Roma FictionFest presenta la prima sitcom televisiva ambientata su Facebook: ecco i video delle prime tre puntate

In questo video, la seconda puntata pilota della sitcom Fessbuc (le altre sono pubblicate qui)

9Colonne)Roma, 26 mag (citare la fonte). Sarà presentato al Roma FictionFest il primo film televisivo dedicato a Facebook.

Dopo Feisbum, pellicola distribuita a maggio nelle sale cinematografiche, si occupa ora del social network più alla moda di internet una sitcom creata per il piccolo schermo.

Titolo della serie, ennesima storpiatura burlesca del nome più conosciuto della rete , è Fessbuc.

A luglio, avrà la prima consacrazione nella rassegna organizzata dalla Regione Lazio.

La serie è destinata ,secondo il desiderio dei suoi artefici, alla televisione, ma sarà distribuita dapprima su Web in tre puntate, l'ultima delle quali a fine maggio.

"Non ci interessa l'orario in cui potrebbe andare in onda in tv- spiegano- ma ci sta a cuore che il network che l'acquista mantenga l'integrità del progetto".

Ha scritto la storia un team di sceneggiatori milanesi formato da Alessandro Coscia, Arturo Di Tullio, Giorgio Centamore e Davide Crestanti con il supporto di un collega genovese, Massimo Garbarino. Quest'ultimo è anche il produttore delle puntate pilota.

Il sistema scelto per immettere l'opera nel mercato, passando da internet, è originale per l'Italia.

"Abbiamo pensato di testare il format sul web -chiarisce Alessandro Coscia- perché in Italia è difficile vendere programmi inediti, i direttori delle reti televisive preferiscono produrre format che hanno già avuto successo all'estero".

La scommessa è costata finora diecimila euro, una somma che consente al team di esporre la sitcom in vetrina e saggiare il responso dell'audience del Web.

Fessbuc è ambientato in una singolare agenzia di Pubblicità, frequentata da impiegati che comunicano attraverso il computer pur trovandosi nello stesso ufficio. La sovrapposizione tra le relazioni reali e quelle virtuali dà vita a gag esilaranti, sulla falsariga di The Guild, serie comica americana che lo staff italiano ha preso a modello.

Di quest'ultima fiction, i cinque amici sperano di ricalcare la strada che l'ha portata al successo.

Anche The Guild è stata infatti lanciato in forma sperimentale su internet con un paio di puntate autofinanziate dagli autori. Il test è proseguito grazie ad una produzione collettiva sovvenzionata dagli stessi utenti del Web con piccole offerte, fino alla svolta fortunata: il colosso dell'informatica Microsoft ha deciso di acquistarla e di realizzare una seconda stagione.

The Guild intreccia virtualità e realtà, secondo il consueto schema di questo genere di racconto. Ne è protagonista una assortita gamma tipologica di giocatori compulsivi di World of Warcraft, che si estrania dalla vita di tutti i giorni per immergersi nell'ambiente irreale del famoso videogioco.

La trama è stata ideata da Felicia Day, attrice delle serie tv "Buffy" e "Dr. Horrible", che ha sviluppato in modo grottesco una sua esperienza di vita.

Lei stessa è rimasta infatti ostaggio per alcuni anni di questo videogioco, fino a subirne la dipendenza patologica.

"World of Warcraft -ha spiegato ai lettori di The Guardian- ha molto da insegnarci: oggi mancano relazioni sociali, non sappiamo neppure chi sono i nostri vicini di casa. Non abbiamo delle vere comunità, così ne creiamo altre attraverso la rete, che dimostrano anche una certa solidità."

Gli epigoni italiani che hanno lanciato Fessbuc hanno trasferito il tema della schiavitù psichica nei confronti del computer nel più famoso social network on line.

Non è la prima volta che Facebook ispira un autore del piccolo schermo. Simona Sparaco, sceneggiatrice del reality di Italia Uno La Talpa, ha dedicato al sito di incontri il libro "Lovebook- L'amore ai tempi di facebook", edito da Newton Compton. (in questo book trailer su Blogosfere Cultura si possono leggere e ascoltare alcune pagine)

Lo ha scritto proprio durante il soggiorno in Sud Africa, dove era impegnata a sceneggiare il programma di Mediaset.

L'idea di costruire una storia d'amore virtuale che si sviluppa grazie a Facebook rispecchia anche in questo caso una esperienza di vita reale.

"Usavo Facebook -ricorda la Sparaco- per corrispondere con gli amici rimasti in Italia, per condividere con loro l'esperienza indimenticabile in terra africana, pubblicando in tempo reale le fotografie. Ho così immaginato che questa piazza virtuale sia servita alla protagonista del mio romanzo per cercare un amore del passato e vedere che fine abbia fatto. Solidea, questo il suo nome, reduce dalla fine di un rapporto decennale, ritrova grazie al social network il partner idealizzato e mai scordato che aveva conosciuto a scuola da bambina".

E così anche in Lovebook, come in Fessbuc e Feisbum, si fonde in modo indissolubile il mondo vero con il pianeta virtuale più attraente del Web.

Scritto da Style24.it Unit
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