Guida per la donna perfezionista

Sei un perfezionista? Questa guida ti aiuterà a misurare il tuo livello di perfezionismo e ti proporrà alcuni suggerimenti per aiutarti a vivere meglio.

Una linea sottile separa il desiderio di perfezione dall’atteggiamento compulsivo che conduce allo sviluppo della sindrome del perfezionista in psicologia o disturbo anancastico della personalità in psichiatria.

  • Senti costantemente che le cose potevano essere fatte meglio?
  • Ti senti costantemente insoddisfatto?
  • Pensi che manchi sempre qualcosa, o che ci sia sempre qualcosa di troppo?
  • Hai bisogno che la gente riconosca i tuoi meriti?
  • Pensi che sia più difficile, intraprendere un nuovo progetto piuttosto che rimandarlo?
  • Ti infastidisce la mancanza di perfezione o l’inadeguatezza delle altre persone?
  • Ti senti sicuro anche fingendo sicurezza?
  • Hai paura di non riuscire?
  • Pensi di essere eccessivamente pignolo?

Rispondendo a queste domande si dà conto del livello di perfezionismo che governa la tua vita.

Ma attenzione, bisogna distinguere il perfezionismo dall’autosufficienza.

Non è la stessa cosa essere precisi e attenti nelle proprie attività ed essere un perfezionista. La precisione è una caratteristica positiva che non necessariamente va a configurare un atteggiamento patologico, proprio del perfezionista.

Una persona perfezionista non si sente mai pienamente soddisfatta della sua vita. Avrà sempre la sensazione di non essere riuscito a raggiungere il livello che si era auto-imposto. Si sentirà sempre insicuro riguardo al suo lavoro, valutandolo misero.

Avrà problemi relazionali nei suoi rapporti sociali, che saranno sempre impostati su dinamiche conflittuali.

Lo stesso vale per il proprio aspetto fisico. Un perfezionista donna cerca sempre l’eccellenza nel suo fisico. Non è mai obiettiva nel valutare la sua immagine esteriore, arrivando persino a soffrire di disturbi alimentari. Gli individui ossessionati dalla perfezione sono più soggetti a questi disturbi rispetto alle altre persone.

Inoltre nell’atteggiamento dei perfezionisti è comune la bassa stima di se stessi. Queste persone sono soggette alla frustrazione. Sentono una paura intensa nei confronti del futuro. Nutrono una forte sensazione di disagio verso gli altri e verso se stessi. Temono costantemente il fallimento e procrastinano il più possibile i loro progetti. Così facendo, evitano il loro più grande timore, il fallimento.

10 tratti del perfezionista comuni a molte persone

1. Essere più concentrati su stessi piuttosto che sugli altri.

2. Essere disturbati dai successi degli altri.

3. Avere molti sensi di colpa.

4. Avere una bassa autostima.

5. Avere difficoltà nei rapporti interpersonali e nello stabilire legami.

6. Affrontare i problemi con grande emotività.

7. Essere ossessionati dalla perfezione.

8. Fissare obiettivi troppo alti, quasi irraggiungibili.

9. Volere essere unici, speciali ed essenziali, cercando costantemente delle conferme esterne nell’approvazione degli altri.

10. Sentire una grande preoccupazione per il proprio aspetto fisico, cercando di migliorarlo il più possibile.

Qual’ è la soluzione?

Un atteggiamento comune della persona perfezionista è quello di respingere qualsiasi possibilità di aiuto esterno. Il perfezionista rifiuta la possibilità di un trattamento medico anche quando i suoi disturbi diventano patologici. Ma in alcuni casi l’aiuto di un professionista potrebbe risultare fondamentale per aiutare il paziente a superare i problemi quotidiani con cui è costretto a scontrarsi in vari contesti della sua vita. In ogni caso, qui di seguito proponiamo alcuni suggerimenti che possono in parte aiutare le persone perfezioniste a modificare alcuni atteggiamenti sbagliati e a migliorare la loro vita.

