Moda: smontare l’hype
Alessandro Bianchi, ex product manager in Google e fondatore, ha visto troppe startup naufragare confondendo il trend del momento con valore reale e duraturo. Oggi la moda si nutre di storytelling e influencer: generano picchi di domanda e vendite lampo, ma non garantiscono un modello di ricavi ripetibili. Chi ha lanciato un prodotto lo sa: il buzz iniziale non è sinonimo di product-market fit.
I numeri che contano davvero
Il fatturato del settore cresce, ma i margini spesso si erodono. Dietro a questa contraddizione ci sono costi di acquisizione elevati e tassi di riacquisto troppo bassi. Bianchi mette l’accento su due metriche che molti sottovalutano: churn rate e LTV. In numerosi modelli direct-to-consumer il CAC sale per saturazione dei canali, mentre l’LTV non basta a ripagare l’acquisizione.
Alcuni punti chiave:
- – Burn rate: molti brand digitali consumano capitale per allargare community e SKU senza avere canali di vendita ripetuti consolidati.
Così il rischio operativo sale.
- CAC vs LTV: quando il CAC è oltre il 30–40% dell’LTV, lo scaling diventa poco sostenibile se non si interviene su prezzo, costi o retention.
- PMF: il product-market fit si dimostra con riacquisti stabili e un NPS solido; un primo ordine non prova nulla.
La vera sfida è spostare lo sforzo dall’acquisizione alla fidelizzazione. Ridurre il churn e aumentare l’LTV richiede investimenti su prodotto, logistica e canali di retention misurabili.
Le aziende che reggono nel tempo puntano più su metriche ricorrenti che su picchi promozionali.
Due casi concreti
Successo: un brand verticale che ha fatto bene i compiti
Un marchio di abbigliamento tecnico ha scelto il ciclismo urbano come nicchia e ha costruito l’offerta intorno a bisogni ripetuti. Ha mantenuto il wholesale come canale complementare al direct-to-consumer, evitando di dipendere da campagne paid costose. Introducendo abbonamenti per capi tecnici e un servizio di riparazione, ha ridotto il churn e aumentato l’LTV.
Il risultato: crescita sostenibile e margini più stabili con investimenti marketing più contenuti.
Fallimento: quando il marketing copre le falle operative
In un altro caso, collezioni stagionali spinte da campagne paid intensive generarono un’esplosione di ordini nei primi sei mesi, seguita però da un’impennata del churn. Cause: prezzi promozionali che erodevano il valore percepito, qualità insufficiente e problemi logistici. Resi in aumento e ordine medio in calo hanno accelerato il consumo del capitale. Il funnel di acquisizione funzionava, ma il prodotto e l’operatività non reggevano: senza controllo qualità, pricing sostenibile e logistica efficiente, la cassa si è prosciugata prima che si potessero correggere gli errori.
Regole pratiche per chi costruisce prodotti
Bianchi sintetizza alcune regole operative utili per founder e product manager:
- – Misura prima di spendere: non alzare il budget marketing senza monitorare metriche leading come repeat purchase rate e retention a 30/90 giorni. Eviterai di finanziare problemi nascosti.
- Segmenta il mercato: un posizionamento verticale facilita il passaparola e permette di chiedere un premium. Cercare di piacere a tutti indebolisce il go‑to‑market.
- Riduci il churn prima di spingere sull’acquisizione: migliorare prodotto ed esperienza abbassa i costi commerciali netti. L’acquisizione deve convertire in valore sostenibile.
- Sostenibilità operativa = vantaggio competitivo: meno resi e una vita più lunga dei capi riducono i costi logistici. La sostenibilità deve tradursi in efficienza reale, non solo in una label.
- Testa prezzo e canale: A/B test su pricing, bundle e canali mostrano dove il CAC si trasforma in valore cliente positivo. Senza test, i numeri ingannano.
Cinque azioni immediatamente applicabili
1) Calcola CAC e LTV ogni trimestre e definisci soglie d’intervento (es. CAC > LTV/3).
2) Misura la retention a 30 e 90 giorni e usa cohort analysis per individuare i punti di drop-off.
3) Privilegia canali a basso CAC prima di ingrandire i paid media: referral, contenuti product-led e partnership verticali funzionano meglio a lungo termine.
4) Riduci il churn con politiche di qualità e programmi post-vendita (repair, resell, certificazioni).
5) Allinea burn rate e runway a milestone realistiche di ricavi ricorrenti; non scalare senza miglioramenti concreti nella retention per almeno due mesi.
Un avvertimento finale
Un video virale su TikTok può portare migliaia di ordini, ma senza controllo del churn e del CAC il capitale finisce presto. Se non aumenti l’LTV, il brand fatica a raggiungere il vero product-market fit. Molte startup sono cadute proprio perché hanno confuso crescita superficiale con sostenibilità reale. Per costruire un business solido nella moda serve partire dai numeri, testare ogni ipotesi e ottimizzare il prodotto per la retention: solo così si prendono decisioni d’investimento informate e si riduce il rischio operativo.

