Mip di Cannes: i format italiani sbarcano in USA

Questo servizio che ho realizzato per 9 Colonne valuta lo stato di salute attuale dell'industria italiana dei format sulla base di una notizia giunta ieri dal Mip TV in corso a Cannes.

Le altre inchieste sul mondo della televisione si trovano nella sezione Scenari dei Media .

9Colonne) – Roma, 2 aprile (citare la fonte)

E' suonata l'ora della riscossa per la creatività televisiva del Bel Paese?

L'industria catodica italiana, considerata "da terzo mondo" da un'indagine condotta nel 2007 dall'Istituto di Economia dei Media , rafforza il suo ruolo nel mercato mondiale dei Format.

La bella notizia arriva dal Mip di Cannes, il festival internazionale dell'audiovisivo in corso nella città francese fino a venerdì 3 aprile.

In questa sede, RAI Trade ha siglato un accordo con Endeavour, una delle più grandi agenzie nordamericane.

"Useranno -commenta l'intesa Carlo Nardello, amministratore delegato della divisione commerciale della TV di Stato- i nostri sceneggiatori e i nostri format. In questo periodo stiamo lavorando con dei format di intrattenimento, come 'Il Gladiatore' o 'Ti lascio una canzone' o con fiction come 'Incantesimo' e 'Medicina Generale'. Non si può colmare in un giorno il gap che ci separa da loro. Stiamo cercando di recuperare ma non sarà facile superare questa supremazia degli Usa che, quando sviluppano un prodotto, lo hanno già venduto su tutti i mercati''.

La società Endeavour, che ha lo stesso nome dello Space Shuttle costruito nel 1987 dalla NASA, annovera tra i suoi successi l'adattamento del format colombiano di ''Ugly Betty'' in versione Usa.

In questo momento, i format della RAI dimostrano una capacità di penetrazione nei cosiddetti Bric (Brasile, Russia, India e Cina), nazioni che risentono della crisi mondiale ma non sono in recessione.

RAI Trade sta puntando su questo ambito di mercato: ''Ci crediamo talmente tanto- spiega Nardello- che abbiamo sviluppato una forza vendite internazionale per cui abbiamo oggi dei nostri agenti, o sedi, in Russia, Cina e India e stiamo lavorando per il Brasile''.

Un prodotto che ha già avuto un buon seguito all'estero è la serie 'Medicina Generale'' che ha registrato il 25% d'ascolto sul primo canale della televisione di Stato russa.

Lo stesso dirigente di RAI Trade in occasione della conferenza tenuta a Cannes dal presidente della Regione Lazio ha sostenuto che bisogna "lavorare per creare un modello televisivo a livello italiano ed europeo, cambiando quindi il modello inglese dominante, e più lo faremo, più avremo possibilità di farci conoscere".

E' l'inizio di una ripresa delle asfittiche quotazioni italiane nella borsa mondiale dei format?

L'anno scorso, l'Istituto di Economia dei Media ha pesato l'apporto del nostro Paese all'industria del settore ed è giunto alla conclusione che la macchina produttiva nazionale è paragonabile a quella di un Paese in via di sviluppo.

Lo studio si riferisce al triennio 2002-2004, ma il quadro è abbastanza speculare a quello odierno. Dato principale: l'Italia rappresenta solo l'1,5% dell'export mondiale dei format.

Non solo.

La fabbrica creativa italiana è imballata a 360 gradi: esporta poco, e produce pochissimo anche per il mercato interno: i format italiani coprono appena il 3% dei palinsesti nazionali.

La Gran Bretagna, per fare un paragone, rappresenta il 32,1% dell'export mondiale, e autoproduce il 37% della programmazione delle sue TV.

Eppure, secondo l'inchiesta, a fronte dell'apatia nella progettazione di format, l'industria della produzione televisiva in Italia è molto attiva: ha più di 500 imprese, che fatturano 1.065 milioni di euro (di cui 700 per programmi televisivi), di cui il 33,5% nell'ambito della fiction ed il 25,7% dell'intrattenimento.

I segnali di una inversione di tendenza delle dinamiche mondiali che ci vedono soggiacere allo strapotere americano ed anglosassone ci sono.

Caso esemplare è la fiction tratta dai gialli di Andrea Camilleri, Il Commissario Montalbano.

Già venduta in Usa e in Germania, pochi giorni fa è stata acquistata anche dalla BBC. La TV pubblica anglosassone la manderà in onda nel 2009 su BBC4.

"Ero convinto – afferma Carlo Nardello- che Montalbano potesse avere una ricaduta importante sul mercato europeo e internazionale. In Scandinavia per esempio Luca Zingaretti è diventato un personaggio riconosciuto e apprezzato".

Ampliando lo sguardo, bisogna ridefinire il ruolo dell'Italia nell'industria mondiale alla luce dell'acquisizione fatta a maggio 2007 da Mediaset del 75% della più efficiente macchina da format mondiale: la Endemol, società che detiene i diritti di Grande fratello, Affari Tuoi, Stranamore, La pupa e il secchione.

Sempre in ambito Mediaset va citato un altro successo internazionale conseguito a marzo 2008 dal presentatore dell'ultima edizione del Festival di Sanremo.

I diritti del game show ideato da Paolo Bonolis e Stefano Managhi, Ciao Darwin, sono stati venduti a Endemol Francia ed all'americana Abc Studios, da Distraction, la società canadese di distribuzione di format televisivi approdata in pianta stabile in Italia a settembre 2008.

In precedenza il programma era già sbarcato in Ungheria, Polonia, Romania, Canada, Vietnam e Grecia.

Non mancano ,dunque, le soddisfazioni isolate. Non c'è stata finora, invece, una strategia organica in grado di creare quel modello televisivo italiano evocato da Nardello che possa tener testa a quello anglo-americano.

A Cannes è suonata l'ora della rivincita?

Scritto da Style24.it Unit
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