Le case di Berlusconi sono già on line. Dopo Ballarò e Matrix cancellerà anche queste?

La Stampa più libera del mondo intero è la stampa italiana. Il giornalismo italiano è libero perché serve soltanto una causa e un regime; è libero perché, nell'ambito delle leggi del regime, può esercitare, e le esercita, funzioni di controllo, di critica, di propulsione.

(Discorso di Benito Mussolini, che secondo Mannehimer è il papà di Bruno Vespa, a Palazzo Chigi, 10 ottobre 1928)

Cancellato Ballarò e spostato Matrix per ragioni di Stato, il Web resiste!

Stasera tocca alla Rete fare ombra al Premier, che consegnerà a Porta a Porta le casette di legno agli Italiani (di Cielo, di Terra e di Mare) dell'Abruzzo.

Su Internet si può infatti sapere tutto sulle villette prefabbricate e si possono vedere in anteprima come sono fatti gli appartamenti di Onna:

si trovano qui, nel sito della Long Engineering di Lavis, una delle società che si è aggiudicata l'appalto (qui il catalogo)

(Una curiosità: il Consorzio Sofie di Trento, che aveva fabbricato il palazzo in legno di sette piani che aveva superato severissimi test antisismici in Giappone ed era stato pubblicizzato da tutti i Tg, è stato escluso dalla gara)

Riuscirà il lussoso catalogo in Pdf della Long Engineering a neutralizzare Silvio? La speranza è blanda, ma è l'unica contro-programmazione valida rimasta in vita…

Il leader del Pd Franceschini definisce l'evento su Rai1 un reality show, evocando il titolo di Format di ieri (onorevole, se ci legge batta un colpo: la prossima volta che il Premier fa uno show a reti unificate organizziamo la Resistenza su Blogosfere con un ControShow presentato da Zoro e sponsorizzato da Mondo Casette!):

E' un reality – ha detto Franceschini- i cui terremotati sono trasformati in comparse.

Enrico Mentana, che conosce bene l'ambiente Mediaset, esprime sdegno senza senza indignarsi, in virtù della sua connaturata obbiettività scientifica:

È una cosa mai vista negli ultimi vent'anni; anzi, diciamo dalla riforma della tv pubblica, anno 1975, io non ricordo un evento mediatico simile, la tv che si fa celebrazione.

Le Veline, d'altra parte, non le ha inventate la tv di Berlusconi.

Spiega il giornalista Manlio Cammarata:

Leggendo la parola "velina" oggi tutti pensano a qualche bella ragazza, eventualmente "disponibile" per fare carriera in TV. Invece per i nostri padri e nonni le veline erano i "comunicati di servizio" che il Ministero della stampa e propaganda (poi della cultura popolare) inviava ai giornali per ordinare quali notizie si dovessero pubblicare e quali no, come si dovessero fare i titoli e via prescrivendo. Si chiamavano così perché erano scritte su una carta leggerissima, necessaria per mettere tanti fogli in una macchina per scrivere.

Le veline del fascismo erano segrete. Oggi gli ordini alla stampa si danno per televisione. Tipo: "In tv, ogni giorno, su tutti i canali, in prima serata mi prendono per il c…. Questa abitudine sta diventando insopportabile. Deve finire" (5 novembre 2008). Oppure: "Politici e direttori di giornali come La Stampa e il Corriere dovrebbero tutti cambiare mestiere, andarsene a casa" (12 dicembre 2008). Torna alla mente quello che è passato alla storia come "editto bulgaro", quello sull'"uso criminale della televisione" che portò all'allontanamento di Biagi, Santoro e Luttazzi dagli schermi della Rai. "Lavoro qui in Rai dal 1961, ed la prima volta che un presidente del consiglio decide il palinsesto", fu il commento di Enzo Biagi.

L'unica alternativa pluralista alla dittatura mediatica di Berlusca è su Mondo Casette: ce n'è per tutti i gusti!

Scritto da Style24.it Unit
Categorie TV
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