Quando c’era il Decameron di Luttazzi…

Sono in vacanza, faccio girare qualche post vecchio. Ci rileggiamo presto.

I casi sono due: o il Decameron di Daniele Luttazzi fa cagare, allora si merita una prima recensione e poi lo si può sbattere nella sezione oblio, oppure il Decameron è un programma scomodo, quindi la stampa tradizionale ha tutte le ragioni per non parlarne: non sia mai che si abbandonino così le proprie caratteristiche.

Sarebbe come parlare, almeno per una volta, delle inchieste di Report il lunedì mattina. Eccheè? Siamo pazzi?

I blog invece – abitati da gente rozza, ignorante, insignificante e sola – del Decameron ne parlano. Eccome. Io il mio giudizio sulla trasmissione, che rimane invariato, lo avevo già espresso in questo post, ma qualcuno de La Stampa finalmente si è accorto che la stampa (con la s minuscola, e non solo per ragioni di nome proprio) sembra sbattersene del ritorno di Luttazzi in tv.

Una cosa è vera: Marco Paolini, che ho rivisto volentieri anche in tv, ha fatto il 5,6% di share su La7. Risultato interessante, visto che sappiamo bene di cosa stiamo parlando: di quella roba lì che gli italiani identificano con le grazie di Manuela Arcuri nel remake di Pretty Woman; il miglior modo per vedere le tette di Manuela dal vivo, su un palco. 

Vabbè, dicevamo che Paolini è stato giustamente osannato per il risultato, Luttazzi invece viene snobbato anche se fa il 6%.

A mezzanotte. Di sabato.

Scritto da Style24.it Unit
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