La Scienza ha le prove: la Tv genera perversioni sessuali, disturbi mentali, ansia, stress, malattie, alcolismo…

Ogni tanto, uno studio condotto da insigni scienziati ci informa che la televisione provoca un disturbo di qualche tipo: psichico, biologico, relazionale. O misto, come il cono gelato stracciatella e caffè, ma con effetti molto meno salutari.

L'ultimo allarme ,appena sfornato, riguarda l'effetto della visione prolungata dei programmi sull'asma infantile.

La paura viene instillata dalle testate che riferiscono i risultati delle indagini scientifiche, giornali peraltro ormai inglobati nel sistema promozionale del piccolo schermo, a piccole dosi omeopatiche.

Poco per volta, per conciliare il dovere di cronaca con l'esigenza di non far danni reali al business mediatico.

In un empito di puro sadismo, ho riunito di seguito gli esiti di alcune ricerche diffuse negli ultimi anni.

Nulla di inventato: tutto è documentato anche on line.

Provate a leggerli tutti in una volta: sarà un esercizio istruttivo per capire come cambia l'impatto delle notizie a seconda di come vengono diffuse e aggregate per affinità tematica.

Sarà un'esperienza davvero terrorizzante che vi invoglierà a cambiare i piani per la serata!

In fondo mi sono limitato a concentrare in un'unica pagina la paura che i media hanno diluito nel tempo.

Tra i vari studi, uno conclude che la tv provoca ansia.

E le indagini sulla tv, invece?

Giudicate voi…

La Tv provoca l'asma nei bambini (2 marzo 2009)

L'allarme arriva dalla rivista scientifica londinese Thorax che ha pubblicato uno studio sul rapporto tra infanzia e esposizione alla televisione. Più di due ore di esposizione alla televisione sarebbero responsabili di un doppio rischio di diventare bambini asmatici… restando fermi di fronte allo schermo televisivo, si riducono quelle attività fisiche che permettono la dilatazione dei polmoni e quindi la prevenzione dell'asma.

La Tv provoca deficit mentali (25 ottobre 2004)

Secondo uno studio dell'American Academy of Pediatrics può addirittura portare un piccolo durante la sua crescita al cosiddetto Attention Deficit Hyperactivity Disorder, in pratica un disturbo da deficit di attenzione con iperattività, definito dagli scienziati ADHD oppure ADD in UK. Ne è affetto il 12% dei bambini statunitensi, e questa condizione particolare ha cominciato a diffondersi negli States proprio durante gli ultimi cinquant'anni, guarda caso proprio con l'avvento della scatola magica dentro le nostre case.

I reality show provocano ansia, bulimia anorressia: sindrome dell'Isola dei non famosi (14 dicembre 2004)

Con i primi freddi di stagione arriva una nuova malattia: la sindrome dell'isola degli ignoti. Si potrebbe definire così quel senso di spersonalizzazione, frustrazione, isolamento e avvilimento che colpisce chi, nel chiuso di una stanza, segue le vicende dei reality show incollato ad uno schermo televisivo. A puntare il dito contro i "reality" sono neurologi e antropologi riuniti nel convegno "La nuova solitudine". …

"La sindrome dell''isola dei non famosi" – spiega Rosario Sorrentino, membro dell'Accademia americana di neurologia – "colpisce un numero crescente di giovani, delusi perche' estromessi da quella che ritengono la vita vera, vissuta dai personaggi televisivi".

Tutt'altro che trascurabili, sottolinea il neurologo, i sintomi di questa nuova forma di disagio psichico: forte senso di insicurezza, ridotta autostima, cambiamenti d'umore e dei comportamenti alimentari fino a raggiungere anoressia o bulimia. E ancora: ansia, depressione, aggressivita' e abuso di droghe e alcool.

