X Factor, terza puntata: le pagelle. La pecora nera Giacomo eliminata, le pecore nere Farias salve

E così siamo alla terza puntata di X Factor. La pecora nera del gruppo, Giacomo, ci ha prematuramente lasciati: pochi ne sentiranno la mancanza. Altre pecore nere si aggirano ancora per gli studi della Rai: pochi ne capiscono le ragioni, anche i cellulari che ieri sera hanno spedito gli sms per salvarli stamattina sono presi dallo sconforto: nessun servizio al posto del logo operatore.

Sto parlando dei Farias, il gruppo dei suonatori di strada chic che di pop non hanno nemmeno il nome, quelli che non perdono un attimo per farci capire quanto l'Italia sia un luogo emozionante in confronto alla Patagonia, dove i quattro cavalieri potrebbero trovare realmente una loro anima pop. Lasciamo che tornino in terre lontane ad esprimere la loro appartenenza: flauto di Pan in mano, caschetto biondo, cintura da He-Man e via.

Come settimana scorsa vediamo le pagelle dei cantanti; mi affiderò ancora alla mia indiscussa cultura musicale. Claudicante. 

Seal. Voce corposa, presenza di scena impeccabile, peccato per quella terribile canzone scelta dai giudici. Da mandare in ballottaggio con Giacomo, invece ci andrà Ambra Marie. Voi non lo sapete ma ha preso il posto di Cremonini per colpa del televoto. E la moglie non è nemmeno in studio a sostenerlo. Tzè.

Ambra Marie.

Si presenta in versione Matia Bazar ma l'italiano non è proprio la sua lingua: Tuì Suènto sarebbe stata più adatta alle sue corde da rocker amerigana, al fidanzato invece sarebbe piaciuta di più la versione "Ti sento dibbestia". Vittima del virus Avril Lavigne: canzone sbagliata, ballottaggio meritato.

Noemi. Ha sfrancicato i cosiddetti. Se Ambra Marie è una rocker amerigana Noemi è una appassita figlia dei fiori. Come una rosa sferzata dal vento – eh, vabbè – si mette ancora in ginocchio ad ondeggiare. Urgono cesoie per farle trovare nuova linfa.

Farias. Nel circo stanno pure bene.

Serena. Un giorno potrà trovare la sua vera natura, ne sono certo. Alla fine l'anonimato è una forma dell'essere. Cristina D'Avena non canta più le sigle dei cartoni animati, un posto libero per ora c'è (no, ma dico, stiamo scherzando? Cristina non canta più? Ma se è ancora sulla cresta dell'onda. Vista la reazione dei fans di Cristina D'Avena correggo quella stupidissima affermazione. Failla, ignorante che non sei altro. Le basi della musica, qui mancano le basi della musica).

Matteo. Ha un nome bellissimo, complimenti. Voce notevole, ma più che popstar me lo vedo idolo di quei rompiballe che ascoltano solo musica di nicchia. Avete presente quelli che comprano solo dischi in vinile? Ecco.

Giacomo… al mio matrimonio Peppino "er manzo" Fischiello ha cantato meglio.

Sister of Soul. Sono gnocche il giusto per fare carriera. E cantano pure. Se non sono pop star 'ste ragazzette. Chissenefrega della qualità, le figliole farebbero vendere. Appena escono le produco io.

Daniele. E' sempre bravo, ma visto che l'ho detto per altri lo dico anche per lui: imbalsamato nel suo stile, e il suo vocal coach non lo sta aiutando a liberarsi dalle catene.

Bastard Sons of Dioniso. Sono la vera bufala di questa edizione. Sopravvalutati. Appena usciranno dal programma faranno strada come gruppo di supporto dei Finley. Salvo poi scoprire che i fans – nel 2012 – non saranno più in grado di distinguere quale sia il gruppo in concerto.

Enrico. Quasi me lo dimenticavo. E' talmente bravo che lo swing lo sta uccidendo. Mettiamolo alla prova con altri generi, in Italia non andrebbe molto lontano – discograficamente parlando – in questa versione.  

Vogliamo parlare del nuovo ingresso? No, lo farò settimana prossima. Per ora posso solo dirvi che sono preoccupato per la sua incolumità

Scritto da Style24.it Unit
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