Le donne più cercate su Google nel 2020: tre volti rivoluzionari

Non solo influencer e troniste, le donne più cercate su Google nel 2020 sono professioniste coraggiose simboli dell'empowerment femminile.

Giunti alla fine di questo 2020 tiriamo le somme anche per quanto riguarda le ricerche fatte su Google. Il motore di ricerca ha analizzato le persone più cercate e tra le prime dieci spuntano tre donne, tre volti rivoluzionari che nulla hanno a che fare con lo spettacolo.

Le personalità femminili che più hanno incuriosito gli italiani sono Silvia Romano, Kamala Harris e Rula Jebreal.

Donne più cercate su Google 2020

Google ha stilato la classifica delle parole più cercate nel 2020 e non c’è da sorprendersi se al primo posto svetta “Coronavirus” sia in Italia che nel mondo. Ma quest’anno, sebbene sia stato caratterizzato da questa pandemia, ha ospitato anche altre vicende. In Italia, in particolare, nella classifica delle persone più cercate spiccano tre personalità femminili che effettivamente hanno fatto parlare molto di loro.

Sono tre donne con tre storie diverse ma interessanti, particolari per certi versi, e che si sono distinte per il loro operato anche oltre i nostri confini nazionali. Diverse ma con qualcosa in comune: il coraggio di sostenere le proprie convinzioni.

Silvia Romano

Silvia Romano è la prima donna più cercata su Google nel 2020 e la seconda persona più cercata dopo il campione Alex Zanardi. Silvia, cooperante milanese, è stata protagonista della cronaca italiana per un bel periodo, da quando è stata rapita in Kenya a novembre del 2018 e trattenuta in Somalia fino a maggio 2020, quando è stata liberata.

Il momento della sua liberazione, con l’atterraggio all’aeroporto di Ciampino, ha fatto molto discutere e ha spaccato l’opinione pubblica. Si è parlato infatti dell’ipotetico riscatto pagato dal nostro Paese per liberarla, pattuito durante una trattativa segreta, ma anche del velo islamico che ha scelto di indossare la ragazza una volta rientrata in Italia. Contro la conversione all’Islam di Silvia sono sorte molte polemiche, soprattutto sui social, che l’hanno accusata di aver “tradito” le sue origini. Tantissimi, troppi, gli insulti che ha ricevuto Silvia, a dimostrazione di quanta ignoranza esista ancora.

Rula Jebreal

La giornalista italo-israeliana Rula Jebreal si trova al nono posto tra le donne più cercate su Google. Si è presentata al grande pubblico italiano a Sanremo e ha colpito tutti per il suo monologo, che, a differenza di altri, è stato particolarmente apprezzato. Rula è stata una grande protagonista del Festival, in particolare della prima serata. In un abito elegantissimo Rula ha brillato e non solo per i glitter: ha dimostrato grande intelligenza e competenza, ha parlato di un tema sempre vivo, purtroppo, cioè la violenza sulle donne, ricordando che la sua stessa madre si è suicidata dopo aver subito uno stupro. Le parole della giornalista sono state tanto dure quanto vere denunciando non solo il problema sociale della violenza di genere, che ha definito “un’emergenza nazionale e internazionale” ma anche i pregiudizi che l’accompagnano. “Che non si chieda mai più a una donna che è stata stuprata come era vestita lei quella notte” ha detto Rula sul palco dell’Ariston.

Kamala Harris

Ottava nella classifica di Google, ecco la prima vicepresidente americana donna: Kamala Harris. Protagonista della campagna elettorale, ha fatto parlare di sé soprattutto nella seconda metà dell’anno, fino alla sua vittoria ufficiale a novembre a fianco del neo presidente Joe Biden. Prima donna a ricoprire il ruolo e prima donna di colore, la Harris è consapevole del primato che detiene ma spera di non essere un’eccezione. Le donne possono e devono aspirare a ruoli di potere e questa convinzione del team Biden-Harris si è già concretizzata nella nomina di un team di comunicazione composto da sole donne professioniste. La figura incarnata dalla Harris è il simbolo dell’empowerment femminile, di donne che si sono stancate di “stare un passo indietro” a un uomo e che combattono la discriminazione e il sessismo per affermare loro stesse, la loro competenza e la loro professionalità. Ci auguriamo che queste grandi protagoniste del 2020 siano solo il preludio di un 2021 ancora più al femminile.

Scritto da Evelyn Novello
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