Sulla stessa lunghezza d'onda Cecilia Gatto Trocchi, docente di Antropologia alla Terza universita' di Roma, che accusa anche molti spot di successo, ispirati a modelli di vuoto individualismo. "Nell'ultimo quarto di secolo si e' sgretolato il tessuto sociale tradizionale che si manifestava in diverse forme di comunita', dalla famiglia estesa ad altre forme di aggregazione. Tutto e' stato immolato sull'altare dell'esaltazione dell'individuo, inneggiando alla liberta' senza limiti, proponendo il disinteresse al bene comune e la sottomissione a modelli consumistici e competitivi".

La Tv fa ingrassare (1 maggio 2005)

Mangiare mentre si guarda la televisione fa ingrassare. È quanto emerge da uno studio condotto da alcuni ricercatori dell'Università di Toronto su bambini e adolescenti per comprendere perché quelli che trascorrono molto tempo davanti al piccolo schermo pesano più degli altri. La causa sembra sia da ricercare non tanto nella mancanza di esercizio fisico, quanto nel fatto che la distrazione esercitata da quanto si sta guardando porta a ignorare il segnale di sazietà. (Aggiungo io: per lo stesso motivo non conviene ascoltare musica quando si fa sport, come avviene invece in molte palestre: la distrazione non fa percepire la stanchezza reale)

La Tv provoca autismo (17 ottobre 2006)

Waldman, Nicholson e Adilov pubblicano una ricerca secondo la quale i "media passivi" aumenterebbero la predisposizione all'autismo nella fascia sotto i tre anni. I ricercatori della Cornell University hanno focalizzato la loro attenzione su uno strano fenomeno: un incremento dei casi negli stati in cui le precipitazioni erano assai frequenti, e hanno poi direttamente associato questa tendenza alla maggiore esposizione al mezzo televisivo. … Proprio negli anni '50, col VCR (l'antenato del VHS) si sono riscontrati i primi casi, mentre i decenni successivi sono stati testimoni di una proliferazione di casi di bambini affetti da autismo, diretta conseguenza dell'apertura di canali dedicati ai più piccoli: Nickelodeon (1979) e Disney Channel (aperto nel 1983).

I talk show provocano ansia e depressione (28 ottobre 2007)

Guardare la televisione provoca ansia: lo sostiene uno studio promosso da Meta Comunicazione e realizzato in collaborazione con un pool di 60 psicologi e psicoterapeuti. Sotto accusa toni concitati, annunciatori che sembrano lanciare allarmi bomba, termini super allarmistici. Lo studio ha analizzato, per un periodo di 4 settimane, i contenuti, i toni e il lessico utilizzato in diverse tipologie di trasmissioni.

Il primo degli elementi sotto accusa è costituito dai temi trattati, che rappresentano la causa più evidente dell'ansia e dello stress che sempre di più si associano al piccolo schermo, come sottolinea il 63% degli intervistati. Scandali, efferati delitti, accuse e litigi che minano ogni fiducia nei confronti della politica e dell'economia del paese: sono solo alcune delle tematiche che quotidianamente vengono evidenziate in Tv.

Ma per l'84% degli esperti non sono solo gli argomenti di cui si parla a generare questo clima: a contribuire a far sentire il telespettatore letteralmente accerchiato è il modo in cui si parla di qualsiasi argomento, da quello più scottante a quello più tranquillo e leggero. Sotto accusa, infatti l'allarmismo (58%), ormai utilizzati in ogni tipo di trasmissione, dalle news ai contenitori di costume.

A questo si aggiungono poi i toni dei diversi servizi: a qualsiasi ora del giorno, infatti, anche quelli più normali vengono annunciati come se si stesse dando la notizia di una meteora che sta per colpire la terra. Insomma per il 51% i toni isterici che ormai dominano nel piccolo schermo rappresentano una delle maggiori cause dell'ansia che sempre più spesso prende chi resta troppo tempo davanti alla Tv.

Di conseguenza, il piccolo schermo sta perdendo la funzione di intrattenere, come dice il 34%, ma anche, sotto certi aspetti quella di informare (27%): il continuare ad utilizzare certi toni rischia di far mettere sullo stesso piano notizie e temi di importanza diversa, causando alla lunga una sorta di atarassia dell'informazione, dove il modo in cui viene data una notizia diventa più pregnante della notizia stessa.

