Blue Jasmine trailer trama Woody Allen Cate Blanchett

L’annuale pellicola del genio comico promette risate (amare e nevrotiche) e qualche lacrima

Questa volta Woody Allen ha scelto San Francisco come location del suo ultimo film.

Dopo Roma, Parigi e Londra il regista ritorna sulle proprie orme ed elegge a set della pellicola la città degli hippy, delle rivendicazioni sociali e in generale di uno stile di vita più rilassato e alla mano rispetto all’amata e un po’ snob New York: Blue Jasmine è a tutti gli effetti – come in parte Basta che funzioni – uno scontro tra due diversi atteggiamenti, aspirazioni e orizzonti d’attesa.

Come è ormai noto la carriera dell’autore di Manhattan si può dividere in quattro periodi dai confini ben delimitati. Iniziamo da quello prettamente demenziale, che va da Prendi i soldi e scappa fino ad Amore e guerra: grezzo dal punto di vista tecnico, ancorato a schemi e gag di matrice televisiva, lentamente in questi anni Woody si fa le ossa e costruisce il proprio personaggio cinematografico, che esplode successivamente.

Da Io e Annie a Misterioso omicidio a Manhattan, infatti, abbiamo l’Allen classico dei molti capolavori, quello delle autobiografie comiche, del tono dolceamaro con cui guarda la realtà, dei drammi bergmaniani e degli omaggi ai propri eroi.

Con la terza fase, da Pallottole su Broadway a Melinda e Melinda, inizia un momento di alleggerimento di toni e ambizioni, leggero (nel senso di meno impegnato, anche come comicità) e più riflessivo (ma in maniera più pedante rispetto al passato e quindi poco cogente).

L’ultimo periodo è quello del tour europeo, che si apre con Match Point (salutato come un capolavoro da coloro che non hanno visto Crimini e misfatti) e si concluderà probabilmente solo con l’addio al cinema del Nostro: scarsa ispirazione (Scoop), qualche sussulto (Vicky Cristina Barcelona, Basta che funzioni) e una serie di ignobili porcherie (To Rome with Love, Midnight in Paris, Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni), tutte collegate dalla pretesa di Allen di fare del cinema “serio” con delle “cose da dire”.

Blue Jasmine, nelle sale italiane in questi giorni, racconta la storia comico/drammatica dello scontro tra due mondi apparentemente inconciliabili, nonostante si tratti di due sorelle.

Da una parte c’è la Jasmine del titolo, magnificamente interpretata dalla regale Cate Blanchett: una donna abituata all’agio e allo sfarzo, all’eleganza dei dettagli e a un certo tenore di vita, che deve far fronte al fallimento del suo matrimonio con un ricco uomo d’affari (Alec Baldwin). Per ovviare a questo tracollo decide di trasferirsi nel modesto appartamento di Ginger (Sally Hawkins), che vive a San Francisco, si barcamena senza troppe pretese ma con una buona dose di ottimismo tra un ex marito e il suo attuale compagno.

Jasmine non è la persona più adatta a questi cambiamenti di ambiente e di prospettive, sopratutto in uno stato psicologico molto fragile come il suo: ansiosa, sull’orlo di una crisi di nervi, la mente annebbiata dall’effetto dei cocktail di farmaci antidepressivi, negativa verso ogni aspetto della vita della sorella, è totalmente incapace di prendersi cura di sé e di prendere una decisione che la possa rimettere in carreggiata.

Non giovano gli uomini che Ginger le presenta – dei totali falliti, secondo lei – almeno fino a quando un incontro potrebbe ridarle la condizione sociale cui pensa di essere destinata…

Scritto da Style24.it Unit
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