Il boom dei parrucchieri cinesi

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I cinesi si apprestano a conquistare anche il mercato dell’hair styling. E’ infatti già boom a Milano di parrucchieri dagli occhi a mandorla, che sfiorano ormai le cento unità. Fanno prezzi bassi e sono sempre disponibili, dalla mattina presto fino a tarda sera, l’ideale per i lavoratori che non hanno mai abbastanza tempo da dedicare al proprio look.

Insegne con incomprensibili ideogrammi cinesi, così, campeggiano in molte strade delle più grandi e multietniche città italiane. Il tariffario proposto ai clienti fortunatamente è molto più chiaro: i servizi di solito costano quasi tutti meno della metà rispetto a ciò che pretendono i nostri coiffeur. I milanesi accorrono, con qualche diffidenza, però accorrono. Spesso, però, entrano già provvisti di shampoo e balsamo perchè non si fidano dei prodotti cinesi e preferiscono portarseli da casa.

Anche la Camera di Commercio di Milano ha certificato la nuova tendenza. Sono 213, infatti, i parrucchieri e gli estetisti stranieri in città, uno su dieci fra le 2.161 imprese attive nel settore, con i cinesi come prima nazionalità, con il 32,4% delle imprese individuali attive tra i non italiani (69 negozi), seguiti da marocchini (9,6%), francesi (4,8%) e dominicani (4,3%).
Un fenomeno recente quello dei parrucchieri cinesi, visto che rappresentano quasi la metà delle imprese nate nel 2008 a Milano e un terzo delle nuove aperture complessive nel 2009.

Contando poi anche le tipologie societarie più complesse, si sfiorano le cento imprese cinesi attive nel settore. Per quanto riguarda il capoluogo lombardo, tali attività si concentrano soprattutto nella chinatown locale, cioè via Sarpi, anche se iniziano a presidiare anche altre zone, come Lambrate, Città Studi, stazione Garibaldi e Niguarda.

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