Come nasce una luxury boutique di richiamo: lo chiediamo a Daniele Giovani

Un' intervista al titolare della boutique multimarca di Corso Genova a Milano che porta il suo stesso nome, Daniele Giovani

Accessori, Made in Italy e Artigianalità. Queste le tre parole chiave se si vuole capire chi è Daniele Giovani. Titolare di una boutique multimarca a Milano che porta il suo stesso nome, Daniele Giovani è un intraprendente Fashion Buyer che ha fatto del binomio artigianalità-lusso il suo core business.

Personalità artistica ed intrigante, manifestata anche nel design della boutique stessa, offre un’ampia gamma di scarpe, borse, sciarpe, bijoux e profumi di nicchia prodotti esclusivamente da designer italiani.

I principali brand che si possono trovare all’interno della boutique, in cui vige un equilibrio perfetto tra la solennità dei mobili ottocenteschi e il dinamismo degli arredi moderni, sono: Vicmatiè, Orciani, Caterina Lucchi, Giorgio Fabiani, Greymer, Antonio Marras, Giaquinto, Loriblu, Pollini, no.nu, 3Juiin, Nobile 1942 e non solo…

Ma ora conosciamo più nello specifico il Fashion Buyer di Corso Genova facendogli una breve intervista!

Per te la passione per la moda è qualcosa di innato o l’hai sviluppata nel corso degli anni?

Se devo essere sincero sono da sempre appassionato di moda e di architettura in quanto secondo me sono forme d’arte che incarnano i concetti di innovazione e bellezza.

Perciò per seguire questa mia passione mi sono iscritto e laureato in Fashion Design al Politecnico di Milano nel 2009 per poi proseguire con una Magistrale in Strategia e comunicazione della marca all’Università IULM.

Fortemente appassionato dallo studio della materia, ho deciso di proseguire la mia carriera universitaria e ora sto frequentando un master in Design dell’accessorio al POLI design, scuola fondata dal Politecnico di Milano.

Il lavoro dell’indossatore mi piaceva, ma volevo spingermi oltre in modo da esprimere di più la mia creatività. Questa è la reale motivazione che mi ha spinto a studiare fashion design e a diventare un Fashion Buyer.

Hai ripetuto spesso il concetto di Fashion Buyer, potresti spiegarci meglio in cosa consiste questo lavoro?

Certo, il fashion Buyer è una figura fondamentale, ha il compito di selezionare articoli dai vari brand e rivenderli nelle boutique.

Io ovviamente lo faccio per la mia attività, a me piace pensare di riuscire a creare un mio “linguaggio” partendo da altri linguaggi.

E’ una professione che all’apparenza sembra semplice e lineare, ma non lo è! Richiede grande studio e ricerca costante delle tendenze stagionali, delle nuove marche emergenti e non, dei nuovi tessuti e materiali utilizzati, dei colori in voga…

E’ fondamentale conoscere approfonditamente le differenze culturali e di gusto tra Paese e Paese, questo perché ogni territorio ha il suo background e la forza del Fashion Buyer sta proprio nell’intercettare pienamente i bisogni e le richieste di consumatori provenienti da tutto il mondo.

Ciò che fa tendenza ad esempio a Milano, non la fa in un Paese lontano come Honk Kong, Tokio o Mosca.

Come ti è venuta l’idea di aprire una boutique multimarca?

Diciamo che ho sempre amato il concetto di “boutique” e perciò ho voluto dare vita anche io ad un luogo accattivante in cui il cliente viene seguito e in cui può beneficiare di un servizio personalizzato.

La boutique multimarca permette di creare significati a partire da altri significati. Mi è sempre piaciuto creare un mio stile riconoscibile e ben identificato partendo da altri stili.

La Boutique mi piace perché è a tutti gli effetti un “luogo” a differenza di altri negozi che sono dei “non luoghi”: spazi asettici e stereotipati.

Perché hai scelto di concentrarti unicamente sul mercato degli accessori da donna?

Tornando ai concetti di innovazione e bellezza, sono appassionato di accessori perché hanno la capacità di unire questi due mondi.

Secondo me scarpe, borse e profumi possono essere considerati prolungamenti del sé, sono effettivamente elementi fondamentali nella costruzione del proprio stile e della propria immagine.

Inoltre, gli accessori consentono di esprimere perfettamente la dedizione e la peculiarità dell’artigianalità e, in particolare, di quelle Made in Italy.

A proposito di Made in Italy, da dove deriva la scelta di offrire solamente prodotti che vantano questa etichetta?

Perché Il Made in Italy è un brand esso stesso. Brand che racchiude soprattutto l’eccellenza dei distretti produttivi italiani.

Un accessorio prodotto in Italia acquista inevitabilmente un valore maggiore. Non è un caso che molti brand stranieri del lusso abbiano deciso di far produrre in Italia… L’eccellenza del Made in Italy sta proprio nel saper mixare il design con l’artigianalità in un modo unico.

Sul tuo blog si parla di una possibile nuova collezione, di che cosa si tratta?

Ora come ora quello che posso dire è che è allo studio una mia collezione di preziose scarpe femminili. Sarà composta da 16 modelli e sarà presentata il prossimo anno a Montecarlo.

Volete scoprire di più? Visitate il sito web di Daniele Giovani Milano!

Scritto da Alice Sacchi
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