i migliori mascara benefit e il fascino del blush alla brontë tra set e schermo

dai migliori mascara per effetto ventaglio al fard «the brontë» che domina i red carpet: consigli pratici e spunti dal mondo del cinema e della tv per ricreare look iconici

Nel panorama della bellezza contemporanea, prodotti e tendenze si intrecciano con il cinema e la televisione: da un mascara che separa e volumizza a un fard che ricrea il rossore da vento delle eroine vittoriane, fino a come il make-up alimenta le trame delle soap. Questo articolo analizza alcune formule iconiche di Benefit, svela la tecnica dietro il cosiddetto The Brontë Blush sfoggiato da Margot Robbie e accenna al ruolo che il beauty gioca nelle narrative televisive.

Metteremo a fuoco non solo le caratteristiche tecniche dei prodotti — come la composizione dello scovolino, la durata e le varianti in tonalità — ma anche le strategie di applicazione e i piccoli trucchi degli artisti make-up che trasformano un trucco in un vero e proprio personaggio.

I mascara Benefit: funzioni e risultati distintivi

La gamma Benefit comprende formule pensate per esigenze diverse: chi cerca un effetto ventaglio con ciglia ben separate può orientarsi su un prodotto con setole naturali e uno scovolino leggermente curvato che «abbraccia» le ciglia, consentendo un’applicazione uniforme.

Al contrario, se l’obiettivo è ottenere un look più corposo e «panciuto», esistono tubetti con spazzole a doppia faccia che alternano fibre morbide e pettini in plastica per aumentare il volume senza creare grumi. Un altro aspetto determinante è la formulazione: alcune versioni tendono a risultare più asciutte sul lungo periodo, mentre altre mantengono una texture più cremosa; scegliere tra waterproof e classico dipende dal tipo di tenuta desiderata.

Come scegliere lo scovolino giusto

Lo scovolino è il cuore pratico del mascara. Uno scovolino curvo favorisce il curl e l’effetto lift, mentre una punta affusolata è ideale per raggiungere le ciglia interne e inferiori. Per massimizzare il risultato, molti editor consigliano una doppia tecnica: prima caricare le ciglia con la parte che deposita prodotto, poi pettinarle con la sezione a denti fini per evitare agglomerati e ottenere una separazione naturale.

Il «The Brontë Blush»: ricreare il rossore da vento alla Margot Robbie

Sul grande schermo, il make-up può diventare un elemento narrativo. Il look di Margot Robbie in certe pellicole vittoriane ha riportato in auge un tipo di fard che simula il rossore naturale del vento e della pelle appena arrossata. Per ottenere quell’effetto si usa una stratificazione di prodotti: un balsamo colorato come base per conferire una texture idratante, poi un mix di tonalità più intense picchiettate con le dita verso l’alto e verso l’esterno, e infine una leggera cipria per fissare senza opacizzare l’effetto glow.

Prodotti e tecniche consigliate

Per un risultato autentico, gli artisti usano tre fasi: idratazione colorata, miscele di fard in crema e polvere per modulare intensità e durata, e qualche tocco di illuminante in stick per un finish leggermente lucido. Il concetto chiave è lavorare con i toni naturali del viso, valorizzare le lentiggini o crearle con prodotti specifici e sfumare con mani calde per un effetto «skinlike». Il risultato è un make-up che racconta un personaggio e la sua storia, non solo un trucco decorativo.

Il beauty come elemento narrativo: dal set alla soap

Oltre al cinema, anche la televisione usa il make-up per sviluppare tensioni e caratterizzazioni. Basti pensare a scene dove un incontro, un abbraccio o un matrimonio vengono accompagnati da scelte estetiche che sottolineano conflitti o alleanze: un personaggio può sorprendere gli altri con un nuovo look, o una scelta cosmetica può tradire un cambiamento emotivo. Questo ruolo narrativo del beauty emerge spesso nelle soap, dove il trucco diventa indizio o catalizzatore di sviluppi drammatici.

Scritto da Dr. Luca Ferretti