Congedo mestruale: cos’è e in quali paesi è legge

Mestruazioni, ciclo, dismenorrea: per alcuni ancora un tabù. Non è così in Vietnam, Corea, Taiwan, Giappone e Cina dove il congedo mestruale è legge.

In Paesi come Vietnam, Corea del Sud, Taiwan, Cina e Giappone il congedo mestruale è legge. Si tratta del congedo retribuito, concesso alle lavoratrici che soffrono di dismenorrea durante il ciclo. Anche in Italia nel 2016 fu presentata una proposta simile, ma non è mai stata approvata.

Congedo mestruale: cos’è?

Mestruazioni. Ciclo. Flusso mestruale. Dismenorrea: l’argomento per qualcuno è ancora un tabù e le mestruazioni sono un evento da tenere nascosto. Non in tutti i Paesi però, anche se in Italia ancora l’argomento è coperto da un imbarazzo che ci porta a convincerci che anche “in quei giorni” tutte possono andare al lavoro con disinvoltura, senza alcun fastidio. Eppure per le donne che soffrono di dismenorrea e di dolori mestruali intensi i giorni della fase mestruale possono essere una vera agonia.

Una ricerca pubblicata sul giornale medico BJM, ha stimato che i dolori mestruali causano in media la perdita di 9 giorni l’anno in termini di produttività. Una donna su sette ha affermato di assentarsi dal lavoro o da scuola per il ciclo, anche se solo una su cinque comunica al datore di lavoro la vera ragione dell’assenza.

Un vero problema in Italia, dove il congedo mestruale non è riconosciuto per legge.

Non è così in paesi come Vietnam, Corea del Sud, Taiwan e Cina. In Giappone, la legge che riconosce il “menstrual leave” è stata approvata 70 anni fa, nel 1947.

Ma cos’è il congedo mestruale? Si tratta della possibilità per le dipendenti donne di assentarsi dal lavoro per uno o più giorni al mese, a volte in maniera retribuita e a volte no, quando hanno dolori mestruali incompatibili con il normale svolgimento del proprio lavoro.

Ricordiamo che, in alcuni casi, quando i dolori si fanno insopportabili non siamo più soltanto in presenza di un ciclo mestruale doloroso ma di una vera e propria patologia invalidante riconosciuta da un medico.

La situazione in Italia

Il 27 aprile 2016, i deputati Andrea Mura, Daniela Sbrollini, Maria Iacono e Simonetta Rubinato avevano presentato una proposta di legge riguardo al congedo mestruale, ma non è mai stata approvata. “Onorevoli Colleghi! In Italia i dati sulla dismenorrea sono allarmanti: dal 60 per cento al 90 per cento delle donne soffrono durante il ciclo mestruale e questo causa tassi dal 13 per cento al 51 per cento di assenteismo a scuola e dal 5 per cento al 15 per cento di assenteismo nel lavoro. Per questa ragione alcune associazioni per i diritti delle donne nel mondo del lavoro in Italia, dopo l’apertura di un dibattito in questa direzione negli Stati Uniti d’America, stanno lavorando da tempo a una bozza di proposta di legge per istituire un «congedo mestruale» che permetta alle donne di rimanere a casa nei giorni di picco del ciclo…”. Iniziava così la proposta di legge presentata alla Camera dai deputati e mai approvata.

I Paesi in cui esiste il congedo mestruale

Qual è la situazione nel mondo? Se in Italia siamo ancora di fronte a un tabù, in Giappone questo concetto cominciò a farsi strada già negli anni ‘20 del 900, ma diventò legge solo negli anni 40, con un provvedimento che rese il Paese nipponico il primo a introdurre questa misura.

Al giorno d’oggi anche in Indonesia, Corea del Sud e Taiwan è stata approvata una legge al riguardo. Ci sono poi aziende che, pur trovandosi in Paesi dove il congedo mestruale non è legge, hanno comunque adottato il “menstrual leave” come politica aziendale: la Nike lo fa dal 2007 mentre la Coexist (una piccola azienda di Bristol) dal 2016.

Sulla scia di queste aziende, ad agosto 2020 Zomato, una importante azienda multinazionale indiana, ha deciso che le dipendenti donne e i dipendenti transgender potranno chiedere 10 giorni di permesso all’anno, uno al mese, in caso soffrano di dismenorrea. Le dipendenti di Zomato possono fare richiesta del congedo mestruale attraverso un portale a loro dedicato e hanno inoltre la possibilità di denunciare i colleghi che le discriminino per la loro assenza in quei giorni. In Italia, però, la legge sul congedo mestruale non vede ancora la luce.

Scritto da Alessia Vitale
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