L’AI ruberà il lavoro più alle donne che agli uomini: lo studio

I motivi per cui l'AI ruberà il lavoro più alle donne che agli uomini

Secondo uno studio l’intelligenza artificiale ruberà, entro il 2030, il lavoro più alle donne rispetto agli uomini. Vediamo insieme, all’interno di questo articolo, di saperne di più su questo studio.

L’intelligenza artificiale ruberà il lavoro più alle donne che agli uomini: lo studio

L’Intelligenza Artificiale è ormai l’argomento del momento e non c’è dubbio che andrà a rivoluzionare il mondo del lavoro. Secondo il rapporto del McKinsey Global Institute, entro il 2030 l’AI ruberà il lavoro a tantissime lavoratrici. Esatto saranno più le donne, rispetto agli uomini, a rischiare di perdere il lavoro:fino al 30% delle ore attualmente lavorate nell’economia statunitense potrebbero essere automatizzate entro il 2030″. Nel dettaglio, l’AI porterebbe a una riduzione dei posti di lavoro nel supporto d’ufficio, nel servizio cliente e nei servizi di ristorazione, ovvero tutti quei settori dove sono impiegate maggiormente le donne. Comunque non saranno solamente le donne a rischiare di perdere il posto di lavoro per “colpa” dell’intelligenza artificiale. Secondo il rapporto entro il 2030 circa 12 milioni di persone dovranno cambiare lavoro, soprattutto i lavoratori della fascia bassa della scala salariale verranno scavalcati dall’AI. Per questo, già da ora, è bene cominciare ad acquisire nuove competenze per non rischiare di non sapere cosa fare nel caso proprio il nostro posto di lavoro dovesse venire “rubato” dall’intelligenza artificiale.

L’intelligenza artificiale creerà nuove opportunità di lavoro

Come abbiamo appena visto, secondo uno studio del McKinsey Global Insitute, entro il 2030 saranno davvero tanti coloro che dovranno cambiare lavoro, soprattutto molte donne. L’intelligenza artificiale infatti arriverà a svolgere molte mansioni che oggi sono invece svolte da noi essere umani. Ma se da un lato è vero che l’AI andrà a rubare il lavoro a tanti di noi, dall’altro c’è da dire che essa andrà anche a creare tante nuove opportunità di lavoro. Questo hanno detto gli analisti che hanno lavorato al rapporto: “l’AI generativa migliorerà il modo in cui lavorano i professionisti STEM (cioè specialisti delle discipline scientifiche: scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), i creativi, gli esperti economici e legali, piuttosto che eliminare un numero significativo di posti di lavoro.” Va detto che tutte queste mansioni sono maggiormente svolte dagli uomini piuttosto che dalle donne. Quello che ci si chiede è cosa faranno tutti coloro che vedranno il loro posto di lavoro “rubato” dall’intelligenza artificiale. Per questo è molto importante che l’industria del lavoro si concentri sulla riqualificazione dei lavoro e sulla formazione, in modo che, tutti coloro, in particolare a quanto pare le donne, saranno scavalcate dall’AI non si trovino a non sapere cosa fare.

A oggi, le università propongono tra l’altro diversi corsi sull’intelligenza artificiale, in vari ambiti, dall’ingegneristico all’economico, fino al biomedico. Questi corsi sono utili per chi vuole saperne di più o per chi vuole appunto ottenere nuove qualifiche professionali per essere pronti per il futuro.

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Scritto da Sara Guglielmetti

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