Aldo Grasso, i bloggers e Costanzo spiegano il bla bla sulla Tv in un libro di Mediaset

A che serve la critica televisiva?

L'unico magazine italiano che si occupa di Tv in modo tecnico, "Link, idee per la televisione", edito da Mediaset, dedica al "tema dei temi" il primo volume monografico della serie "Link Mono", sua diretta derivazione.

Titolo, "Bla, bla bla. Parlare di Televisione".

Il libro riporta le dichiarazioni, tra gli altri, di Aldo Grasso, critico tv per antonomasia, e di alcuni nostri colleghi della blogosfera.

Ecco la presentazione dell'opera, che vado subito ad acquistare on line, ripresa dal blog di Link:

Ci sono temi che, per essere affrontati come si deve, richiedono un intero numero. Come minimo.
Per questo è nato
Link Mono, nuova "costola" monografica di Link.

Idee per la televisione.

In questa prima uscita affronta, forse, il "tema dei temi".
Tutti parlano di televisione. Pensateci. Non c'è giorno in cui – anche sforzandoci di tenere il televisore spento, e lo sappiamo che non succede – non ci si imbatta in qualcosa di "televisivo".

I discorsi delle persone in strada o al bar – "ma l'hai vista la lite tra Tizio e Caio?", "sempre più trash, chissà dove andremo a finire".

I commenti sarcastici tra amici, oggetto i protagonisti di qualche reality o le multiformi ipotesi sull'isola di Lost. Le pagine che i quotidiani, i settimanali, i mensili dedicano al piccolo schermo. I programmi radiofonici, i siti web, i blog, i forum…

Per non parlare di quando, finito il (fallimentare) esperimento di spegnere la tv, la riaccendiamo e scopriamo il già noto: che la tv parla – forse sempre, forse solo – di se stessa.

Allo stesso modo, tutti quanti si sentono investiti dal bisogno – dal dovere – di parlare di tv. Di sviscerare i segreti dei format e le backstories dei personaggi. Di discettare compunti di dati Auditel e dinamiche editoriali. Di giudicare, commentare, infiorettare. Con o senza strumenti, con o senza (tele)visioni alle spalle.

Insomma, un "vaso di Pandora" potenzialmente pericolosissimo.
Per aprirlo, ci siamo fatti accompagnare – come sempre – da grandi esperti, valenti studiosi, abili osservatori e protagonisti della realtà televisiva.

Aldo Grasso, professore in Cattolica e critico del Corriere della sera, cura una sezione dedicata alla critica tv. Qual è la sua funzione, il suo ruolo, la sua riconoscibilità. Come si è sviluppata in Italia, a partire da una forte tradizione letteraria che ha visto cimentarsi con il piccolo schermo penne come Bianciardi, Campanile, Guareschi. Come cambia il suo statuto a confronto con il web. Cosa accade negli Stati Uniti e nei principali paesi europei. Con l'aggiunta di una piccola antologia di brani dei critici-scrittori. E con alcune interviste, a cura della redazione, ai protagonisti della varia e sfaccettata "critica" in rete: Daveblog, Tv Blog, Serialmente, Antonio Genna.

La seconda sezione presenta più voci. Peppino Ortoleva cerca di capire perché la tv venga sempre letta come stupida, bassa, "deficiente" (do you remember Franca Ciampi?). Matteo Tarantino indaga la doppia lettura, di stupore e di terrore, che investe ciascuno di noi di fronte al "sublime" delle nuove tecnologie televisive. Carlo Freccero parla della tv che diventa narrazione mistificante, storytelling. Antonio Dini segue le rotte intricate che portano i giornalisti a conoscere, raccontare e promuovere gli strumenti con cui guardiamo la tv. Violetta Bellocchio si sofferma su tutti i momenti in cui il piccolo schermo, e in particolare la serialità televisiva, usa qualsiasi scusa per parlare di sé. Piccolo bonus, la copia anastatica di un libretto che la Rai ha preparato, nel lontano 1954, per presentare la televisione agli italiani.

Nella terza parte, il focus passa sulle università: come si insegna a fare (e ad analizzare) la televisione nei corsi di laurea e nei master italiani? E' Fausto Colombo, docente della Cattolica, a guidarci nella storia, negli sviluppi e nelle prospettive di una materia tutto sommato giovane, e ancora particolarmente attraente per chi deve affrontare il "grande salto" dopo le superiori. Insieme a lui, le testimonianze di due professionisti prestati all'insegnamento: Maurizio Costanzo, docente a contratto a Roma, e Alessandro Zaccuri, conduttore de Il grande talk, magazine televisivo di Sat2000. E una mappa completa con tutti i corsi, i docenti e i master che si occupano di televisione in Italia.

Link Mono è poi affidato a una sola mano ("mono/mano", se ci passate il gioco di parole): 108 ha illustrato l'intero numero con le sue macchie di nero. Tutte da esplorare.

Come sempre, siamo curiosi di sapere cosa ne pensate.

Buona lettura.

Scritto da Style24.it Unit
Categorie TV
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