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Come conservare il peperoncino Habanero

Habanero perperoncino

Peperoncino Habanero; le caratteristiche della pianta, tutte le prioprietà, i metodi di conservazione e le tipologie in commercio

L’ Habanero è un peperoncino tipico dello Yucatàn. Deriva dall’Avana, capitale di Cuba, da cui si crede che abbia le sue origini. Il primo produttore al mondo di Habanero è il Messico. Anche in Italia possiamo trovare delle coltivazioni, in particolare in Calabria e Toscana. I Maya lo considerano parte integrante del loro patrimonio e il simbolo della loro indipendenza culturale all’interno del Messico. Il nome Habanero indica il frutto della pianta, cioè la parte commestibile.

Tipologie di Habanero

Ricco di vitamine, fibre e sali minerali, è uno dei peperoncini più piccanti al mondo. E’ antinfiammatorio, agisce contro il mal di testa e il colesterolo. Ha anche un’azione antibatterica. Fa parte della famiglia dei Capsicum Chinense. Nella scala Scoville che misura la piccantezza di un peperoncino in base alla concentrazione di capsaicina per unità di peso, si posiziona tra 200.000 e 300.000 Unità. La capsaicina è un composto chimico che stimola i recettori del caldo situati sulla lingua.

Quelli che provocano la sensazione di “bruciore”. Per capire meglio, considerate che il peperoncino calabrese si posiziona a circa 15.000 S.U. (Unità Scoville).

Si tratta di una spezia molto piccante, utilizzata quindi per insaporire cibi, sughi e salse. La varietà più conosciuta è quella rossa con la caratteristica forma a lanterna. Quella più piccante, chiamata Red Savina, viene classificata intorno a 577.000 S.U. La sua pianta può arrivare fino a un metro e mezzo di altezza ma nelle zone dei Caraibi esistono varietà che arrivano fino a 2 meri e mezzo. Negli USA si fermano a 60 centimetri. Esistono molte tipologie di Habanero. Alcune sono il Chocolate, l’Orange, il Chocolate Long, il Golden e il Lemon. Ma ci sono anche il mustard, il peach, il Caribbean red e Congo black. Il colore varia in base al grado di maturazione. Si parte dal verde, per passare al giallo, l’arancione, il rosso, e infine il marrone.

Metodi di conservazione

  • Essiccazione: tenendo l’habanero in ambienti dalla temperatura media e poco umidi è possibile essiccare i peperoncini e, volendo, potrete macinarli una volta finito il processo di essiccazione.

    La disidratazione consentirà di conservare a lungo le caratteristiche organolettiche e la piccantezza. Bisogna stare molto attenti e cercare di evitare la comparsa di muffe, soprattutto nei peperoncini più corposi. E’ consigliabile tagliare gli habanero a metà e metterli ad essiccare sopra una carta assorbente e in un locale senza umidità. L’ideale è un ambiente caldo e ben esposto al sole per diverse ore al giorno. Anche l’essiccazione diretta al sole è un ottimo metodo. Ricordatevi di girare i peperoncini periodicamente. Potete essiccarli anche in forno ventilato ad una temperatura di 40 gradi circa per almeno un’ora.

  • Olio d’oliva: sott’olio gli habanero possono essere conservati per anni. Potrete mangiare i peperoncini direttamente o usare l’olio aromatizzato per qualsiasi piatto. Per esempio sulla pasta o sulla pizza.
  • Mousse di habanero: basta frullare qualche habanero con dell’olio d’oliva extravergine. Si formerà una sorta di mousse che potrete usare per sughi e salse da spalmare sulle vostre pietanze.

    Necessario sarà conservare la mousse in freezer.

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