Chi era Levi Strauss: tutto sul grande padre dei jeans

Levi's è stato ed è ancora oggi un punto di riferimento per acquistare un buon paio di jeans. Scopriamo la storia del fondatore e della sua azienda.

Una volta erano pezzi per pochi, oggi sono il capo di uso più comune. I jeans sono considerati uno dei capi di abbigliamento must have di ogni guardaroba. Lo ha capito presto Levi Strauss che ha fondato una delle compagnie più di successo e che ancora oggi si dimostra imbattibile nel settore.

Chi era Levi Strauss

Levi Strauss (Buttenheim, 26 febbraio 1829 – San Francisco, 26 settembre 1902) è stato un imprenditore noto per aver fondato l’azienda di jeans che porta il suo nome. Cresce in una famiglia di ebrei bavaresi trasferitisi negli Stati Uniti durante uno dei grandi flussi migratori del periodo.

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Arrivato a New York i fratelli hanno già dato avvio ad un’industria di abbigliamento che vede coinvolto anche lo zio, proprietario di un ranch. Questo spetta di diritto al giovane Levi che decide però di avvicinarsi al mondo imprenditoriale da solo e avviare una proprietà indipendente.

La storia di Levi Strauss & Co.

Durante il suo periodo di ricerca imprenditoriale Levi incontra Jacob Davis, un sarto lettone che trova un modo rivoluzionario per rinforzare i punti dei jeans.

Questo ha bisogno di qualcuno che finanziasse la sua idea così i due la brevettano insieme mettendosi in società e fondando la nota azienda.

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L’attività si distingue inizialmente per la vendita di abiti da lavoro a manovali americani occupati nel lavoro nelle miniere. Infatti nasce proprio così l’idea della salopette, abbigliamento più comodo in assoluto per chi deve svolgere lavori pratici. Nel giro di poco l’andamento dell’azienda è buono e capiscono che si può far partire il lavoro in serie per ottenere sempre più pezzi.

I particolari dell’ azienda “madre dei jeans”

Diverse le caratteristiche che rendono i jeans Levi’s unici. Tra queste indubbiamente l’impuntura a doppio arco posizionata sulle tasche posteriori, tipica del brand. Inoltre è diventato un simbolo anche l’etichetta con i due cavalli su cuoio posizionati sul retro che sembrano evocare con la loro posizione opposta il senso di resistenza promesso dai pantaloni.

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Un secondo modo per definire l’originalità dei prodotti è dato da un’altra etichetta, rossa, posizionata al lato ella tasca rossa che è segno del copyright dell’azienda. A dare valore è una scelta ottima di materiali e la capacità di pensare a pezzi evergreen che non subiscono l’impatto della moda, come nel caso della storica linea 501, ancora oggi molto ricercata.

Scritto da Alessandra Coman
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