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Il film Le otto montagne, diretto da Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, ha fatto il suo ingresso trionfale ai David di Donatello , portando a casa ben quattro premi, tra cui quello per il Miglior film. Questo lungometraggio, che ha già ottenuto riconoscimenti al Festival di Cannes, narra la storia di due amici, Pietro e Bruno, le cui vite sono profondamente legate alle montagne che hanno segnato la loro infanzia e giovinezza.
Un cast di talento
Nel cuore della narrazione, i personaggi principali sono interpretati da Luca Marinelli e Alessandro Borghi, che danno vita a Pietro e Bruno. I loro alter ego infantili sono impersonati da Luca Barbiero e Cristiano Sassella. Il film si avvale di un cast ricco e variegato che include attori come Filippo Timi, Elena Lietti, Elisabetta Mazzullo, Lupo Barbiero e Elisa Zanotto, tutti impegnati a rendere ogni scena memorabile.
Personaggi e relazioni
La storia segue le avventure di Pietro e Bruno, due amici che si ritrovano nella loro terra d’origine, le montagne della Val d’Ayas. Questo legame profondo costituisce il fulcro del film, evidenziando come le relazioni umane possano evolversi nel tempo, rimanendo comunque ancorate ai luoghi simbolici della loro giovinezza.
Le location mozzafiato
Un aspetto che colpisce fortemente in Le otto montagne è la bellezza dei luoghi in cui è stato girato.
Le spettacolari vette che fanno da sfondo alla storia sono situate nella Val d’Ayas, un vero e proprio paradiso per gli amanti della natura. Tra queste spicca il Monte Rosa, una delle montagne più iconiche della zona. La pellicola utilizza questi scenari non solo come sfondo, ma come veri e propri protagonisti della narrazione.
I luoghi delle riprese
Tra le location chiave vi è il Rifugio Mezzalama, situato a oltre 3.000 metri di altitudine, dove sono state girate alcune delle scene più emozionanti.
Il lago di Frudière, con le sue acque cristalline, e la baita nel vallone di Palasinaz sono altrettanti luoghi che arricchiscono il film di una bellezza visiva straordinaria. La località di Merendioux, nota nel film come Barma Drola, rappresenta un altro punto nevralgico della storia, con il suo alpeggio dove Bruno lavora.
Un’impronta internazionale
Oltre a esplorare le meraviglie delle montagne italiane, Le otto montagne si spinge anche oltre confine, includendo paesaggi dal Nepal. Questa scelta di location riflette un desiderio di raccontare una storia universale, in cui le montagne non sono solo un luogo fisico, ma un simbolo di crescita, scoperta e amicizia. La pellicola celebra la bellezza naturale e invita a riflettere sull’importanza delle relazioni interpersonali.
Le otto montagne è un film che, grazie a un cast di talento e a location da sogno, riesce a catturare l’essenza di un legame profondo tra due amici, confermandosi come uno dei migliori film dell’anno e un trionfo ai David di Donatello.



