Santoro, Masi, Annozero e i cani da guardia della democrazia

A scanso di equivoci, ritengo sia stata una delle trasmissioni pi— rivelatrici degli ultimi mesi. No, riformulo: degli ultimi anni. Ma dietro alla puntata di Annozero targata 27 gennaio 2011, eh, c’Š tutto un mondo. La telefonata iniziale di Mauro Masi, con la minaccia preventiva a Santoro in diretta, ha dato un’impronta ben precisa all’intero programma.

E’ lecito supporre che l’intervento di Masi sia stato richiesto da qualcuno pi— in alto, regalando a Blob materiale per i prossimi decenni. E’ altrettanto lecito supporre che, durante la pausa dopo la telefonata, si sia – chiss…? – deciso d’optare per un approccio lievemente pi— soft rispetto al solito, cosa che ha giovato alle orecchie degli spettatori.

Ma non Š tanto questo, a parer mio, ad aver reso cos notevole questa puntata di Annozero.

Certo, il siparietto col Direttore Generale RAI ha destato scalpore, l’atmosfera Š rovente ed Š indubbio che se ne parler… per settimane. E’ in atto una guerra termonucleare, per dirla alla Mentana, e chiss… come andr… a finire.

Quello su cui vorrei tuttavia soffermarmi Š un altro aspetto, un aspetto che riguarda tutti noi. Ieri sera, ad Annozero – come dire? – si Š avuta la controprova che il modo in cui solitamente s’affrontano i dibattiti politici in tv, qui in Italia, non Š degno d’una nazione civile.

Spiego. Ieri l’esponente del PdL, Cicchitto, non si Š presentato in studio (“ordini dall’alto“, hanno detto). Coincidenza ha voluto che nella stessa serata fossero presenti due giornalisti come Mieli e Mentana. Come d’incanto, il programma ha assunto tutt’altri contorni, mutando da becera caciara da stadio a programma di politica. Per “programma di politica” intendo una trasmissione in cui non si Š urlato, ma si Š parlato e si Š tentato di spiegare; una trasmissione in cui, incredibilmente, lo spettatore ha rischiato di capire ci• di cui si stava parlando; in cui, soprattutto, un politico – Rosy Bindi – Š stato sottoposto per diversi minuti alle domande di Mieli e Mentana, con i tre che hanno conversato civilmente, in modo chiaro e col rispetto dovuto. C’Š stato perfino il tempo per qualche sagace battuta.

Da quanto tempo non s’assisteva ad un dibattito, e non ad un circo? Quand’Š stata l’ultima volta che un politico ha dovuto piegarsi alla stampa (e non viceversa) e rispondere alle domande? Quando e perchŠ abbiamo perso l’abitudine di agevolare un sano confronto tra politici e giornalisti? Tutto ci•, maledizione, non pu• essere raggiunto quando i parlamentari occupano tutto lo spazio disponibile. Vi dir•, seguire quest’illuminante puntata del Santoro Show e subito dopo girare su un confuso ed appesantito Porta a Porta con la SantanchŠ armata dei soliti schiamazzi mi ha fatto ripiombare nel Medioevo della dialettica.

Oso dunque ribadire che le tribune politiche dove i sempre meno onorevoli si urlano contro senza tregua sono vetuste barbarie create col preciso intento di confondere le idee, e che non dovrebbero appartenerci.

I deputati si riapproprino della dignit… istituzionale, agendo e rispondendo in base alla carica che ricoprono, e cioŠ come rappresentanti scelti per guidare un paese (e non come un branco di macachi ubriachi o di dannati ultr…); i cronisti, invece, tornino ad essere i cani da guardia della democrazia, e non i cani da compagnia dei vari leader.

Scritto da Style24.it Unit
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