Paura, ansia ed angoscia: definizioni e differenze

Non è facile descrivere le sensazioni di disagio che ci invadono. Paura, angoscia, ansia… Molte volte si tratta della stessa emozione, che si manifesta a livelli diversi a seconda del contesto. Proveremo, quindi, a spiegare la differenza intercorrente tra le stesse.

Paura, angoscia e ansia: definizioni.

La paura è un’emozione forte e intensa, che tendiamo a provare in presenza di un pericolo più o meno immediato. Mentre il pericolo è reale, la paura è soggettiva e personale, ragion per cui l’immaginazione gioca un ruolo importante nella percezione del pericolo stesso. Insieme all’angoscia e all’ansia è uno dei sentimenti più diffusi

L’ansia è una generica emozione di disagio, che si traduce in uno stato di apprensione, di stress, più o meno intenso, o di nervosismo, che ci provoca un nodo in gola o un buco allo stomaco; ci rende difficile respirare; ci fa aumentare le palpitazioni; o, ancora, ci fa iniziare a sudare.

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L’angoscia è un’emozione più specifica, che si manifesta durante una momentanea crisi; a differenza dell’ansia, che può anche assumere una natura cronica.

La paura, una valvola di sicurezza.
Che sia più o meno paralizzante, la paura è fondamentale per l’innesco dei meccanismi di difesa, che ci sono utili ad affrontare il pericolo. Pertanto, essa è essenziale per sopravvivere.

Alla paura spesso si accompagnano reazioni fisiche, come la produzione improvvisa e abbondante di adrenalina, che ci permette di fuggire o difenderci in modo efficace.

In alcune situazioni, tuttavia, la reazione può tradursi in una paralisi totale, impedendo ogni azione e aggravando così la situazione: sale la tensione, iniziamo a tremare, a sudare freddo e ci sentiamo leggermente storditi.

Molte altre volte, invece, è sufficiente prendere consapevolezza del sentimento di paura che ci ha invaso, per fare scomparire il pericolo una volta per tutte.

Quando l’ansia diventa una malattia.

L’ansia è un sentimento che è normalmente presente in tutti gli esseri umani.

Tuttavia, a volte essa si manifesta in modo eccessivo o non controllato: si manifesta senza motivo apparente o dà luogo ad una reazione sproporzionata rispetto all’evento che l’ha scatenato. In questi casi può trattarsi di una vera patologia, le cui cause, molte volte, sono difficili da identificare.

Fuori dai casi in cui vi è una predisposizione naturale per il nervosismo, sembra che alcuni fattori specifici svolgono un ruolo importante dal punto di vista causale.

Ad esempio, l’ansia cronica di solito ha origine nell’infanzia: i genitori iper-ansiosi corrono il rischio di trasmettere la propria angoscia ai loro bambini. D’altra parte, i genitori troppo protettivi o troppo esigenti possono generare una mancanza di fiducia nel bambino, nonché creare una diffusa apprensione nei confronti dell’esistenza e della vita quotidiana.

La crisi d’ansia.

La differenza tra angoscia ed ansia è molto sottile. Essa, inoltre, può variare a seconda della causa che è l’origine della sensazione di disagio; origine che spesso è molto più difficile da rilevare negli stati d’ansia, rispetto alle cause che – invece – provocano la paura.

Si tratta di un’emozione che ha un ben preciso livello di percezione e sensazione. Per questo motivo, la medicina ritiene che l’angoscia provochi afflizione. Di solito, la crisi di angoscia tende ad accompagnarsi a delle manifestazioni fisiche e anche neurologiche, arrivando anche a causare la tetania. Questo status è gravemente invalidante per la persona che ne soffre.
Come superarla?

Che sia o meno patologica, l’ansia non è facile da curare, tendendo ad essere accompagnata da forti tensioni fisiche.

Inizialmente è consigliabile optare per la medicina alternativa, come l’agopuntura o la fitoterapia, al fine di calmarsi e rilassarsi. Potrebbe, nondimeno, essere necessaria anche l’assunzione di farmaci che agiscano direttamente sul sistema nervoso, sì da lenire la sensazione di angoscia. Tuttavia, i farmaci sono in grado di alleviare i sintomi, ma non di impedire la manifestazione dell’ansia. Per questa ragione, i farmaci devono essere accompagnati da una terapia. Una terapia comportamentale consente, ad esempio, di scoprire l’origine dell’angoscia e, di conseguenza, di imparare a gestire la sensazione di impotenza che da essa deriva.

Scritto da Valeria Citraro
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