Lampada abbronzante: come funziona, pro e contro

Come funziona la lampada abbronzante? Prima di sottoporsi al trattamento è bene conoscere tutti i pro e i contro.

La lampada abbronzante, dopo una grande titubanza iniziale, ha trovato largo uso. Addirittura, spesso sono i dermatologi che la raccomandano per curare alcune patologie, come le dermatiti. Onde evitare pericolose scottature, derivanti dall’uso smisurato e smodato di tale oggetto, ci sono alcune piccole accortezze da osservare. Come funziona? Quali sono i pro e i contro?

Lampada abbronzante: come funziona

La lampada abbronzante cerca di riprodurre i raggi solari ultravioletti, apportando gli stessi effetti sulla nostra pelle. Si tratta, quindi, di radiazioni solari che vengono definite a breve lunghezza d’onda. Dobbiamo considerare che i raggi ultravioletti si dividono in due sottocategorie:

  • UV-A: responsabili dell’abbronzatura sulla nostra pelle
  • UV-B: più dannosi, che penetrano in profondità.

Le lampade abbronzanti hanno sia UV-A che UV-B ed entrambi sono responsabili del foto-invecchiamento.

La radiazione solare stimola la produzione di melanina. Questa, anche se varia da individuo ad individuo, è naturalmente presente nel nostro corpo e in questo modo si attiva, colorando la pelle di rossiccio o nero. Le persone che si abbronzano di più hanno una maggiore produzione di melanina nel loro corpo, contrariamente a ciò che succede in individui dalla pelle chiara. Quando i raggi colpiscono la nostra pelle, il meccanismo di produzione di melanina si attiva: il flusso sanguigno aumenta, così come il calore della pelle.

I melanociti, alcune cellule presenti nel derma, iniziano a produrre melanina e la riversano all’esterno, mentre altre cellule la assorbono. E’ così che l’epidermide assume una colorazione più scura. La melanina, inoltre, va a creare uno schermo, che evita che i raggi penetrino in profondità.

Lettino solare e doccia solare: differenze

Quali sono le differenze tra un semplice lettino solare e una doccia solare? Sono due metodi per abbronzarsi molto differenti.

La doccia è forse più indicata perché l’abbronzatura rimane più uniforme rispetto al lettino. Quest’ultimo, infatti, può creare zone d’ombra, come la parte sotto le ascelle. Il lettino ha un tempo di seduta maggiore rispetto alla doccia.

Come se non bastasse, la doccia è più igienica, in quanto soltanto le mani e i piedi entrano in contatto diretto con la macchina. Il lettino, però, è più comodo, dato che nella doccia è necessario stare in piedi.

In ogni caso, tutte e due permettono di avere una buona abbronzatura, ma è bene non esagerare. L’eccessiva esposizione ai raggi (solari e non) può provocare effetti molto dannosi sulla nostra pelle, come la comparsa di melanomi.

Lampada: consigli e accorgimenti

Prima di sottoporsi ad una lampada abbronzante, è bene seguire alcuni accorgimenti. Gli esperti del settore, ovvero coloro che vi accolgono all’interno di un centro estetico, dovrebbero fornire pro e contro del trattamento, ma non sempre è così. Uno scrub leggero, ad esempio, è indicato prima dell’esposizione perché porta via le cellule morte dalla pelle e favorisce un’abbronzatura intensa, più luminosa e duratura.

Se si ha una pelle chiara, si può stendere un fluido con acceleratore di melanina. Se, invece, avete un’epidermide piuttosto scura, potete tranquillamente saltare questo passaggio. Utilizzare l’acceleratore di melanina è importante, ma va fatto circa un’ora o mezz’ora prima dell’esposizione, per fare in modo che il fluido entri in contatto con la pelle e si attivi. E’ importante, inoltre, dotarsi di una crema con filtri solari, avendo accortezza di non scendere mai sotto un SPF 30. Le radiazioni, infatti, sono molto dannose e possono creare danni irreversibili alla nostra pelle.

Inoltre, è bene tenere bene a mente che l’esposizione alla lampada abbronzante tende ad asciugare la pelle e, a lungo andare, a disidratarla. Per questo motivo, al termine dell’esposizione è necessario utilizzare una crema molto idratante, per ridare alla pelle il giusto grado di acqua e nutrienti. Una epidermide idratata, infatti, conserverà meglio l’abbronzatura rispetto ad una disidratata. Meglio non superare mai i 12-14 minuti d’esposizione, altrimenti la pelle subirà una disidratazione e c’è il rischio di scottature. E’ necessario stare particolarmente attenti anche se siamo di fototipo scuro: i danni che i raggi possono creare sono esattamente gli stessi, indipendentemente dal tipo di carnagione.

Lampada abbronzante: pro e contro

Quali sono i pro e i contro derivanti dall’uso della lampada abbronzante?

  • Pro: stimolazione e produzione di melanina. Spesso, sono gli stessi dermatologi che ne consigliano l’uso. In soggetti particolarmente chiari di pelle, infatti, l’uso di lampade abbronzanti può favorire la produzione di melanina e, una volta esposti al sole, ci sarà la possibilità di scottarsi meno. Ovviamente, senza esagerare. L’uso di lampade abbronzanti, inoltre, allo stesso modo delle radiazioni solari, favorisce la produzione nel nostro corpo di vitamina D. I dermatologi raccomandano di non superare le due lampade al mese.
  • Contro: le lampade abbronzanti contribuiscono al foto-invecchiamento, all’eccessiva produzione di radicali liberi nel nostro corpo e possono portare a pericolose scottature.

E’ sempre bene ricordare che l’abbronzatura artificiale non è consigliata a: soggetti d’età inferiore ai 18 anni e in quelli superiori ai 70, donne in gravidanza, persone con nei sospetti e molto numerosi, donne che assumono anticoncezionali di tipo ormonale e chi soffre di malattie autoimmuni. Da considerare, infine, che esistono alcuni farmaci che sono di tipo foto-sensibilizzante, ovvero che ci rendono più sensibili al sole, favorendo eritemi solari e scottature di vario genere. Alcuni tipi di antibiotici, ad esempio, hanno questo effetto collaterale: se state assumendo questo tipo di medicinale, meglio evitare l’esposizione ai raggi solari naturali ed artificiali e rimandare la lampada a qualche giorno dopo la cura, al fine di evitare pericolose scottature e macchie antiestetiche.

Scritto da Fabrizia Volponi
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