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Negli ultimi anni, la cosmetica asiatica ha guadagnato una notorietà straordinaria, con la Corea del Sud che ha dato vita a tendenze iconiche come la pelle a specchio e le maschere in tessuto. Parallelamente, il Giappone propone la sua visione unica della bellezza, nota come J-beauty. Sebbene entrambe le filosofie puntino a una pelle sana e luminosa, i loro approcci sono distintivi e meritano un approfondimento.
K-beauty: un approccio multilayer
Il K-beauty si fonda su tre principi cardine: l’idratazione, la protezione della barriera cutanea e il raggiungimento di risultati a lungo termine. Secondo Kristyn Smith, fondatrice di Practise NYC, la bellezza coreana non cerca risultati immediati, ma si concentra su un approccio graduale che utilizza prodotti delicati e una stratificazione di idratanti. L’obiettivo è supportare il turnover cellulare quotidiano senza compromettere la salute della pelle.
Il rituale della bellezza coreana
Le routine K-beauty possono sembrare complesse, ma sono progettate per adattarsi a diversi tipi di pelle. Danielle Gamble, un’estetista di New York, evidenzia che il K-beauty non si limita a soluzioni rapide, ma incoraggia una serie di passaggi che includono detersione, tonificazione e idratazione profonda. L’uso di ingredienti attivi a bassa concentrazione e sostanze lenitive è fondamentale.
J-beauty: l’arte della conservazione
Al contrario, il J-beauty si concentra sulla conservazione della pelle, puntando a mantenerne la salute nel tempo.
Si distingue per la sua semplicità; le routine giapponesi tendono a essere meno elaborate e si avvalgono di formulazioni leggere e delicate. Gamble sottolinea che l’approccio giapponese è orientato a preservare la pelle, piuttosto che stimolare cambiamenti rapidi.
Strategie di cura della pelle giapponesi
Nel J-beauty, i rituali quotidiani sono meno numerosi, ma non meno efficaci. La priorità è fornire al derma i nutrienti necessari senza sovraccaricarlo. Questo approccio si rivela particolarmente vantaggioso per chi ha una pelle sensibile o reattiva.
Le tecniche di esfoliazione, ad esempio, vengono utilizzate con cautela, a differenza delle routine K-beauty che possono includere esfolianti più attivi.
Quale approccio scegliere?
Molti appassionati di bellezza si trovano di fronte alla scelta tra K-beauty e J-beauty. Tuttavia, è importante considerare che non è necessario schierarsi rigidamente con una sola filosofia. Secondo Smith, il segreto sta nell’essere aperti e nel prendere ispirazione da entrambi i mondi. Saper combinare tecniche e prodotti di entrambe le tradizioni può portare a risultati ottimali.
La personalizzazione della propria routine di bellezza è ciò che fa la vera differenza. Che si preferisca l’approccio stratificato del K-beauty o la semplicità del J-beauty, la chiave è comprendere le esigenze specifiche della pelle. Conoscere e applicare i principi di entrambe le filosofie permette di costruire una routine di cura della pelle che risponda efficacemente alle necessità individuali.


