un medico in famiglia” e “Le tre rose di Eva“) che ha accolto con entusiasmo a tutte le proposte che gli arrivavano. Il vero segreto del successo di quella sit-com Š stato il casting. Siamo riusciti a mettere insieme dei grandissimi attori, con delle capacit… di improvvisazione incredibili, con l’umilt… di recitare mascherati senza finalit… di gloria. Cito il mio amico Massimo Sangermano, ma anche Nin Salerno, Mauro Serio, Fulvio Falzarano, Alessia Marcuzzi, Adolfo Margiotta e tutti gli altri. C’era un gioco di squadra magico. Ognuno riusciva a metterci ogni giorno un’idea geniale che sommate diventavano una bomba televisiva.

Hai avuto la fortuna di lavorare con quello che secondo me Š un vero guru della televisione anni ’80/ ’90: Jocelyn. Posso domandarti che tipo Š? Cosa ricordi di quel periodo? E soprattutto, pensi che lavorare gomito a gomito con lui possa aver cambiato il tuo approccio alla professione?

Joch, come lo chiamo amichevolmente, Š uno dei geni della televisione italiana. E’ stato capace di rendere semplici e comprensibili programmi veramente difficili quali “Il grande gioco dell’oca” ed il nostro “In bocca al lupo“. Di lui non posso avere ricordi perch‚ lo sento due o tre volte al giorno. Quello che ti posso dire Š che per me Š un vero e proprio compagno di merenda. Ci si sente, bastano due parole, una battuta, una piccola incazzatura, una risata, uno sberleffo, e via. Ci si inventa un programma TV al giorno. Peccato che non ce li fanno fare, altrimenti saremmo stramilionari. Avrai capito che Š bello lavorare con lui. Uno dei pochi colleghi con cui proponi un’idea e ti senti rispondere: “Bella, proprio bella”. Di solito gli altri, non amici e pieni di ego, si sforzano pi— a smontare quello che hai detto piuttosto che arricchirlo. Di Jocelyn posso anche dire che entrambi abbiamo la passione per le osterie. Girando per il mondo con lui, la nostra principale occupazione Š quella di scoprire la bettola pi— sporca, lurida, nascosta, dove per• si mangia da Dio! A livello professionale arricchisce lavorare con gli amici.

Capitolo “Luna Park”. Non posso proprio non parlarne, visto che negli anni ’90 la Zingara (Cloris Brosca) era uno dei character pi— famosi d’Italia. A cosa pensi fosse dovuto il grande successo dello show, e di riflesso della Zingara? Cosa ti ha lasciato quell’esperienza? La rifaresti?

La rifarei subito. Secondo me “Luna Park” e “La zingara” sono gli archetipi del game show, in assoluto. Non perch‚ ho avuto la fortuna di essere stato uno degli ideatori di questi programmi. Se non lo fossi stato avrei vissuto con molta invidia il lavoro dei miei colleghi. Anche in questo caso c’Š stato un grande lavoro di preparazione ed una incredibile mistione di generi. Il compito era quello di fare un programma di prima serata nello spazio del preserale. Bene… gioco, balletto, musica, comicit… si sono fusi in un unico progetto. Ed il successo si Š protratto per anni. Quando mi sono inventato “La zingara in viaggio“, questa Š un’idea solo mia, mai mi sarei aspettato che la trasmissione sarebbe andata in onda per dieci anni. E poi “Luna Park” Š un format che Š stato venduto in tutto il mondo. Perch‚ tanto successo? Tanto lavoro!

(Domanda personale) A me affascinava da matti Daniela Battizzocco, la sirena di “In Bocca al Lupo”, altro famoso show che porta la tua firma. Se posso chiedere, da dove vi Š venuta quell’idea?

