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5 luglio, giornata mondiale del bikini: i modelli più belli di sempre

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Il 5 luglio si celebra la giornata mondiale del bikini. Una ricorrenza che rappresenta una vera e propria conquista

Il 5 luglio si celebra la giornata mondiale del bikini. Una ricorrenza che può sembrare priva di significato, ma che in realtà rappresenta una delle tante conquiste che le donne, negli anni, sono riuscite ad ottenere. Dobbiamo dire grazie allo stilista francese Louis Réard se, ad oggi, siamo ‘libere’ di sfoggiare mille varietà di costumi da bagno a due pezzi.

La giornata mondiale del bikini

La giornata mondiale del bikini si celebra il 5 luglio e sono esattamente 73 anni che il primo modello di costume da bagno a due pezzi è stato presentato sul mercato. Per questa ‘invenzione’ dobbiamo ringraziare Louis Réard, lo stilista francese che ha cambiato per sempre la storia della moda del beachweare. Nel 1946, in occasione della sua sfilata alla Piscine Molitor di Parigi, Louis ha presentato un capo che, all’epoca, venne considerato rivoluzionario ma, allo stesso tempo, decisamente scandaloso: il nostro caro bikini.

Réard, considerando la volgarità del suo nuovo prodotto, si è trovato davanti ad un avvenimento che ad oggi definiremmo assurdo: nessuna modella voleva sfilare in passerella con indosso il suo costume a due pezzi. Lo stilista, senza alcuna possibilità di scelta, si è trovato ad ingaggiare Micheline Bernardini, una ballerina esotica del Casino de Paris, l’unica che ha accettato di sfoggiare un capo tanto scandaloso. Il primo bikini della storia, sgambatissimo e con micro laccetti, riproduceva tanti fogli di giornale e la scelta non è stata affatto casuale. Louis era consapevole che il suo prodotto avrebbe fatto discutere la stampa, per cui ha optato per una vera e propria provocazione. Il nome scelto, invece, è un omaggio all’atollo di Bikini, nelle Isole Marshall, dove gli Stati Uniti avevano iniziato in quel periodo dei test nucleari.

bikini

Il bikini oggi

Dal 1946 ad oggi, in ben 73 anni, il bikini è diventato un capo indispensabile per ogni donna. Non importa la fisicità, ognuna può sfoggiarlo senza troppi problemi. Abbiamo infinite tonalità, fantasie e lavorazioni. A fare la fortuna del costume da bagno a due pezzi, ovviamente dopo la prima presentazione sulle passerelle di Réard, è stato anche il cinema. Sul finire degli anni ’40 sono molte le attrici che, in celebri pellicole, indossano il bikini. Ricordate Marilyn Monroe? Il suo scatto del 1946 con un modello a righe annodato è ad oggi una delle più belle immagini dell’epoca. Negli anni ’60, invece, abbiamo Ursula Andress che, nel famosissimo film Agente 007 – Licenza di uccidere, sfoggia un costume a due pezzi bianco con un coltello nello slip.

Una bellissima Brigitte Bardot, invece, incantava quanti la osservavano in barca a Saint Tropez con i suoi modelli col ferretto. E Sue Lyon? Impossibile dimenticarla nei panni di Lolita. In tempi più recenti, invece, non possiamo non citare un’altra Bond Girl, Halle Berry, che ne La morte può attendere del 2002 esce dall’acqua con un bikini arancione. Nel 2003 abbiamo Cameron Diaz in Charlie’s Angels – Più che mai e Angelina Jolie in Tomb Raider. Insomma, il bikini è ormai parte della quotidianità di ogni donna, ma vale sempre la pensa ricordare come è nato e cosa ha rappresentato per le donne.

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Fabrizia Volponi
Fabrizia Volponi nata ad Ascoli Piceno nel 1985. Laureata in "Scienze Storiche" e in "Scienze Religiose", sono da sempre appassionata di lettura e di scrittura. Divoro libri e li recensisco sul mio Blog Libri: medicina per il cuore e per la mente. Lasciatemi in una libreria, possibilmente piccolina e vintage, e sono la donna più contenta del mondo.
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