Non esistono giochi da maschi e da femmine: stop agli stereotipi

La libertà di scelta deve avvenire sin dall'infanzia, eliminando la categorizzazione di genere partendo dai giochi.

Il rinvio dell’esame del disegno di legge contro l’omotransfobia e misoginia ha riacceso il dibattito sulle questioni di genere. Per fermare gli stereotipi è necessario farlo sin dall’infanzia: non esistono infatti giochi da maschi e da femmine.

Non esistono giochi da maschi e da femmine

I giochi durante l’infanzia sono fondamentali e gettano le basi per lo sviluppo del carattere e delle attitudini del futuro individuo. Permettono infatti di esplorare, costruire, apprendere, muoversi, conoscere, sbagliare e sono fortemente influenzati dal contesto in cui avvengono.

Proprio per questo è importante insegnare che non esistono giochi da maschi e da femmine. Ogni bambino ha infatti il diritto di giocare con ciò che desidera, senza esser soggetto di commenti e senza che gli venga negato un gioco per questioni di genere.

Facendo un giro nei negozi per l’infanzia, è purtroppo ancora frequente vedere gli onnipresenti rosa per i giochi definiti da femmina e azzurri per quelli da maschio. Questo è il primo errore che si commette. Se sin dai primi anni di vita si fa una distinzione di colori in base al genere, ciò diverrà poi normale per il bambino che cresce.

non esistono giochi da maschi e da femmine

Questo piccolo seme errato potrà portare poi, ad esempio, a distinzioni di genere in campo lavorativo, che causerà squilibri nei comportamenti e nei compensi.

non esistono giochi da maschi e da femmine

L’educazione deve avvenire tanto in famiglia quanto a scuola. Eliminare le distinzioni di genere vuol dire lasciar scegliere liberamente i bambini, indipendentemente dal loro sesso.

Stop agli stereotipi di genere

Attraverso la distinzione imposta dall’adulto tra giochi da maschi e giochi da femmine, il bambino assorbe quei dogmi errati della società che diventeranno le basi della sua educazione.

non esistono giochi da maschi e da femmine

Si dovrebbe puntare su un’educazione “colorata”. Non dovrebbe infatti stupire un bambino che passa la scopa e gioca con le bambole e una bambina che tira calci al pallone o gioca con le ruspe. La libertà di scelta senza condizionamenti dovrebbe essere alla base.

Si tratta di un tema molto delicato e complesso. Eliminare – o quantomeno diminuire – gli stereotipi di genere vuol dire estirpare concetti talmente radicati nella società da sembrare normali. In questo modo si andrà anche a combattere la violenza di genere, che si esprime su vari livelli.

Scritto da Chiara Caporale
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