Dal 24 al 27 settembre la città di Torino diventerà la sede della sedicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto l’incontro più importante al mondo dedicato al cibo buono, pulito e giusto. Il festival, promosso da Slow Food, dalla Città di Torino e dalla Regione Piemonte, riunirà oltre 1 500 delegati provenienti da 120 paesi, con l’obiettivo di condividere pratiche, conoscenze e visioni su un’alimentazione sostenibile in un contesto geopolitico e climatico in rapido mutamento.
Apertura istituzionale e omaggio a Carlo Petrini
Il 24 settembre il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha introdotto ufficialmente la manifestazione al Teatro Regio, affiancato dal sindaco Stefano Lo Russo, dal presidente della Regione Alberto Cirio e dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Sul palco sono intervenuti anche la presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini e il presidente globale Edward Mukiibi. L’evento ha rappresentato un chiaro segnale di vicinanza istituzionale a un movimento nato 40 anni fa a Bra, che ha trasformato il modo di parlare di cibo a livello globale.
Il ricordo di Carlo Petrini
La cerimonia ha dedicato un momento speciale alla memoria di Carlo Petrini fondatore di Slow Food, scomparso lo scorso maggio. La conferenza “I semi del futuro”, tenutasi nelle Gallerie d’Italia, ha presentato i 18 “Atlanti dell’Arca del Gusto” delle regioni italiane, progetto fortemente voluto da Petrini e realizzato in collaborazione con l’Università delle Scienze Gastronomiche. L’iniziativa ha sottolineato come la tutela delle varietà locali sia fondamentale per preservare la biodiversità alimentare e le tradizioni culinarie.
Programma, laboratori e protagonisti internazionali
Durante i quattro giorni, il cuore dell’evento è stato il mercato di Terra Madre, dove più di 600 espositori italiani hanno esposto prodotti dalla Malvasia Casalini dell’Emilia-Romagna al farro della Garfagnana, passando per il genepy valdostano e il pane ai tre grani calabrese. Parallelamente, una serie di conferenze ha affrontato temi quali il potere nei sistemi alimentari, la sovranità alimentare e le sfide climatiche. Tra gli ospiti di rilievo c’erano la chef e attivista Alice Waters, la sociologa Jessica Duncan dell’Università di Wageningen e il ricercatore Raj Patel, che hanno discusso le dinamiche di potere che influenzano la produzione e la distribuzione del cibo.
Le voci del futuro
Un momento particolarmente atteso è stato “Il futuro è già qui”, un dialogo moderato da Massimo Cirri che ha messo in scena giovani agricoltori, pastori e studenti della rete Slow Food Italia insieme a personalità come la giornalista Luciana Castellina. Nella stessa giornata, la Slow Food Arena in Piazza Castello ha ospitato “Dopo Carlo. Una visione, molte voci”, la prima assemblea dei partecipanti senza la presenza di Petrini, durante la quale si è riflettuto sull’identità e la direzione futura del movimento.
Impegni locali e internazionali
Oltre ai dibattiti internazionali, Torino ha sfruttato l’occasione per rafforzare la cooperazione istituzionale. Il sindaco Lo Russo ha presieduto gli Stati Generali della Cooperazione Internazionale degli Enti Locali, promossi dalla città e dall’ANCI, con l’obiettivo di condividere esperienze su sicurezza alimentare, lotta allo spreco e diritti al cibo. Parallelamente, il presidente della Regione e il ministro Lollobrigida hanno visitato lo stand del Piemonte, dove è stato presentato il nuovo marchio collettivo “PiemonteIS”, destinato a valorizzare le produzioni locali con un riconoscimento di qualità aggiuntivo.
Formazione e educazione
Tra le iniziative più coinvolgenti, i laboratori didattici hanno affrontato temi come gli “Orti di Slow Food” e il concetto di terzo paesaggio con interventi di registi, studiosi e agricoltrici. Queste attività hanno mostrato come la pratica dell’orto possa ricostruire legami tra persone, comunità e territorio, inserendosi in una più ampia strategia di educazione alimentare.
L’evento ha offerto una piattaforma per confrontare idee, promuovere soluzioni sostenibili e celebrare l’eredità di un visionario, Carlo Petrini, il cui pensiero continua a guidare il futuro del cibo a livello globale.



