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20 Luglio 2026

Smart working, gli effetti sullo stress: aumenta o diminuisce?

Lo smart working è un nuovo metodo per lavorare a distanza senza doversi recare in ufficio. Viene adottato in casi di estrema emergenza, come quella che stiamo vivendo oggi. Ma lo smart working può essere una fonte di stress?

Smart working stress
Smart working stress

A causa dell’emergenza Coronavirus che sta colpendo tutto il mondo e in particolare la nostra Nazione, tutti gli italiani sono stati invitati a rimanere nelle proprie abitazioni in quarantena con l’intento di diminuire i contagi. Questo composta non solo l’annullamento di tutti gli impegni e delle proprie abitudini di routine, ma anche la chiusura delle piccole e grandi attività.

Non essendo preparati a tale disagio, molte di queste non erano pronte a chiudere all’improvviso e non si sono organizzate nel modo corretto per portare avanti il proprio lavoro. Altre invece hanno adottato fin da subito il metodo smart working, un nuovo metodo di lavoro a distanza. Ma lo smart working riduce lo stress o lo aumenta? Sono stati condotti vari studi che dimostrano che la risposta varia a seconda della personalità del lavoratore.

Smart working: che cos’è e gli effetti sul benessere

Per “smart working” si intende il lavoro da casa. Ciò che si faceva in un ufficio davanti al computer, si continua a fare da remoto. Si utilizza il computer personale o quello dato dall’azienda, lavorando le stesse ore e mantenendo sempre i contatti con i propri colleghi e il proprio capo tramite app per videochiamate. Questo metodo di lavoro è del tutto nuovo e si è dovuto metterlo in pratica con tempestività, senza domandarsi se potesse funzionare o meno. Il risultato però è stato ottimale.

 

smart working videochiamate

Lo smart working aumenta lo stress? Per rispondere a questa domanda, bisognerebbe analizzare il carattere di ogni persona. Infatti, alcuni lavoratori si sentono a loro agio nel lavorare da casa perché sono nel loro spazio personale e privato e non subiscono pressioni o agitazioni. Si sentono super produttivi, riuscendo ad organizzarsi nel migliore dei modi e sentendosi rilassati anche mentre lavorano.

Ad altri lavoratori invece, capita l’opposto. Non si sentono motivati perché manca proprio quella pressione in ufficio che li spronava a fare sempre meglio. Si “lasciano andare” perché essendo comodi a casa e circondati dalle distrazioni, non riescono a lavorare in piena concentrazione.

Lavorare a casa: aumenta lo stress o lo diminuisce?

Secondo uno studio condotto nel 2018 dalla Baylor University, la risposta a questa domanda dipende dalla personalità. Lavorare da casa non è bello come può sembrare e soprattutto non è facile adattarsi. Molte persone amano la loro routine dell’ufficio e adorano l’ambiente lavorativo. Il fatto che debbano stare tutto il giorno in un ambiente casalingo, li demoralizza e comincia a mancare la voglia di fare qualsiasi cosa.

Esaminando l’operato di un campione di lavoratori, sono arrivati alla conclusione che lavorare da casa, per alcune persone, può aumentare la produttività e ridurre lo stress. Le persone di questo tipo sono incentivate a mangiare in maniera più sana e possono equilibrare meglio la vita professionale con quella privata e familiare. É stato svolto un secondo studio nel 2011 il quale ha messo in luce che coloro che lavoravano da casa avevano un livello di stress inferiore del 25% rispetto a coloro che quotidianamente si recavano in ufficio.

In generale lavorare è stressante, soprattutto se si lavora in un ambiente competitivo e pieno di pressione. Ovviamente, stare tutto il giorno dentro a quattro mura non è piacevole a lungo andare, ma per quanto riguarda il lavoro è sicuramente più piacevole.