I capricci della principessina Barbara Berlusconi contro Mara Carfagna

Non capisco perché le parole di Barbara Berlusconi, primogenita di secondo letto del premier, debbano essere riprese da tutti i telegiornali e finire nelle prime pagine di tutti i quotidiani; è incredibile come in questo Paese sia stata metabolizzata una deriva monarchica, anzi sultanistica della politica.

Parla la figlia del sultano, e tutti zitti a sentire, e magari applaudire.

C’è solo da sperare che a Veltroni non venga in mente di candidarla nel Pd, visto che anni fa provò a corteggiare politicamente la di lei madre, la regina ripudiata, Veronica Lario. Perché la piccola Barbara ogni volta che parla si toglie lo sfizio di lanciare qualche frecciatina al padre, e questa volta non si è smentita, ribadendo la propria disapprovazione rispetto alla candidatura delle veline e a certi atteggiamenti machisti del Cavaliere.

Solo che si tratta, più che di critiche, di bizze da ragazzina viziata o di pose da principessina ribelle, insomma di innocui giochetti per attirare l’attenzione del papi e farsi immortalare in un servizio fotografico da vamp, invero abbastanza ridicolo, sul settimanale Vanity Fair (almeno non un giornale della Real Casa).

E anche le parole sprezzanti rivolte a Mara Carfagna – “Se si sente discriminata lei che dai Telegatti è diventata ministro, la cosa assume dimensioni grottesche” – lasciano il tempo che trovano, e se volessimo fare un discorso serio, ma non pare il caso, potremmo facilmente ribattere che il responsabile di quel percorso è proprio il suo amato padre, quel leader che – sono sempre parole di Barbara – “ha fatto molto per il bene del Paese, si è speso con passione, con orgoglio e ha conquistato importanti obiettivi”.

Poi da quale pulpito arriva la predica, da chi si è vista offrire una cattedra universitaria subito dopo aver conseguito una lauretta triennale? Da chi ha goduto e godrà di mille vantaggi per il proprio cognome e in virtù di questo andrà a occupare cariche e posizioni ai più irraggiungibili, a prescindere da qualsiasi competenza e capacità?

Tra Mara Carfagna, che almeno i favori del sultano se li è saputi conquistare – si spera non nei modi ventilati da Paolo Guzzanti – e la principessina Barbara, che gode di quei vantaggi per diritto dinastico, non possiamo che stare dalla parte della prima. Che, tra l’altro, fra i ministri di questo governo da operetta, è una delle poche che è riuscita a fare qualcosa e ad alzare un poco la testa.

Scritto da Style24.it Unit
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