Mamma, voglio un tatuaggio: come reagire

Tra le richieste più traumatiche che un figlio può fare ai propri genitori, di certo c’è quella di voler fare un tatuaggio.

Quello che spaventa maggiormente in un tatuaggio è la sua non reversibilità: anche se esistono degli interventi al laser che consentono di rimuoverlo, certo è che se si decide di tatuare la propria pelle lo si deve pensare come un intervento definitivo.

La reazione davanti ad una simile richiesta non deve mai essere di rifiuto netto e reciso, perchè questo non farebbe altro che irrigidire il ragazzo nella sua decisione e magari spingerlo a fare il tatuaggio di nascosto, con rischio anche per la sua salute, qualora non si rivolgesse ad un tatuatore professionista.

Bisogna cercare di capire perchè un figlio ha questo desiderio: se si tratta solo di un capriccio, dettato dalla moda, basterà prendere tempo e alla fine cambierà idea da solo.

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Se invece c’è una motivazione più profonda, si potrà comunque prendere tempo, adducendo motivazioni economiche, e fare in modo che sia lui a guadagnarsi il denaro necessario.

Se infine resta della sua idea, e un genitore capisce che è davvero convinto, lo si potrà aiutare a scegliere la struttura più adeguata, e anche il disegno da eseguire.

Scritto da Cristina Marziali
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