Di fatto per il 63% degli intervistati la Tv sta sempre più diventando una fonte di stress (anche dal punto di vista acustico), genera ansia (55%) e aggressività (49%), ma fa venire anche l'idea di essere continuamente fregati(43%), tanto che si sta sviluppando una sorta di sindrome da accerchiamento, che rischia di avere conseguenze anche sulla vita quotidiana (43%).

Sicuramente in una sorta di classifica del grado di ansia catodica i Talk show sono al primo posto, come sottolinea il 58% degli esperti e conferma l'analisi dei programmi andati in onda nelle ultime 4 settimane. In media, infatti, ogni 6 minuti di messa in onda vengono utilizzati toni e termini che alzano il livello di ansia e aggressività, oltre al fatto che gli stessi temi trattati bombardano lo spettatore con tutto ciò che di più stressante avviene quotidianamente, che si tratti di politica, di scandali o di fatti di cronaca nera.

Subito dietro ai Talk show ci sono naturalmente i telegiornali (52%): sicuramente gli argomenti ansiogeni sono più concentrati, ma i toni e il lessico utilizzato sono più controllati e meno allarmistici (in media si raggiungono alti livelli di stress ogni 12 minuti).

Lo stesso vale per le trasmissioni sportive, dove l'ansia catodica sembra la costante per cercare di fidelizzare gli spettatori (45%, con i picchi di ansia catodica che hanno una frequenza media di uno ogni 15 minuti).

Seguono le trasmissioni di servizio, dove si vogliono tutelare i consumatori o dirimere controversie (41%, con i picchi di ansia catodica che hanno una frequenza media di uno ogni 20 minuti).

Ma ad essere messe sotto accusa sono anche le trasmissioni di costume e di puro intrattenimento come i contenitori pomeridiani (38%, dove i toni e gli atteggiamenti di conduttori e partecipanti fanno impennare il livello d'ansia in media ogni 21 minuti).

Seguono i reality (36%), che seguono lo stesso principio delle trasmissioni sportive e dove i toni e gli atteggiamenti di conduttori e partecipanti fanno impennare il livello d'ansia in media ogni 24 minuti.

La Tv induce i ragazzi a fumare, bere alcolici, drogarsi (19 ottobre 2008)

Consumi di alcool quasi raddoppiati negli ultimi 10 anni, maggiore propensione al fumo di sigarette e "canne" e sempre più ampio uso di sostanze per aumentare le prestazioni sportive. Sono i nuovi "stili di vita" degli adolescenti, emersi da un'indagine effettuata dall'osservatorio permanente della SIP, Società italiana di pediatria, e presentata in occasione del 64mo Congresso Nazionale dell'associazione che si è chiuso sabato a Genova…

La TV è indicata tra i principali responsabili del degrado del comportamento dei ragazzi: dall'indagine, infatti, emerge una stretta relazione con il consumo programmi televisivi, anche in fascia protetta. I ragazzi che stanno davanti al televisore oltre tre ore al giorno rispetto a quelli che la guardano meno di un'ora hanno un'alimentazione meno sana, bevono e fumano di più, sono più aggressivi e hanno una percezione del bullismo più "positiva".

Facile essere influenzati a fronte di un'esposizione media di oltre 47,6 spot all'ora su Italia 1, nella fascia pomeridiana, di cui oltre il 15% è di soli alimentari, quota destinata ad aumentare con i co-marketing fra i fast-food e e i giocattoli ispirati ai personaggi più popolari fra i bambini.

Un'associazione ingannevole fra cibi poco sani e gli idoli dei più piccoli che l'associazione dei pediatri e Altroconsumo si sono impegnate a combattere.

Paura, eh?

Dopo questa aver passato in rassegna questa panoramica, stasera vi conviene forse andare al Cinema a vedere un film horror: vi farete due risate!

Scritto da Style24.it Unit
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