Integratori di olio di pesce riducono il rischio di morte per disturbi cardiovascolari

Gli integratori di olio di pesce riducono le probabilità di morire per un disturbo del sistema cardiovascolare.

Purtroppo si sente spesso affermare che i principali problemi di salute, di gravità molto variabile fino a condurre alla morte prematura, riguardano il cuore ed il sistema vascolare nei Paesi più ricchi. Stile di vita stressante, sedentarietà, abbondanza di cibo e una diffusa dieta da evitare mina la salute dei popoli industrializzati, ma un importante aiuto viene dagli integratori di olio di pesce.

Olio di pesce abbassa il rischio di morte

L’olio di pesce è un integratore alimentare popolare in tanti Paesi sviluppati: quante volte abbiamo sentito raccontare da genitori e nonni quando, da bambini, venivano costretti a prendere l’olio di fegato di merluzzo per i suoi effetti anche ricostituenti.

Interrogando l’editorialista Chiara Bovesi, esperta di biologia e dietetica all’interno di HEALTHSPRNG, evidenzia come già da tempo si studia e apprezza l’importanza ed effetti positivi degli acidi grassi essenziali come Omega 3 e Omega 6; sono grassi particolarmente noti per essere contenuti nella massa grassa del pesce, ma anche all’interno degli oli presenti in alcuni semi come le noci, i pinoli, le mandorle e così via.

Le ultime conferme sull’Omega 3

Per approfondire ulteriormente i benefici un gruppo di ricercatori con base in Cina e negli Stati Uniti hanno condotto uno studio basato sull’osservazione di oltre mezzo milione di persone del Regno Unito, i cui risultati sono stati pubblicati di recente.

Quasi un terzo dei partecipanti assumeva regolarmente integratori di olio di pesce all’inizio dello studio e gli scienziati hanno accertato un inferiore tasso di mortalità per tutte le cause, in particolare per colpa di problemi cardiovascolari come ad esempio ictus e infarto.
Alcune prove hanno suggerito che gli acidi grassi Omega 3 all’interno dell’olio di pesce possono aiutare a prevenire le malattie cardiovascolari e ridurre la mortalità, soprattutto nel caso di persone che soffrivano di ipertensione. Tuttavia mancano ancora prove conclusive.

Conclusioni

Le varie correlazioni favorevoli osservate su un campione di soggetti veramente molto ampio sono rimaste dopo aver tenuto conto dei fattori di rischio tradizionali, come l’età, il sesso, le abitudini e stili di vita, il regime alimentare seguito più spesso, i farmaci assunti ed eventuali altri integratori.

Fra i meccanismi osservati e che hanno portato ad attribuire i meriti all’acido grasso Omega 3, che si trova in quantità considerevoli negli integratori di olio di pesce, c’è l’effetto di riequilibrare la pressione sanguigna, abbassare i livelli di colesterolo cattivo e la frequenza cardiaca; il che si traduce in una condizione dell’organismo più favorevole alla protezione contro possibili eventi avversi provocati da malfunzionamenti del sistema cardiovascolare.Nonostante le grandi dimensioni del campione, questo è uno studio osservazionale, quindi non è possibile stabilire tutti i dettagli dei meccanismi microbiologici. In questo senso saranno indispensabili nuove ricerche cliniche per essere in grado di stabilire con esattezza le dosi di Omega 3 associabili a precise percentuali di calo del rischio.

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