Il gioco della Sirena Š ancora una mia idea. Da anni studiavo il modo di portare in televisione il gioco di carte del “Sette e mezzo…“. Nella seconda edizione di “In bocca al lupo” ci venne in mente di inserire un nuovo personaggio che andasse a rinverdire il cast dei personaggi gi… esistenti. Quello della sirena mi venne in mente una mattina e, come la “Venere” del Botticelli eccola nascere da una conchiglia come una meraviglia del creato. Daniela Battizzocco fu la nostra prima scelta. Vista una volta, presa subito. Anche in questo caso l’intelligenza di Daniela e la sua straordinaria capacit… di improvvisazione ha reso il personaggio subito simpatico e credibile. Se fossi un direttore di rete metterei quel gioco subito dopo il telegiornale. Anche oggi avrebbe uno straordinario successo.

Paolo Bonolis, Bruno Vespa, Milly Carlucci, Fabrizio Frizzi, Mara Venier, Pippo Baudo, Renzo Arbore. Hai avuto l’occasione di confrontarti con alcune tra le personalit… pi— influenti del piccolo schermo, complimenti. Riusciresti a descrivere con un aggettivo ognuno di questi personaggi?

Guarda, tutti grandi professionisti. Perch‚, nel mondo della televisione, se non sei un grande lavoratore difficilmente vai avanti. In questo caso, per•, tra tutti scelgo di parlarti solo di uno di loro. Quello che io considero il migliore: Pippo Baudo! Dopo i “misfatti” operati a Telemontecarlo un giorno mi chiama Walter Croce, produttore dei programmi di Baudo. Ogni tanto il mio telefono squilla e mi cambia la vita. Walter mi fa: “Baudo sta cercando autori di bella speranza – all’epoca avevo ventisette anni – ti va di incontrarlo?”. Fatto! Ho passato i migliori anni della mia vita. Pippo mi massacrava, osteggiava, umiliava, mi ha fatto vedere i sorci verdi pi— e pi— volte. Per•, mi ha insegnato tutto! I programmi di Baudo ti possono piacere o non piacere, ma non ci troverai mai un difetto. Se si pu• parlare di scuola io sono andato nell’Universit… migliore al mondo di televisione. A dirigerla il dottor Pippo Baudo.

 Ho letto con attenzione il tuo curriculum, e – oltre a sentirmi quasi in soggezione – ho notato che tra i programmi a cui hai contribuito c’Š anche “La Talpa”. La domanda, qui, Š d’obbligo: a livello autorale, esiste una differenza tra un reality ed un normale show tv? Se s, quale? (non ti chieder• se i reality sono fasulli, non voglio vederti inseguito da torme d’avvocati)

Non si pu• fare un confronto tra un reality ed uno show televisivo. Anche perch‚ il variet… Š morto da anni, sostituito dai format che tanto hanno fatto per distruggere la televisione che ci aveva resi celebri nel mondo. Figlia della commedia musicale di Garinei e Giovannini. Portata nel piccolo schermo da autori come Dino Verde, Amurri, Jungens, Terzoli, Vaime. I format sono quei programmi che si comprano a scatola chiusa. Proposti dalle case di produzioni quali la Endemol, Magnolia, Fascino, Publispei, Grundy… vengono acquistati dalle reti solo perch‚ nel Burundi o alle isole Cayman un format fa il 93% di share. I reality fanno parte di quei pacchetti di spazzatura che vediamo oggi in Tv. Avrai capito che la televisione di oggi non mi piace per niente. Anzi, ne faccio volentieri a meno. E qui mi fermo. Per rispondere alla tua domanda ti posso dire che i reality che ho avuto il piacere di realizzare sono tutti veri. Anzi, di pi—. Ne “La talpa”, dove ero l’autore dei giochi, ho costretto i concorrenti vip a delle prove realmente terribili. Anche in questo caso ho creato un genere. Ma non posso dire se i miei colleghi hanno mantenuto il mio stesso rigore nel far provare ai partecipanti un’esistenza nei luoghi di tortura televisiva assai complicata. Vorrei per• nominare un grande autore che ha saputo rendere veritieri i reality approdati nel nostro paese. Si tratta di Fosco Gasperi che ha fatto le prime edizioni di “Grande fratello”, “L’isola dei famosi” e “La talpa”. Se oggi i reality hanno successo lo si deve solo al lavoro di Fosco. Dopo di lui, secondo me, non c’Š stato nessun altro nostro collega che sia riuscito a far fare un salto di qualit… a questi format.

