Dietro le passerelle
Le sfilate raccontano storie costruite nei dettagli: acconciature, trucco e la stampa che documenta il momento. Dietro ogni défilé operano figure creative che trasformano l’idea del brand in gesti tecnici e in gestualità visive. Questi professionisti spesso evocano riferimenti storici e culturali per sostenere il concept della collezione.
L’articolo analizza tre piani distinti ma connessi: l’approccio di hairstyling per Moschino, il trucco di Roberto Cavalli che intreccia punk e romanticismo, e il volume che indaga il rapporto tra Chanel e Vogue.
Le storie mostrano come la moda dialoghi con la memoria, con i media e con la tensione tra forma e libertà. Le tendenze emergenti mostrano che la costruzione dell’immagine resta una strategia estetica e una narrazione culturale, con impatti sempre più rapidi sulla percezione pubblica.
Acconciature come personaggi: Moschino e l’approccio di Eugene Souleiman
Proseguendo nella riflessione sul ruolo dell’immagine in passerella, per la sfilata di Moschino l’Hair Director Eugene Souleiman ha preferito evitare uniformità stilistica.
Ha concepito ciascuna acconciatura come un personaggio, pensato per restituire il tono arguto e leggermente irriverente della maison. Invece di un unico stile dominante, ogni modella ha indossato una versione diversa del tema, con la texture naturale e la personalità individuale come punto di partenza del lavoro. Le tendenze emergenti mostrano che questa pluralità accentua la capacità delle acconciature di influenzare rapidamente la percezione pubblica.
Contrasti e riferimenti
Le tendenze emergenti mostrano che la pluralità stilistica accelera la lettura visiva dei look.
Per questa sfilata, Souleiman ha orchestrato contrasti netti: strutture definite si alternano a movimenti morbidi e destrutturati. Il risultato risulta levigato ma vivo, con ricci enfatizzati in chiave selvaggia e voluminosa.
I tagli corti sono stati lavorati per apparire lucidi e con una linea più maschile, mentre i riferimenti spagnoli e da tango hanno introdotto un tono teatrale. La passerella si è articolata in quattro capitoli distinti — urbano, rurale, maschile e tango — con i capelli che mutavano per rispecchiare ogni atmosfera.
Questo approccio rafforza la funzione comunicativa delle acconciature come elementi identitari in scena.
Prodotti e tecnica
Le tendenze emergenti mostrano come la selezione dei prodotti determini forma e percezione delle acconciature in passerella. Per ottenere il risultato voluto, Souleiman ha utilizzato spray per la tenuta, formulazioni specifiche per il volume e trattamenti mirati al controllo dell effetto crespo. L’applicazione combinata di Anti.Gravity per il corpo e Smooth.Again per l’idratazione ha bilanciato struttura e naturalezza. Un prodotto finale per la luce ha fornito il tocco conclusivo, modulando brillantezza senza appesantire.
Il concept tecnico puntava a capelli curati con una lieve imperfezione voluta, per rafforzare l’identità della sfilata. Le scelte di prodotto e applicazione hanno privilegiato versatilità e durabilità sul palco, consentendo rapide ritocchi durante il cambio scena. Il futuro arriva più veloce del previsto: è probabile che cresca la domanda nei saloni per formulazioni che coniughino tenuta e naturalezza, rendendo questa combinazione uno standard operativo per le prossime stagioni.
Trucco gotico-romantico: la visione di Roberto Cavalli
Le tendenze emergenti mostrano una crescente domanda nei saloni per estetiche che coniughino tenuta e naturalezza. Per la sfilata di Roberto Cavalli, il make-up ha risposto a questa esigenza con un equilibrio tra durezza e poesia. Il trucco, curato dal make-up artist Yadim Carranza, si ispira al punk e ai New Romantics di una Londra anni ’80, pur rimanendo contemporaneo e stratificato. Il risultato mantiene una morbidezza emotiva senza diventare maschera scenica.
Tecnica del look
Sulle labbra è stato realizzato un effetto ombré nero sfumato su una base rossa, evitando contorni netti per favorire una transizione sofisticata. Negli occhi, un ombretto taupe è stato steso fino all’arcata sopraccigliare e sotto la rima inferiore per costruire un velo diffuso che dona profondità senza appesantire. Anche il contouring è stato trattato con lo stesso tono cromatico, garantendo coerenza tra ombra e luce e un equilibrio complessivo della palette.
La pelle e le luci
La base è stata volutamente leggera, quasi trasparente. L’obiettivo era valorizzare l’incarnato senza coprirlo. L’illuminante è stato applicato con parsimonia su zigomi, ponte del naso e arco di Cupido. Il risultato crea punti di luce che contrastano con le tonalità profonde del look. Si ottiene così un equilibrio tra gotico e romanticismo. Le tendenze emergenti mostrano una crescente preferenza per estetiche che coniughino naturalezza e definizione.
Chanel e Vogue: un libro che racconta un dialogo secolare
Fuori dalle passerelle, la relazione tra maison e stampa costituisce un’altra forma di narrazione. Il volume in due tomi Chanel in Vogue (Thames & Hudson) esplora questa storia intrecciata. Il primo tomo, firmato da Rebecca C. Tuite, copre il periodo 1910-1982. Il secondo, a cura di Susanna Brown, prosegue dal 1983 fino al 2026. Il lavoro documenta come la maison e la rivista si siano influenzate reciprocamente lungo il Novecento e oltre. Secondo i dati del settore, l’interazione tra brand e media continua a plasmare l’immagine della moda contemporanea.
Parallelismi e impatto culturale
Le tendenze emergenti mostrano come l’interazione tra brand e media continui a plasmare l’immagine della moda contemporanea, collegando aperture di boutique e nomine editoriali. Il libro documenta questo percorso con illustrazioni, fotografie e saggi che mettono in relazione strategie visive e diffusione cartacea. In tal modo la moda si conferma come fenomeno collettivo, fondato su dettagli tecnici e riferimenti culturali.
Il futuro arriva più veloce del previsto: la narrazione estetica si estende oltre il tessuto, inglobando pettinature, make-up e materiali redazionali come vettori di linguaggio. Secondo i dati del settore, si prevede un’ulteriore integrazione tra contenuti editoriali e pratiche di branding, con conseguenze misurabili sull’autorevolezza dei marchi e sulla percezione pubblica.

