Bella ‘sta “Youdem”, come “La corazzata Pot‰mkin”

Siccome ho conosciuto recentemente Francesco Specchia e lo trovo un giornalista decisamente interessante, siccome scrive assai bene e ha un piglio da blogger che mi gusta assai, siccome voi tutti vi state aspettando un post sulla tette di Melita Toniolo a La Talpa ma io ho intenzione di stupirvi facendo passare inosservata la notizia, siccome vi avevo promesso un post su Youdem ma poi non l'ho scritto, siccome

urca ho perso il filo… rinizio.

Riporto questo post di Francesco Specchia sulla nuova strepitosa tv dei Democratici. Riflessioni che condivido. Aggiungo una cosetta: Youdem è una cagata pazzesca, buttata lì in rete tanto per dire "Noi ci siamo".

Spero finisca come l'altra vergogna dei Democratici, quella Nuova Stagione fatta di buoni propositi online che oggi si presenta ai miei occhi con un blog aggiornato al 20 febbraio 2008. Mesi di campagna elettorale da ultra fighi della rete, con tanto di account Twitter, per poi finire nel nulla.

E' proprio lontana l'America di Obama. 

di Francesco Specchia

Non invidiamo Silvia Perdichizzi. Silvia Perdichizzi è, per capirci, l’intrepida collega che, l’altro giorno, guardava in macchina con lo sguardo da cocker e l’aria mesta di chi voleva andare al cinema a vedersi Kung Fu Panda e si ritrova a presentare i videomessaggi di Fassino e D’Alema, lo straordinario duetto Ualter Veltroni- Gianni Riotta e Mario Tozzi il geologo democratico. Perfino una storica clip di Albano e Romina sottotitolata in russo.

Che forse è stata la cosa migliore del palinsesto.

La tv che oggi va per la maggiore si chiama Youdem.tv e va sul satellite e Youtube. Non ne parleremmo se non fossimo stati costretti per la lavoro a visitarla. Aldo Grasso –costretto alla stessa sorte- parla di “volti tristi” e del rischio di farci la “figura di rimanere al passo coi tempi a tutti i costi”. Youdem, per capirci, è la tv del Pd che, convinto dell’ineluttabile sbriciolamento delle generaliste, si è buttato sul citizen journalism , sulla “tv che fai tu”. Bisognerebbe capire se davvero c’è necessità di tv organi di partito, e se queste portano o meno voti. Pensavamo, con le tv delle Libertà della Brambilla avvolte in un azzuuro disneyano, d’aver toccato lo zenith del genere. Invece col verdino pallido di Veltroni abbiamo capito che c’è ancora molto da lavorare.

Youdem nasce dall’appello di Walter- diplomato cameraman e quindi competente- di attivare i circoli del Pd, fornire gl’iscritti di telecamerina e raccontare con “inchieste volanti sul modello delle Iene e di Striscia il Paese reale…”. Ora, il problema è che Veltroni non è il solo ad aver avuto l’idea: a sinistra praticamente la genialata ce l’hanno avuta tutti. Tonino Di Pietro sul web è un mago; ha acquistato perfino un’isola su Second Life dove può infilzare i congiuntivi finchè vuole. Diliberto ha appena fondato Pdcitv, la tv web dei comunisti. Massimo D’Alema con la sua Fondazione Italianieuropei. Il quale, sulle ceneri della satellitare Nessuno tv, ha chiesto di costruire un canale freddamente autorevole con Lucia Annunziata deus ex machina e volto del progetto da inaugurarsi il 4 novembre, in occasione del voto americano. Quando si dice che l’ideologia rende uniti.

Però è acclarato che il boom della tv e dell’informazione via Internet ( Rai e Mediaset hanno da poco dato in sperimentazione siti come Rai.tv e Rivideo) stia scuotendo anche la politica italiana. Il modello è quello della nuova videoondata americana che ha deviato il corso delle Presidenziali. Senza il martellamento di Internet, e specialmente senza i video di Youtube (solo il musicale “Yes, We Can” ha avuto quasi 30 milioni di contatti) Barack Obama sarebbe rimasto un semplice membro dell’Assemblea Statale dell’Illinois, e non avrebbe catturato – i repubblicani dicono “adescato”- quel 60% di giovani, un elettorato “fluttuante” americano che di solito se ne impipa altamente delle urne, e che oggi potrebbe portare il democratico alla Casa Bianca. Per dire che, nonostante la disaffezione generazionale dei leader politici per il mezzo, Youtube anche in Italia potrebbe diventare la Nuova Frontiera.

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Scritto da Style24.it Unit
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