Perché novembre è il mese più faticoso dell’anno?

Novembre è il mese più faticoso dell'anno, ognuno di noi è entrato nel vivo delle proprie attività e l'estate sembra ormai lontana. La minore espoizione alla luce solare provoca inoltre malumore e svogliatezza.

L’inverno porta con sé giornate sempre più corte e temperature rigide. I colori grigi, i caloriferi roventi e la pioggia battente rendono novembre il mese più faticoso dell’anno. La sensazione di malessere caratterizzata da umore cupo e pensieri negativi che caratterizzano questo periodo ha un nome, si chiama Winter Blues.

Novembre è un mese faticoso

A novembre le attività lavorative e scolastiche sono ormai entrate nel vivo e con l’estate che sembra più lontana che mai, siamo sempre più immersi nell’atmosfera invernale. A cavallo tra ottobre e novembre poi torna l’ora solare, ovvero si vive un’ora di luce in meno. Questo influisce sull’umore poiché il corpo assorbe una quantità inferiore di serotonina e vitamina D, di conseguenza si altera la produzione di melatonina e i ritmi circadiani sonno-veglia vengono intaccati.

Gli effetti collaterali più comuni si riscontrano quotidianamente con una sensazione di sonnolenza e spossatezza, calo dei livelli di energia correlata ad affaticamento. Non mancano poi sbalzi d’umore senza motivo, poca motivazione, apatia e difficoltà nelle interazioni sociali. Si può inoltre percepire difficoltà di concentrazione, che a sua volta può portare a una diminuzione delle prestazioni intellettive. Questi sintomi hanno un nome e una diagnosi ben precisa: disturbo affettivo stagionale, detto anche winter blues.

Per ovviare il malumore stagionale, l’attesa del Natale può allietare le difficoltà facendoci tirare un sospiro di sollievo. Novembre infatti è anche il mese in cui si iniziano a vedere le prime luci e decorazioni natalizie.

Disturbo affettivo stagionale o Winter Blues

Il passaggio dall’ora legale all’ora solare e l’inizio delle giornate più buie e fredde può portare con sé conseguenze da non sottovalutare, sia per quanto riguarda l’umore che la voglia di fare. Questi effetti sono stati classificati come diagnosi vera e propria agli inizi degli anni ’90 con il nome di disturbo affettivo stagionale o winter blues. Si chiarì come l’esposizione alla luce solare potesse influenzare il sistema circadiano umano, influendo sulla produzione di ormoni essenziali come la melatonina e la serotonina. Questo comporta quindi una serie di effetti che, per tale motivo, si verificano solamente nei mesi invernali. I rimedi per affrontare al meglio questo periodo alleviando le conseguenze che provoca la minore esposizione alla luce solare sono diversi: una dieta corretta e sostanziosa, attività fisica e la possibilità di sottoporsi alla “light therapy“.

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