Adaptive: la nuova moda che abbatte ogni barriera

Adaptive di Iulia Barton è la nuova collezione no season e no gender per eccellenza: abbattere le barriere ora è letteralmente possibile

Avete mai pensato a un capo di abbigliamento no gender e no season? Se la risposta è no, ora è giunto il momento di cambiare completamente pensiero.

Nasce infatti Adaptive, la nuova linea di abbigliamento nata da un’idea di Giulia Bartoccioni, fondatrice di Iulia Barton.

Andiamo alla scoperta della collezione e dell’interessante filosofia che vi si nasconde dietro.

Adaptive di Iulia Barton: tutto sulla collezione che abbatte le barriere

La nuova linea di abbigliamento è stata lanciata per la prima volta in occasione della Milano Fashion Week 2022-2023, ma stando a quanto ha dichiarato la fondatrice del brand, Giulia Bartoccioni, il lavoro che c’è dietro dura da ben 15 anni. Tessuti, idee, creatività, persone: Adaptive nasce dalla fusione di tutti questi elementi, dove le persone con disabilità e le persone normodotate sono le protagoniste e vogliono essere simbolo assoluto di inclusione e di accettazione.

A oggi Adaptive può essere considerata la prima linea made in Italy completamente inclusiva: non esistono barriere, non esistono ostacoli e tutto è il risultato di un impegno e di una costanza incredibili.

I capi della collezione sono dieci e sono dedicati a uomini e a donne: non esiste la differenza di genere, tutti i vestiti possono essere interscambiabili e adattabili a ogni persone e a ogni sesso. Non c’è stagione, non c’è regola di genere, non c’è ostacolo che tenga: Adaptive è il messaggio che la moda stava aspettando da tempo.

Giulia Bartoccioni ha reso concreto un messaggio rimasto nell’aria per molti, troppi anni: la moda dovrebbe essere accessibile a chiunque e come ben ci si può immaginare, molto spesso le persone con disabilità affrontano non poche difficoltà nel vestirsi ogni giorno:

La disabilità mi riguarda da vicino. Mio fratello anni fa ha avuto un grave incidente e si trova su una carrozzina. Da molto tempo mi occupo di inclusione. Inizialmente, nel 2016, Iulia Barton era un’agenzia di moda che coinvolgeva sulle passerelle modelli e modelle con vari tipi di disabilità provenienti da ogni parte del mondo, affiancandoli ai professionisti. […] Purtroppo la moda non è accessibile a tutti e i disabili affrontano problemi nel vestirsi quotidianamente. Ecco perché ho sentito l’esigenza di realizzare una collezione realmente inclusiva, che tenesse conto di tutte le forme di diversit. Con “Adaptive” ho voluto creare una serie di capi di abbigliamento comodi, unisex, adatti tanto alle persone con disabilità che a quelle normodotate.

Ed ecco dunque che Adaptive propone capi funzionali e pratici; i dettagli con cui sono stati studiati consentono sia alle persone con arti amputati, sia alle persone in carrozzina di potersi vestire senza ostacoli, ma non solo.

Anche i tessuti sono stati pensati in base al tipo di situazione che una persona vive ogni giorno: le persone in carrozzina, ad esempio, hanno bisogno di tessuti elastici che consentano loro di svolgere i movimenti con più semplicità. Coloro che invece hanno subito amputazioni e vivono con protesi, necessitano di dettagli zip e aperture tecniche (applicate sui pantaloni, sulle camicie, sulle felpe etc.). In questo modo sarà semplice per loro modificare la lunghezza del capo in base alla stagione o in base alle esigenze che possono capitare durante una giornata.

Adaptive è una collezione sì pratica, ma non manca di stile e sfumature fashion, ovviamente: come può una collezione di moda rinunciare al gusto, al senso di stile e alla voglia di stupire? Impossibile!

Adaptive di nome e di fatto: la moda che abbatte ogni tipo di barriera è ufficialmente parte di questo mondo.

A volte la moda diventa la realizzazione di un sogno durato una vita intera; a volte il valore che si nasconde dietro a una cucitura vale più di tante parole; a volte la soluzione migliore nasce da una pioggia di empatia che, troppo spesso, rimane nebbia fitta in cerca di luce.

Chapeau, Adaptive!

Scritto da Marta Mancosu
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