L’orrore del bus filippino che Š anche il nostro orrore: riflessioni sparse

Oggi vorrei tornare un attimo serio, se posso. Il tizio nella foto si chiamava Rolando Mendoza. Era un ex ufficiale di polizia. Luned ha sequestrato un bus pieno di cinesi a Manila, ed Š morto in diretta tv.
 
Pazzesco, no? Uno sta l, seduto sul divano di casa, vede quelle immagini live su RaiNews24, vede la paura, la tensione, gli spari, e…

cosa dovrebbe pensare? Cosa pu• pensare?

Non si pu• fare a meno di domandarsi il motivo, almeno. Non tanto il motivo del gesto di Rolando in particolare, no; il motivo per cui accadano tragedie come queste, intendo. Sembrano saltar fuori dal nulla, ma non Š vero: vengono da lontano, dal dramma interiore di ognuno di noi, che cresce, cresce ed alla fine esplode. La cosa spaventosa Š che succedono ogni giorno, e noi magari nemmeno ce ne rendiamo conto, presi come siamo dai nostri problemi.

 

L'orrore, quello vero, ci circonda. E' ovunque, e va a braccetto con l'indifferenza. A Manila come in Italia o come in Pakistan, dove quindici milioni di persone stanno morendo di fame a causa dell'alluvione. I telegiornali ci mostrano qualcosa, ci fan vedere i tragici carri colorati tipo Circo Orfei su cui viaggiano quei disperati, ma poi? Cosa sappiamo veramente del dolore di quei tizi laggiù? E soprattutto, ci interessa? Avete letto bene: a qualcuno gliene frega qualcosa che l'ex poliziotto Rolando ha fatto fuori delle persone, o che gli alluvionati pakistani stanno morendo di fame e non si riesce ad aiutarli perchè i fondi necessari non si trovano?

Uno dice di sì, sì che gli interessa, mica è un mostro senza sentimenti, quindi prende il cellulare e manda l'sms di contributo e pensa d'aver fatto il possibile, perchè in fondo cos'altro puoi fare, la vita è dura, bisogna rimboccarsi le maniche, aiutati che il ciel t'aiuta, anch'io – e che cazzo – ho i miei problemi, cosa c'è per cena?

L'orrore.

In Pakistan si conteranno centinaia di migliaia di morti (centinaia di migliaia), e succederà perchè non ci sono in ballo né petrolio, né accordi economici, né altro. E' un posto dimenticato da Dio, e nessuno ha interesse ad andar là a tender loro la mano gratis.

Confortante, direi. Fate una scorreggia in Kuwait o ad Abu Dhabi ed accorrerà il mondo, ma se c'è da tirar fuori dalla merda i poveracci, tanti saluti. Un po' come quel tipo che a Milano è sceso in strada ed ha massacrato di pugni una filippina solo perchè passava di lì. Nessuno ha alzato un dito, perchè ognuno si fa gli affari suoi (solo quando conviene, però: a romperti le palle per questioni ridicole son sempre tutti prontissimi). Ma io capisco, avran pensato che magari quei due si conoscevano, che magari lei l'aveva tradito, quindi meglio non cercar guai e non immischiarsi. E se poi vedi il sangue sprizzare sul muro ti giri dall'altra parte, che problema c'è? D'altronde mica è capitato a te. Che fortuna, no? Magari dopo ci fai anche una foto col telefonino e la spedisci agli amici, che fa tanto trendy.

Così gira il mondo-perfetto-popolato-da-stronzi in cui viviamo.
Danza sottobraccio con l'orrore.

Ora torniamo pure ad accapigliarci per le critiche ai markikarta di turno, per la scappatella amorosa del vippazzo raccomandato che se la ride dei nostri affanni o per le cazzate fotticervello dei reality show. In fondo c'è tutta una stagione televisiva che sta per iniziare, volete mettere? Fossero al nostro posto, non se la perderebbero neanche Rolando o gli sfollati pakistani. Ed è questa la cosa più crudele di tutte.

Scritto da Style24.it Unit
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