Omicidio Yara, criminologo difensore di Bossetti segue nuova pista a Rimini

Omicidio Yara: Ezio Denti, criminologo e investigatore che difende Massimo Giuseppe Bossetti, sta seguendo una nuova pista che porta a Rimini che riguarda una rete di pedofili, una setta.

Rivelazioni choc: rete di pedofili dietro l’omicidio

Legami con Yara?

Ennesimo colpo di scena sull’omicidio Yara: spunta una nuova pista, oltre a quella che ha portato in carcere e alla condanna all’ergastolo l’ex carpentiere di Mapello Massimo Giuseppe Bossetti.

Condannato all'ergastolo

Una pista che porta a Rimini, a parlare della quale è Ezio Denti, criminologo ed investigatore tra i difensori dello stesso Bossetti: egli sta indagando su un impiegato 53enne arrestato nel capoluogo romagnolo perché sarebbe stato trovato in possesso di un dossier lungo oltre 40 pagine sulla 13enne di Brembate di Sopra (Bergamo) scomparsa il 26 novembre del 2010 e ritrovata cadavere il 26 febbraio 2011 in un Campo di Chignolo d’Isola.

In questo dossier vi sarebbero foto di Yara e ritagli di giornale sulla sua tragica storia, nonché frasi e filastrocche sconce sulla povera ragazzina. L’arresto avvenuto a Rimini si inserirebbe in un’inchiesta su una rete di pedofili, condotta nel più completo riserbo. Il dossier sarebbe una sorta di “pedomessa”, è stata definita dagli inquirenti, “una sorta di bibbia di una rete di ‘mostri’, ha spiegato Denti. Quest’ultimo ora vuole cercare di capire è “con chi l’arrestato si interfacciava e se quella gente può essere legata a Massimo Bossetti, o se ci sono zone di collegamento con quella in cui Yara è stata uccisa”.

Poi, però, Denti ha chiarito che “Nei computer e nei cellulari di Bossetti non è stato trovato nulla che possa far pesare che si trovasse coinvolto in un giro simile. Gli stessi investigatori l’hanno escluso”.

L’ipotesi della setta

La ragazzina uccisa

Rivelazioni choc: Yara vittima di una rete di pedofili

Ennesimo colpo di scena sull’omicidio Yara: spunta una nuova pista, oltre a quella che ha portato in carcere e alla condanna all’ergastolo l’ex carpentiere di Mapello Massimo Giuseppe Bossetti. Una pista che conduce a Rimini e a parlare della quale è Ezio Denti, criminologo ed investigatore tra i difensori dello stesso Bossetti: egli sta indagando su un impiegato arrestato nel capoluogo romagnolo perché sarebbe stato trovato in possesso di un dossier lungo oltre 40 pagine sulla 13enne di Brembate di Sopra (Bergamo) scomparsa il 26 novembre del 2010 e ritrovata cadavere il 26 febbraio 2011 in un Campo di Chignolo d’Isola. In questo dossier vi sarebbero foto di Yara e ritagli di giornale sulla sua tragica storia, nonché frasi e filastrocche sconce sulla povera ragazzina. L’ arresto avvenuto a Rimini si inserirebbe in un’inchiesta su una rete di pedofili, condotta nel più completo riserbo. Il dossier sarebbe una sorta di “pedomessa”, è stata definita dagli inquirenti; “una sorta di bibbia di una rete di ‘mostri’, ha spiegato Denti. Quest’ultimo ora vuole cercare di capire “con chi l’arrestato si interfacciava e se quella gente può essere legata a Massimo Bossetti, o se ci sono zone di collegamento con quella in cui Yara è stata uccisa”. Poi, però, Denti ha chiarito che “Nei computer e nei cellulari di Bossetti non è stato trovato nulla che possa far pesare che si trovasse coinvolto in un giro simile. Gli stessi investigatori l’hanno escluso”.

L’ipotesi della setta

Ezio Denti prosegue parlando della possibilità che Yara sia stata vittima di una setta satanica, poiché “sul suo corpo sono stati trovati segni a croce, sembravano simboli che dovessero rappresentare chissà che cosa. E non erano ferite vitali. E poi c’erano quei tagli sui polsi. Sembravano quasi ‘firme’ nell’ambito di una setta”. In ogni caso in quel dossier l’adolescente era descritta come una poco di buono – cosa che non era affatto – e veniva esaltato come un eroe colui che l’ha seviziata ed uccisa dopo aver cercato di usarle violenza, proprio come i membri di una setta esalterebbero uno di loro in quel caso. “In quel dossier Yara viene descritta come una ragazzina che è stata sacrificata da qualcuno”. Se Bossetti è davvero colpevole, potrebbe “far parte di quella catena”, ha ipotizzato il criminologo ed investigatore, ma com’è già ha detto, non è mai stato trovato nessun legame tra l’uomo e la pedofilia. Inoltre egli ritiene che ad abbandonare Yara ancora viva nel campo dove è stato trovato il cadavere – il colpo di grazia alla 13enne è stato inferto dal freddo e dagli stenti –, non sia stata una sola persona. Ecco perché sul suo corpo sarebbe stato trovato un Dna incompleto. E ancora una volta, Denti torna sull’importanza dell dossier su Yara trovato in possesso dell’impiegato riminese finito in carcere: una pista che egli definisce “molto interessante” e che intende seguire “fino in fondo”.

Scritto da Alessandra Boga
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