Porsi obiettivi di vita realistici.

Non bisogna porsi dei limiti che non possano essere raggiunti o che richiedano uno sforzo soprannaturale. Bisogna valutare bene ill tempo di cui si dispone, le proprie capacità e la motivazione che stanno alla base dei desideri personali. In un secondo momento, raggiunti i primi traguardi, è possibile porsi obiettivi più alti.

Impara a non riuscire.

Cercare di organizzare le proprie attività con serenità. Non scoraggiarsi di fronte alle situazioni che non ci fanno sentire a nostro agio, ma cercare di affrontare tutto con spirito positivo.

Affrontare i momenti imbarazzanti, cercando di minimizzare i problemi, comportandosi in maniera naturale. Non sempre la vita di tutti i giorni è semplice come la si desidera, ma non occorre renderla ancora più complicata. Cercate di dare il meglio ma imparate anche ad accettare voi stessi, con i vostri limiti e i vostri difetti. A volte preoccuparsi di meno rende più facile godersi la vita.

Avere una visione generale delle cose.

Non bisogna concentrarsi soltanto sui piccoli dettagli. Avete mai sentito il detto sul singolo albero che impedisce di vedere l’intera foresta? Provate a guardare la situazione generale nel suo complesso lasciando da parte i piccoli dettagli che vi preoccupano.

Vedrete che le cose vi appariranno in un modo diverso.

Impara a delegare e a fidarti degli altri.

Anche se non credi sia possibile, a volte, le altre persone possono svolgere bene i compiti affidati loro. E’ necessario imparare ad avere fiducia negli altri, anche se in un primo momento potrebbe sembrare difficile. Bisogna valutare pro e contro, e pensare a cosa potrebbe succedere a causa di un errore altrui e cosa si potrebbe guadagnare dall’aver delegato dei compiti. Potrebbe non essere la fine del mondo.

Non controllare tutto.

Cosa succede quando piove? Se non portare ombrello vi bagnate! Ma anche volendo non è possibile controllare il tempo. Quindi, se si viene sorpresi da una tempesta si dovrà trovare una soluzione per non bagnarsi.

Cerca di fare lo stesso con la tua vita: cerca le soluzioni quando arriva il momento del bisogno. Forse non arriverà mai, o forse si, ma all’occorrenza sarà possibile trovare un modo per risolvere le cose. Ci sono e ci saranno sempre cose che non possiamo controllare, non serve perdere le energie provando a farlo inutilmente.

Chiedere aiuto

Quando senti che la necessità, chiedi un aiuto esterno. Qando arrivi al bordo del baratro è più difficile uscire. Spesso il problema nasce dal confronto con modelli troppo alti. Scegliete attentamente con chi confrontarvi, in modo da poter essere più obiettivi e realistici nel fissare i vostri traguardi. Non è la stessa cosa confrontarti con Svetlana Aleksiévich, che ha vinto il premio Nobel per la letteratura nel 2015, e confrontari con un romanziere non molto conosciuto che vive nella tua città.

Se si mette imposta la barra dell’ostacolo troppo in alto, fin dall’inizio di qualsiasi progetto, sarete sopraffatti dal livello di perfezione che vi sarete autoimposti. Questo potrebbe portarvi a perdere le speranze e persino all’idea di abbandonare il progetto.

Accettazione finale.

Accettare che sbagliare è una caratteristica propria dell’essere umano e che solo così è possibile impare. Non commettere errori significa essere immutabili, statici. Chi non sopporta il mutamento non va avanti. La vita è cambiamento e movimento, solo quelle persone che impareranno ed evolvere continueranno a vivere.

La domanda è che tipo di vita avete scelto di vivere?

Imparare a distinguere il perfezionismo della perfezione, in questo si nasconde il segreto per la felicità. Facendo questo, imparerete a conoscere meglio voi stessi, scoprendo anche alcuni lati nascosti.

Realizzato in collaborazione con Raquel Puig (@Raquel_CoachRP), coach certificata.

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