Nuove abitudini degli adolescenti nell’era Covid: cybersex e solitudine

Tra solitudine e social network, gli adolescenti hanno cambiato le loro abitudini con l'inizio della pandemia e ora una ricerca ne svela i risultati.

Boom di cyberbullismo, incertezza sull’orientamento sessuale, più solitudine e consumo di materiale pornografico. Calano invece i consumi di alcol e stupefacenti. Queste sarebbero le nuove abitudini degli adolescenti ai tempi del Covid secondo una ricerca condotta su 5000 studenti tra Veneto, Campania e Puglia.

Nuove abitudini degli adolescenti nell’era Covid: meno socialità, più social

Con meno libertà e occasioni per socializzare dal vivo, il web è diventato sempre più presente nella vita di tutti, adolescenti in primis, che cercano di colmare il vuoto a cui la pandemia li ha costretti. Questa ricerca della normalità attraverso il mezzo di internet si nota in ogni ambito, da quello scolastico con la dad a quello personale e affettivo con social network e siti di incontri.

I risultati sono emersi da uno studio della Fondazione Foresta Onlus di Padova, diretta dal professor Carlo Foresta, su più di 5.000 giovani che frequentano le quinte superiori del Veneto, della Campania e della Puglia, nell’ambito del progetto DiGitPro.

La ricerca ha mostrato come sia evidente una crescita della sensazione di solitudine, in particolare i maschi: uno su quattro ha dichiarato di soffrire di solitudine (nel 2018-2019 era solo uno su otto) e il 19% si dichiara insoddisfatto della propria vita, rispetto al solo 10% degli anni prima della pandemia.

Emerge però l’esigenza di vivere in modo più sano: si è notato un calo del consumo di alcol e stupefacenti e un aumento di cibi benefici appartenenti alla dieta mediterranea.

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Nuove abitudini degli adolescenti nell’era Covid: la sessualità

I più giovani hanno riscoperto sé stessi e gli altri in un modo diverso. Attraverso la webcam hanno sia parlato con i propri amici sia fatto nuovi incontri. Con questo nuovo approccio alla socialità, la sfera sessuale ha avuto un ruolo chiave. Secondo i risultati della ricerca, ci sarebbe una maggiore incertezza sul proprio orientamento sessuale: aumenta infatti la percentuale di ragazzi che dichiara di non essere eterosessuale (8% nel ’18-’19 rispetto al 15% nel ’20-’21), e, soprattutto le ragazze, che già negli anni precedenti erano orientate ad una minore eterosessualità, nell’ultimo anno hanno confermato e aumentato questa tendenza (22% nel 18-19 rispetto al 29% del 20-21).

Per l’impossibilità di vedersi e di scoprire in maniera più naturale la propria sessualità, gli adolescenti si sono rivolti con maggiore frequenza a siti di incontri (10% nel 2020-2021 rispetto al 5% di due anni prima), e a siti web pornografici. Quest’ultima abitudine è sempre più appartenente alle ragazze: più del 30% ha dichiarato di collegarsi abitualmente a siti pornografici, rispetto a solo il 15% del 2018-2019, ed è emerso, in parallelo, un aumento dell’autoerotismo. Sono aumentati, di conseguenza, anche sexting e cybersex, raddoppiati in quest’ultimo anno (rispettivamente al 34% e 6% in quest’anno).

Nuove abitudini degli adolescenti nell’era Covid: i rischi

I rischi collegati ai continui lockdown sono evidenti dal punto di vista psicologico. Si è già accennato alla solitudine, ma sono aumentati anche i casi di cyberbullismo che hanno interessato il 40% delle ragazze e il 25% dei ragazzi. Il professore Carlo Foresta, originario di Lecce, commenta così:

La pandemia ha cancellato una parte importante nella socialità dei ragazzi. Diventa più difficile conoscere i coetanei, innamorarsi e sperimentare la sessualità, che si è riversata quindi nell’unico strumento di socialità a loro disposizione: internet.

Inoltre parla anche dei rischi che possono derivare dalla condivisione della propria intimità sul web

Qui però i rischi derivanti dalla condivisione della propria intimità sul web aumentano, come dimostrato dall’altissima percentuale di atti di cyberbullismo. Questi strumenti telematici rappresentano però solo una parvenza di socialità, che non può compensare le dinamiche reali dei rapporti sociali che si sviluppano in ambito scolastico in presenza. La maggior solitudine che ne è derivata ha forse aperto nei giovani ampi spazi di auto-riflessione, portando a galla una maggior incertezza nel loro orientamento sessuale. D’altro canto, se è vero che i comportamenti a rischio come fumo e alcol sono diminuiti, non va ignorato l’impatto del lockdown sull’attività fisica e quindi sulla salute, soprattutto a lungo termine

Leggi anche: Il compleanno in lockdown comporta effetti psicologici?

Scritto da Evelyn Novello
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