Il 12 ottobre 2026 la scena dello spettacolo italiano ha perso una delle sue voci più originali: Giorgio Bracardi musicista, cantante e attore comico, è deceduto all’età di 93 anni nella casa di riposo di Fiano Romano, dove era stato trasferito dopo la frattura al femore avvenuta nella primavera precedente.
Figlio di Edvige, soprano, e Glauco, tenore, Bracardi è cresciuto circondato da note e palcoscenici; sin da bambino tutti e cinque i fratelli hanno imparato a suonare uno strumento, lui scegliendo il pianoforte. Negli anni ’60 ha iniziato a comporre per la RCA e a scrivere per il Festival di Sanremo consolidando la sua identità di musicista prima ancora di diventare una leggenda della comicità.
Dalle radici musicali alla nascita di Scarpantibus
Il vero salto di qualità avviene nel 1970, quando Renzo ArboreGianni Boncompagni e Mario Marenco lo invitano a partecipare a Alto Gradimento un programma radiofonico che sperimentava un umorismo privo di legami con l’attualità politica. Bracardi, con la sua voce graffiante e l’improvvisazione fuori dagli schemi, dà vita a una costellazione di personaggi surreali: Scarpantibus l’”uccellaccio del Nicaragua”, il giornalista impaziente Max Vinella l’autoritario sergente Ermanno Catenacci e il burocrate della Rai dottor Marsala. Queste figure, nate da semplici giochi vocali, hanno subito catturato l’immaginario del pubblico, dimostrando che la comicità surreale poteva diventare protagonista assoluto della radio italiana.
Il lavoro in radio: un laboratorio di follia creativa
Durante gli undici anni di messa in onda di Alto Gradimento Bracardi e i suoi collaboratori hanno sperimentato sketch che sfidavano le convenzioni: senza una battuta convenzionale bastava una voce stridula, un nome improbabile o un tic caratteristico per strappare una risata. Il programma, trasmesso sette giorni su sette, è stato definito da Renzo Arbore come “un breviario di umorismo avanzatissimo, ancora oggi distante dalla satira di cronaca”.
Il passaggio in televisione e le collaborazioni più celebri
Nel 1985 Bracardi porta il suo stile irriverente sul piccolo schermo con Quelli della notte dove, al fianco di Arbore, crea nuovi personaggi e perfeziona quelli già noti. Successivamente prende parte a Pronto chi gioca? (condotto da Enrica Bonaccorti e Giancarlo Magalli) e, nel 1989, conduce e interpreta Chiappala chiappala su Rai 2. La sua capacità di reinventarsi lo conduce anche a Mediaset, dove nel 1995 entra a far parte di Striscia la Notizia nei panni di Lucio Smentisco l’immaginario portavoce di Silvio Berlusconi.
Striscia la Notizia e la voce di Cattivik
Nel 2001 appare in Stracult programma di culto ideato da Marco Giusti, dimostrando ancora una volta la sua versatilità. Nel 2008 presta la voce al celebre ladro di fumetti Cattivik dimostrando che la sua comicità poteva attraversare anche il mondo dell’animazione. Parallelamente ha interpretato piccoli ruoli cinematografici, tra cui la comparsa in “Banana Joe” (1982) accanto a Bud Spencer.
L’ultimo saluto e l’eredità culturale
Il ricordo più sentito lo esprime Renzo Arbore che definisce Bracardi “un grande innovatore, istintivo, dotatissimo”. Arbore ricorda i loro anni insieme come un periodo “di grandissima creatività, anche un po’ folle”, sottolineando che i loro lavori non erano satira ma pura fantasia. Con la scomparsa di Bracardi, la radio dell’assurdo perde uno dei suoi ultimi testimoni. Il suo contributo rimane impresso nella memoria collettiva grazie a canzoni come “Via Veneto” e “In galera!”, ma soprattutto per i personaggi che ancora oggi risuonano nei ricordi di chi ha vissuto gli anni ‘70-‘90.



