Matteo Renzi, il nulla gggiovane che avanza tra Blair e Marchionne

Molti studiosi sostengono che la pervasività dei media è giunta a un punto tale che anche le classi dirigenti ormai sarebbero selezionate attraverso criteri mediatici (telegenia, spigliatezza, prontezza nella battuta, abilità dialettica) più che strettamente politici (esperienza, programmi, affidabilità, coerenza ideologica).

Forse con Matteo Renzi siamo andati anche oltre: è l’unico (aspirante) leader che pare avere conquistato la ribalta esclusivamente per l’aria fritta che piace tanto alla tv: è giovane ed esce bene sul piccolo schermo, usa Facebook e sa cos’è Wikipedia e poi ha un simpatico accento fiorentino che fa tanto Pieraccioni.

Sotto il fumo, l’arrosto – a cui nessuno sembra più badare – appare davvero una specie di residuato degli anni 80, come ha detto Bersani.

Una minestra riscaldata – per continuare nella metafora culinaria – di liberismo reaganiano condita con un pizzico di solidarismo cattolico. In poche parole di sinistra non c’è niente o quasi, del resto basta guardare ai riferimenti culturali di Renzi per capirlo: Steve Jobs, che fa sempre molto figo citare, e Sergio Marchionne, quello che sta più a destra persino di Confindustria. Ma infondo da uno che ha iniziato la sua carriera giocano alla Ruota della fortuna di Mike Bongiorno che c’era da aspettarsi?

Scrive Mario Adinolfi, grande sponsor del sindaco gggiovane, che Renzi sembra il nuovo Tony Balir: l’unico leader europeo che si ostina a difendere Berlusconi e quello che ha fatto la guerra insieme a Bush.

Verrebbe da dire: si salvi chi può. Ma appare più utile, per inquadrare il primo cittadino di Firenze, gettare uno sguardo sui compagni di viaggio della convention alla Leopolda: il regista Fausto Brizzi (quello di Ex, praticamente l’erede dei Vanzina), Alessandro Baricco (il Paulo Coelho dei poveri), Michela Marzano (quello che è Alberoni per la sociologia lei lo è per la filosofia) e Giorgio Gori (produttore dell’Isola dei famosi e marito della regina del galateo Cristina Parodi). In platea anche Billy Costacurta, probabilmente l’unico che si salva.

(Nella foto: Renzi al suo esordio televisivo nel quiz di Mike Bongiorno).

Scritto da Style24.it Unit
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