Nata a Milano e cresciuta professionalmente tra diverse regioni, questa figura ha costruito una carriera che fonde editoria, consulenza e curatela. Dopo un lungo periodo trascorso in Sicilia, attualmente risiede a Cernobbio e alterna la vita italiana con permanenze a New York, dove vivono e lavorano i suoi figli. Questo equilibrio geografico riflette anche il carattere del suo lavoro: progetti che dialogano con comunità locali e platee internazionali, unendo passione per la moda e attenzione alle trasformazioni sociali.
La traiettoria professionale è caratterizzata da ruoli direttivi e iniziative autonome. Tra il 1989 e il 2000 ha guidato L’Uomo Vogue, esperienza che ha segnato il suo rapporto con editoria di settore e visione estetica. Successivamente, nel 2001 ha fondato Apstudio, una realtà di consulenza che lavora con aziende e associazioni industriali, contribuendo allo sviluppo di strategie che mettono in relazione prodotto, comunicazione e mercato.
Un percorso nell’editoria e nella moda
La direzione di L’Uomo Vogue ha rappresentato una fase cruciale: in quegli anni ha consolidato competenze editoriali, network professionali e sensibilità curatoriale. Il mestiere dell’editor ha convissuto con la capacità di interpretare tendenze e di promuovere sguardi critici sul fare moda. Negli anni successivi ha continuato a muoversi tra riviste e piattaforme, dimostrando che l’editoria può essere strumento di riflessione culturale oltre che canale commerciale.
Tar magazine e altre esperienze editoriali
Tra il 2013 e il 2014 ha diretto Tar magazine, una rivista che esplora i confini tra arte, scienza ed etica. Questo progetto ha confermato il suo interesse per contenuti interdisciplinari e per pubblicazioni che non si limitano a raccontare la moda, ma indagano il contesto sociale e intellettuale che la produce. Parallelamente, mantiene collaborazioni come blogger per Huffington Post e come columnist per Linkiesta, portando analisi e commenti su temi culturali e di costume.
Consulenza, curatela e relazioni internazionali
La fondazione di Apstudio nel 2001 ha segnato il passaggio a un’attività consulenziale rivolta ad aziende e associazioni industriali, dove l’approccio strategico si accompagna a una forte attenzione al progetto espositivo. Come curatore indipendente si concentra su mostre pensate per la società, creando ponti tra arte e moda e usando l’esposizione come strumento di dialogo civico. Ha inoltre tenuto conferenze su tre continenti per enti come Ice, Anci e Aimpes, contribuendo alla diffusione di pratiche culturali e professionali a livello internazionale.
Curatela come forma di impegno
Le mostre curate cercano spesso di andare oltre il mero allestimento estetico per proporre narrazioni che coinvolgono un pubblico ampio: curatela intesa come processo di costruzione di senso e come occasione per generare dibattito. Questo approccio riflette una convinzione precisa: l’arte e la moda possono servire da leva per questioni sociali, educative e civiche, assumendo un ruolo attivo nelle comunità in cui si svolgono.
Progetti locali e organizzazioni
L’impegno verso il territorio è visibile sia in Sicilia che in Lombardia. In Sicilia ha fondato l’organizzazione di volontariato Mediterraneo Sicilia Europa, pensata per creare relazioni tra culture e promuovere iniziative culturali locali. In Lombardia ha dato vita a La Cernobbina Art Studio, spazio dedicato alla creatività e alla produzione culturale nella zona di Cernobbio. Entrambe le realtà testimoniano una pratica che unisce azione culturale e attenzione al tessuto sociale.
Reti e piattaforme
Oltre agli spazi fisici, cura anche piattaforme virtuali e comunità di riferimento: è presidente della chat Moda Italiae e dirige la piattaforma hyper local SudStyle, dove vengono raccontate storie di territorio e tendenze culturali. Questi strumenti digitali servono a connettere professionisti, cittadini e appassionati, creando canali di confronto e di promozione per progetti culturali e d’impresa.
Pubblicazioni e riflessioni
L’interesse per il racconto critico dell’incontro tra arte e moda emerge anche nella scrittura: il suo ultimo libro si intitola Cronache. Tra arte e moda, panorama di saggi e riflessioni che condensano anni di esperienza tra redazioni, spazi espositivi e consulenze. Nella sua produzione editoriale, la parola scritta è strumento di approfondimento e memoria delle pratiche professionali sviluppate nel corso della carriera.