Lavorando da parecchio tempo nel mondo dello spettacolo, suppongo avrai una quantit… d’aneddoti da raccontare. Senza naturalmente fare nomi, potresti descriverci l’episodio che consideri il pi— insolito della tua carriera?

Di aneddoti ne avrei un milione da raccontare. Me ne sono capitate di tutti i colori. Se vuoi apriamo una rubrica sul tuo blog dove raccontiamo nei particolari quello che ti pu• accadere lavorando nel mondo dello spettacolo. Come quella volta in cui sono stato costretto a convincere una foca monaca (s, proprio l’animale acquatico) a raggiungere il centro del palco perch‚ il suo istruttore era svenuto causa un eccesso di sostanze alcoliche. Il momento pi— bello? Innamorarmi della conduttrice di un programma ed essere ricambiato. Ovviamente non ti dir• mai il nome della splendida creatura che mi ha rapito il cuore.

E noi non lo chiederemo, anche se ci Š rimasta la curiosit…. Oggi insegni sceneggiatura cinematografica e scrittura televisiva alla Bussola dell’Attore. Cosa puoi dirci in merito? Suppongo sia un compito complesso, ma in grado di regalare grandi soddisfazioni.

La “Bussola dell’attore” Š una realt… triestina che mi sta dando grandi soddisfazioni. Qui si insegna a lavorare. Le lezioni teoriche sono molto poche. Si fa quasi esclusivamente pratica. Quello che manca nella didattica italiana. I giovani escono dalle Universit… e dai Dams con un sacco di nozioni in testa e pensano gi… di sapere tutto. Poi si scontrano con le problematiche del lavoro e non sanno pi— che pesci pigliare. D• la colpa di tutto questo alle case di produzione formatesi in questi ultimi anni che, per pagare di meno gli autori, hanno creato una generazione di giovani sprovveduti, supponenti, senza alcuna base. Ma che prendono pochi soldi. E su questo le produzioni hanno pure ragione. Perch‚, per realizzare un format basta poco. Bisogna semplicemente copiare. Cos, per•, in Italia non verr… pi— realizzato un format originale da vendere all’estero. Quindi Š vero che il variet… Š morto perch‚ non esistono pi— gli autori di una volta. E allora mi sono detto: “Sono stufo di sentire questa diabolica affermazione. Metto su una scuola. Forgio dei giovani autori adoperando le vecchie pratiche della gavetta e poi vediamo se le reti televisive saranno ancora cos ottuse dal non considerare chi semplicemente porta idee invece di cassette targate Taiwan”.

Ultima domanda: ringraziandoti per il tempo e la cortesia, posso chiederti cosa ne pensi della televisione attuale? In che direzione sta andando, secondo te? E cosa consiglieresti a chi volesse intraprendere la carriera di autore?

Credo di averti gi… risposto. La televisione di oggi fa schifo. Ma non tutto Š perduto. Esistono i canali satellitari, quelli monotematici. Secondo me il futuro Š quello. Moriranno le Tv generaliste ed il pubblico potr… farsi il suo palinsesto televisivo quotidiano personalizzato. Ai giovani imploro grande professionismo. Prendere molto seriamente questa realt… lavorativa. Pensare fin da subito che ogni singola parola che scriver… sar… sentita da milioni di utenti. Quindi, attenzione a quello che si dice… sempre!

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Scritto da Style24.it Unit
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