Come mai l’Australia partecipa all’Eurovision Song Contest?

L'Australia partecipa all'Eurovision Song Contest e sono molti a chiedersi il motivo di questa scelta: ecco perchè.

Sono in molti a chiedersi come mai l’Australia partecipi all’Eurovision Song Contest, non essendo un Paese che fa parte dell’Europa. Tanti utenti di vari social network, tra cui Facebook, Instagram ma, soprattutto, Twitter, hanno infatti posto la domanda apertamente: perché l’Australia entra in gara? Per rispondere a questo quesito occorre fare un salto nel tempo piuttosto importante.

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Eurovision Song Contest: perchè l’Australia partecipa

Tutto iniziò nel 1979, momento in cui l’emittente radiotelevisiva australiana Special Broadcasting Service (SBS), nata appena un anno prima, divenne membro associato dell’Unione Europea di radiodiffusione.

La SBS, a partire dal 1983, cominciò a trasmettere il contest di canto di cui stiamo parlando: l’Eurovision Song Contest.

A quella data risale la prima partecipazione in assoluto del Paese all’evento in oggetto. Tra il 2000 e il 2014, venne data al pubblico locale la possibilità di votare le esibizioni, anche se tali voti non venivano presi in considerazione come ufficiali. Tra il 2012 e il 2013, invece, venne concesso allo Stato australiano di presentare un cortometraggio chiamato “Greetings from Australia” e, successivamente, di presentare anche un brano durante uno degli intervalli previsti.

Il debutto vero e proprio della terra dei canguri all’Eurovision Song Contest, tuttavia, ebbe luogo nel 2015 con Guy Sebastian, il quale cantò “Tonight Again”, classificandosi al quinto posto della manifestazione. Allora si pensava a una mera eccezione, che in realtà, divenne la regola per gli anni seguenti. Nel 2016, in particolare, fu la volta di Dami Im, che consegnò all’Australia il suo migliore risultato di sempre, ovvero il secondo posto. Nel 2019 vene infine annunciato che la nazione australiana potrà partecipare all’Eurovision Song Contest fino al 2023. Nel 2021 Montaigne, artista australiano, non fu in grado di esibirsi all’evento a causa delle misure particolarmente restrittive adottate dall’Australia per contenere la diffusione della pandemia globale da Covid-19. Per sopperire alla sua mancanza ed evitare l’esclusione futura del Paese, venne presentata un’esibizione pre-registrata, detta anche live-on-tape; in quell’occasione, però, per la prima volta lo Stato oceanico non riuscì a qualificarsi per la manifestazione.

Cenni storici e curiosità

L’Australia non ha mai vinto la competizione, e, ad ogni modo, non è affatto il caso di allarmarsi per ciò che concerne la location del contest, in quanto non si può prescindere dal considerare che, semmai dovesse arrivare prima, l’Eurovision non sarebbe mai spostato oltreoceano, in terra australiana. Banalmente, l’unica cosa che potrebbe accadere, è che la SBS avrebbe il compito di scegliere quale città europea ospiterebbe l’evento l’anno successivo.

A differenza di altri Paesi (nello specifico i Big 5, tra cui rientrano Italia, Francia e Spagna) inoltre, l’Australia deve guadagnarsi il posto in finale, il quale non le sarà mai concesso di diritto.

Cosa accadrà quest’anno, invece? Sheldon Riley, considerato a pieno titolo uno degli artisti emergenti più importanti del Paese, rappresenterà l’Australia al contest canoro che si terrà a Torino dal 10 al 14 maggio, e lo farà con uno stile musicale del tutto peculiare, il quale rientra nella strana etichetta del “dark pop”. Quest’ultimo presenta un magnifico connubio tra sonorità uniche e esibizioni alquanto accattivanti e carismatiche.

Scritto da Chiara Zanetti
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