Bonolis omaggia Sordi in “Commediasexi”, D’Alatri omaggia gli sponsor

Paolo Bonolis esordisce al cinema con Commediasexi, film di Alessandro D'Alatri sugli "inciuci" tra politica e spettacolo. Interpreta Bonfili, un onorevole che mentre lavora a una legge per la famiglia, tradisce la moglie con la showgirl televisiva in ascesa Martina (Elena Santarelli).

E in effetti lui di televisione se ne intende…

Così si legge su Libero news, che prosegue con una domanda:
Tornando alla tua intepretazione, c'è chi ha criticato il tuo aver strizzato troppo l'occhio ad Alberto Sordi, che ne pensi?
Perché aver strizzato l'occhio? La mia è proprio una paresi!

C'era da aspettarselo, del resto Bonolis ha fondato l'intera carriera sulle battute alla Sordi, ne ha fatto un vero cavallo di battaglia per programmi come Affari Tuoi.

La notizia più curiosa non è quindi questa, piuttosto quella che riporto più sotto (presa da Dagospia). Pare infatti che Commediasexi di Alessandro D'Alatri sia un carosello pubblicitario: il film contiene almeno 10 operazioni commerciali.
Qualcuno dirà che non c'è nulla di male, che i finanziamenti per i film da qualche parte devono pur arrivare (e poi pensiamo a 007). E' vero, però Alessandro D'Alatri, oltre ad ammettere l'uso sproporzionato di "product placement", farebbe bene ad evitare affermazioni come: Le marche raccontano trend di vita, fanno parte del nostro quotidiano ed è giusto inserirli in un film.

Perchè vanno bene i messaggi subliminali nei film, ma essere presi per idioti no.

Qui sotto l'articolo integrale.

Il film che ha come protagonista Paolo Bonolis è quasi un "Carosello". A cominciare dal plot placement (una specie di sponsor principale, individuato da Movieinside, agenzia di product placement della società di advertising Aegis) con "Chi", il settimanale Mondadori diretto da Alfonso Signorini, che è una sorta di filo rosso utile a collegare le storie intrecciate del film.

Alla rivista di gossip si aggiungono poi ben altre nove operazioni promozionali – curate in questo casa da un'altra agenzia di comunicazione, la Camelot – dedicate ai brand di Pasta Garofalo, Direct Line, Montblanc Italia, Chianti Classico Gallo Nero, Chinò Sanpellegrino, Acqua Sanpellegrino, Acqua Panna, Volkswagen e Galleria Movimento con l’artista Snebur.

Ma non è tutto. Perchè dal 15 novembre fino a gennaio sono in distribuzione 5 milioni di lattine Chinò Sanpellegrino brandizzate con il titolo della pellicola, mentre per Garofalo sono previste anche 400 giornate di instore promotion, il sito pastaecinema.it e "omaggi ai giornalisti” (come precisato in sede di presentazione dell'opera da Paola Mazzaglia, amministratore delegato di Camelot). Lo stesso regista D'Alatri si è in ogni caso speso personalmente e senza remore a favore di questa formula pubblicitaria:

"“Il product placement restituisce libertà non solo per quanto riguarda i finanziamenti ma anche per l’opportunità di riprodurre i prodotti. Le marche raccontano trend di vita, fanno parte del nostro quotidiano ed è giusto inserirli in un film. E poi ben venga se aiuta il cinema a guadagnare maggiore autonomia”.

Scritto da Style24.it Unit
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