“Povera patria” di Franco Battiato: il testo e il significato

Franco Battiato propone nel 1991 "Povera patria", singolo di apertura del premiato album "Come un cammello nella grondaia".

Questa canzone di Franco Battiato è un simbolo della musica italiana. Amata e riproposta in diverse forme è stata scelta anche dai Colapesce e Dimartino per la serata cover di Sanremo 2021. Di seguito “Povera patria” di Franco Battiato, testo e significato del grande pezzo.

Franco Battiato, Povera patria

Franco Battiato ha conquistato la scena della musica italiana combinando diversi stili e pensieri da vero visionario. Nel 1991 pubblica l’album “Come un cammello nella grondaia”, un riferimento alla nota frase ripetuta da uno scienziato persiano che non sa come descrivere in parole semplici argomenti complessi. Il cantautore prova a trasmettere con chiarezza un argomento complesso come quello di “Povera patria”, scopriamo il testo e il significato del brano.

Con una denuncia volta alla classe dirigente, Battiato prova a far luce sulle numerose difficoltà dell’Italia degli anni ’90. Il brano che inaugura il nuovo album sembra però sempre immortale e pronto a far riflettere anche a distanza di anni. Un testo che non mostra rassegnazione e che al “Non cambierà” fa seguire un “…sì che cambierà, vedrai che cambierà”. Rompe il silenzio e chiede giustizia con la consapevolezza che sarà un percorso lungo.

Il testo della canzone

Povera patria schiacciata dagli abusi del potere
Di gente infame che non sa cos’è il pudore
Si credono potenti e gli va bene quello che fanno
E tutto gli appartiene

Tra i governanti quanti perfetti e inutili buffoni
Questo paese è devastato dal dolore
Ma non vi danno un po’ di dispiacere
Quei corpi in terra senza più calore?

Non cambierà non cambierà
Non cambierà forse cambierà

Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale1 dei maiali
Me ne vergogno un poco e mi fa male
Vedere un uomo come un animale
Non cambierà non cambierà
Sì che cambierà, vedrai che cambierà

Si può sperare che il mondo torni a quote più normali
Che possa contemplare il cielo e i fiori
Che non si parli più di dittature
Se avremo ancora un po’ da vivere
La primavera intanto tarda ad arrivare.

Scritto da Alessandra Coman
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