Versace: i codici distintivi che hanno fatto la storia di un marchio

Il 15 luglio 1997 è scomparsa una leggenda della storia della cultura mondiale, Gianni Versace. Ecco i simboli distintivi della maison.

Il 15 luglio 1997 è scomparsa una leggenda della storia della cultura mondiale. Sono passati 25 anni dall’assassinio di Gianni Versace e per ricordarlo ripercorriamo insieme i suoi simboli rimasti indelebili nel mondo della moda.

25 anni dall’assassinio di Gianni Versace

Il 15 luglio 1997 Gianni Versace è andato a prendere un caffè e a comprare il giornale. Quando è tornato a casa, sulle scale della sua villa a Miami, è stato colpito da un’arma da fuoco. È morto a 50 anni, lasciando un’azienda del valore di 800 milioni di dollari, 130 boutique in tutto il mondo e una profonda eredità nella moda. Tutto il mondo è rimasto sotto shock, proprio come è accaduto poco dopo con Lady Diana, a cui il designer calabrese aveva totalmente rivoluzionato l’immagine dopo il divorzio da Carlo.

A 25 anni di distanza possiamo dire che Gianni Versace, insieme a Valentino, Armani e Ferrè, ha contribuito al successo dello stile Made in Italy tra gli anni ’80 e gli anni ’90. Prima di diventare uno stilista affermato, era un semplice ragazzo che creava capi nella sartoria della madre a Reggio Calabria. È stato influenzato dalla mitologia e dalla cultura classica, tanto da creare un logo particolare, a tema, ovvero la testa di Medusa e della Greca, motivo principale della sua maison, che ha fondato nel 1978 a Milano.

Quando le persone guarderanno a Versace, dovranno sentirsi atterrite, pietrificate, proprio come quando si guarda negli occhi la Medusa” aveva spiegato.

Un vero e proprio visionario glamour, spregiudicato nell’invenzione e nella creatività, tra stile baroco, pop e sensuale, con forme, colori e materiali in grado di rompere gli schemi. Le sue collezioni hanno attirato l’attenzione e hanno trovato un successo mondiale. Uno dei suoi maggiori contributi lo ha dato nel 1982, inventando l’Orton, un tessuto leggero simile alle maglie medievali. Ma ci sono anche tanti altri dettagli tipici, come le camice barocche, amatissime perfino da Nelson Mandela. Lo stilista amava che nei suoi show sfilassero top model davvero d’eccezione, da Naomi Campbell a Carla Bruni e Linda Evangelista. Oggi Versace, con Donatella, continua ad essere un punto di riferimento, sempre basato sui simboli che ha lasciato lo stilista.

Versace: i simboli distintivi che hanno fatto la storia

Gianni Versace ha letteralmente segnato la storia della moda, con simboli che ormai sono diventati intramontabili e riconosciuti in tutto il mondo.

  • La Medusa: il logo della maison Versace è la testa di Medusa, una delle tre Gorgoni della mitologia greca. Secondo la leggenda, Medusa era una bella donna, che è diventata un mostro. I suoi capelli biondi sono diventati serpenti e chiunque osasse guardarla si sarebbe pietrificato. Versace ha scelto lei perché prima che diventasse un mostro tutti si innamoravano di lei e coloro che ne erano poi inorriditi non potevano distogliere lo sguardo;
  • Il motivo barocco: lo stilista era affascinato dalle opere d’arte del barocco italiano. Ha introdotto questo tipo di stampa iconica nella collezione Primavera/Estate del 1992. Usava spesso seta o altri tessuti riflettenti con questo motivo, conferendo ai disegni una sensazione metallica, proprio come si percepisce nei dipinti;
  • Il bondage: spesso i capi Versace celebrano la sessualità femminile. Nella collezione Autunno/Inverno del 1992 ha creato la collezione Miss S e M, definita collezione bondage, perché ricca di pelle, dettagli fetish e metallo che alludevano a strane preferenze sessuali. All’epoca i critici hanno ritenuto fosse offensivo nei confronti delle donne, ma altri hanno trovato questa collezione geniale;
  • La Pop Art: lo stilista si è ispirato anche alla cultura pop americana, creando una collezione ispirata alla Pop Art per la Primavera/Estate 1999, con senigrafie di Marilyn Monroe e James Dean, opere di Andy Warhol. Ha usato la tecnica di ripetere un’iconografia su un capo;
  • La Greca: il pattern la Greca, presentato nella collezione Autunno/Inverno 1988-89, è entrato a far parte della storia della maison. Da sempre affascinato dalla potenza dell’arte, ha creato anche quest’altro antico motivo, un disegno geometrico con un linea interrotta che percorreva decorazioni di templi greci, labirinti, palazzi e ceramiche;
  • Dettagli oro: molte collezioni presentano dettagli in metallo dorato. Usava anche l’argento, ma lavorava di più con l’oro di ispirazione barocca, con catene, cinturini e spille;
  • Spille da balia: la spilla da balia è apparsa spesso nelle collezioni Versace. Indimenticabile l’abito indossato da Elizabeth Hurley, tagliato sui fianchi e tenuto insieme da spille da balia;
  • L’oroton: Versace ha inventato l’Oroton, tessuto metallico a rete, molto leggero. L’ha realizzato per la prima volta nel 1982 e l’ha presentato all’Opera di Parigi. Amatissimo e molto utilizzato ancora oggi;
  • Stampe marine: lo stilista amava così tanto Miami da portare l’attenzione sulla scena della moda locale di South Beach. Ha debuttato con una serie di modelli stampati con conchiglie e stelle marine, puntando anche sugli accessori con i motivi subacquei;
  • Scintillii bold: Versace adorava usare materiali riflettenti per attirare l’attenzione, sugli abiti sfarzosi o su quelli più semplici, per manipolare la luce.
Scritto da Chiara Nava
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