Rai ha deciso di sospendere in anticipo Lo Stato delle Cose, il talk di Massimo Giletti trasmesso su Rai 3. La comunicazione ufficiale parla di un “esaurimento del budget” per la stagione, motivo che ha sorpreso molti visto che il programma nelle ultime settimane aveva raccolto ascolti soddisfacenti. La scelta ha subito aperto un dibattito tra addetti ai lavori, osservatori e parte del pubblico, che chiedono chiarimenti sulla tempistica e sulle vere ragioni della chiusura.
Il format andava in onda il lunedì in prime time fino al 23 febbraio e proponeva approfondimenti di cronaca e inchiesta. Pur registrando numeri interessanti – in alcune puntate oltre il milione di spettatori e picchi di share intorno al 7% – la trasmissione è stata al centro di polemiche editoriali, dovute soprattutto ad alcune scelte di ospiti e al modo in cui sono stati gestiti i contraddittori.
La versione aziendale
La dirigenza di Viale Mazzini ha ricondotto la sospensione a esigenze di programmazione e a vincoli di bilancio: secondo Rai, la Direzione approfondimento ha subito una rimodulazione delle risorse che ha reso necessario ridimensionare alcuni programmi di prima serata.
Questa spiegazione, però, non ha convinto del tutto: osservatori e addetti ai lavori osservano che i budget sono normalmente pianificati in anticipo e trovano singolare che si arrivi a un “esaurimento” così repentino.
La reazione del conduttore e le critiche
Massimo Giletti ha commentato con una battuta amara, “Viva il merito”, lasciando intendere il suo disappunto. Tra i critici anche voci interne ed esterne alla Rai che ritengono la decisione poco coerente con gli andamenti d’ascolto.
Giulia Romano, giornalista ed ex specialista Google Ads, mette sul tavolo un’analisi dei dati: i numeri di audience e gli indicatori di engagement, secondo fonti indipendenti, non escluderebbero la continuità del progetto, rendendo la motivazione economica una lettura troppo semplicistica.
Gli episodi più controversi
Tra le puntate che hanno acceso il dibattito c’è quella con Fabrizio Corona, ospite in una serata che ha suscitato malumori sia nei corridoi della Rai sia tra alcune testate.
Le critiche non si sono limitate alla presenza dell’ospite: diversi osservatori hanno messo in discussione l’equilibrio delle voci in studio e l’angolazione di certe inchieste, accusate da alcuni di scivolare verso posizioni parziali o strumentali. Questi incidenti hanno alimentato il confronto interno sulla linea editoriale del canale.
Il valore del programma
Lo Stato delle Cose si era costruito un’identità chiara: un miscuglio di cronaca, inchiesta e confronto con giornalisti, avvocati, ex magistrati e familiari delle vittime. Proprio questa mescolanza lo aveva reso riconoscibile nella serata del lunedì, ma l’impostazione stessa è diventata oggetto di contestazioni, con critiche rivolte alle priorità scelte dalla redazione e all’equilibrio tra le diverse voci invitate.
Cosa è andato in onda nelle ultime puntate
Le ultime puntate hanno mantenuto il filo dell’approfondimento: focus su vicende giudiziarie, testimonianze dirette e ricostruzioni giornalistiche. Il 23 febbraio, ad esempio, la puntata si è concentrata sull’incendio di Crans-Montana, con testimonianze di superstiti e sviluppi sulle indagini relative al proprietario della struttura, Jacques Moretti. In studio sono stati affrontati anche casi noti come quello di Garlasco e la presunta alleanza criminale nota come “Hydra”, temi che hanno spinto al confronto esperti e cronisti d’inchiesta.
Scenari e implicazioni future
La sospensione apre più piste: da un lato questioni tecniche e di bilancio legate alla riorganizzazione del palinsesto; dall’altro, riflessioni più ampie su autonomia editoriale e sostenibilità dei programmi d’approfondimento in prima serata. Non è ancora chiaro se la sospensione sarà definitiva o temporanea: possibili rimodulazioni di risorse o spostamenti di collocazione potrebbero rimettere in gioco il format, ma molto dipenderà dai numeri di audience, dalle scelte strategiche della rete e dalle valutazioni politiche interne.
Prospettive investigative e editoriali
Sul fronte giudiziario, gli sviluppi legati a inchieste come quella su Jacques Moretti potrebbero portare nuovi elementi utili sia per la trasmissione sia per le procure coinvolte. Sul piano editoriale, la Rai ha promesso ulteriori chiarimenti sui criteri adottati e sui prossimi passaggi; restano attesi dettagli che possano chiarire se la sospensione sia principalmente una questione contabile o il frutto di una riorientazione più ampia della linea editoriale. Tra numeri d’ascolto non trascurabili, polemiche sugli ospiti e richieste di trasparenza, la vicenda resta aperta e sarà osservata con attenzione da giornalisti, addetti ai lavori e telespettatori.

