Ave o Belen, piena di grazia e benedetta tra le donne

Un servizio del Tg5 mandato in onda domenica sera mostrava le immagini di Belen Rodriguez al carnevale di Cento. Si vedeva la showgirl, madrina ufficiale dell'evento, accolta da folle festanti di uomini, donne e bambini che la guardavano ammirati, quasi rapiti, e si sforzavano di farsi largo tra gli altri fan per ricevere un sorriso, un cenno, uno sguardo e magari poter riuscire nell'impresa di toccare la propria beniamina, forse per rendersi conto che anche lei è umana, fatta di carne e ossa.

Addirittura c'erano genitori che chiedevano all'ex naufraga dell'Isola dei famosi di prendere in braccio i propri figli, per una foto o forse per benedirli, manco fosse il papa o meglio la Madonna, magari vestita un po' diversamente dalle ultime apparizioni ma si sa, le mode cambiano.

Ora il fanatismo di massa nei confronti dei divi dello spettacolo non è certo un fenomeno recente, è un tratto tipico della nostra società: dalle folle adoranti per i Beatles o Marilyn Monroe si è passati a quelle di oggi, invaghite dei divi internazionali della musica e del cinema del nostro tempo.

Personalmente il fanatismo, l'ammirazione cieca, mi ha sempre fatto un po' paura ma quando è giustificato dall'eccellenza ha di sicuro un senso: mostrare entusiasmo per chi è in grado di comporre e cantare della grande musica, o dare vita a indimenticabili personaggi sul grande schermo, o emozionare con uno straordinario gesto sportivo è normale, soprattutto quando l'ovazione proviene da un pubblico giovane, pieno di energia e alla ricerca di figure di riferimento.

Ma qua parliamo di un pubblico adulto che venera dei personaggi come la signorina Belen che, detto con tutto il rispetto, ha l'unico merito di aver mostrato il sedere in televisione, prima all'Isola dei famosi e adesso nel principale show di Canale 5: Scherzi a parte.

Insomma sembra che il fanatismo adolescenziale per le star abbia contagiato il pubblico adulto della tv, che però non si entusiasma per l'arte cinematografica o musicale, ma per qualunque essere respirante che compaia abbastanza a lungo in televisione!

Insomma la tv è diventata la scatola magica che fabbrica gli idoli (detto nel senso di rappresentazione del divino) di oggi: più uno/a ci sta dentro più diventa importante, eccezionale, direi celestiale. Non importa cosa poi concretamente faccia nel piccolo schermo, l'importante è che ci sia. Se Rai o Mediaset decidessero di piazzare le telecamere in casa di una famiglia di mafiosi, quanto ci scommettete che la gente farebbe la fila per avere l'autografo del delinquente di Cosa Nostra immortalato dalla tv?

Scritto da Style24.it Unit
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