Il duca di Sussex ha aperto un capitolo delicato della sua vita durante una MasterClass dedicata al lutto. Davanti a un pubblico internazionale, Harry ha descritto con sincerità il peso psicologico che ha accompagnato la sua crescita a partire dalla tragica perdita di Lady Diana, avvenuta quando aveva appena dodici anni.
Il lutto precoce e le prime conseguenze emotive
La morte di Diana ha generato un vuoto emotivo che il giovane principe ha cercato di nascondere. Per quasi quindici-venti anni ha risposto a domande su come si sentisse con un finto sorriso, alimentando uno stato di insensibilità e chiusura emotiva. Il giovane Harry descriveva questa modalità come una forma di difesa psicologica un tentativo di non mostrare al mondo la propria vulnerabilità.
L’esercito come distrazione perfetta
All’età di venti anni la decisione di entrare nell’esercito è stata per Harry una valvola di sfogo. Indossare l’uniforme, racconta, gli ha fornito una struttura rigida e un senso di scopo che aveva perso. La vita militare gli ha permesso di focalizzarsi su compiti concreti, facendo percepire la costante attivazione come una sorta di superpotere capace di tenere a bada le emozioni sopresse.
Il ritorno dal Afghanistan nel 2013 e la riemersione del trauma
Dopo il secondo impiego in Afghanistan, nel 2013 Harry ha avvertito che non c’era più un’altra missione da svolgere. Il stress post-traumatico che ne è derivato, tuttavia, non era legato alle esperienze di guerra, ma ha riattivato ferite accumulate sin dall’infanzia. Situazioni quotidiane, come indossare una semplice camicia elegante con il colletto stretto, gli provocavano una sensazione di soffocamento e scatenavano attacchi di panico, anche alla guida.
Colpa per la felicità e il percorso di guarigione
Harry ha ammesso di aver vissuto per anni un senso di colpa per provare gioia senza la madre, credendo che la felicità fosse una forma di slealtà. Solo attraverso un intenso lavoro terapeutico, che ha incluso un insolito consiglio della sua psicologa di spruzzare il profumo di Lady Diana è riuscito a sbloccare quelle emozioni sepolte. La scoperta fondamentale è stata capire che “lei voleva solo che fossi felice”, una rivelazione che ha rotto le catene psicologiche del passato.
La MasterClass con Mary-Frances O’Connor
Per condividere il suo percorso, Harry ha collaborato con la neuroscienziata Mary-Frances O’Connor in una MasterClass intitolata Ridefinire il lutto: costruire la resilienza attraverso la perdita. Durante le lezioni, i due hanno analizzato gli effetti chimici del lutto sul cervello, offrendo strumenti pratici per chiunque voglia trasformare il dolore in crescita personale.
Oggi, quasi quaranta anni dopo la tragedia, il duca di Sussex si definisce una persona più consapevole e serena, capace di piangere, di perdonarsi e, soprattutto, di concedersi la felicità nella sua nuova vita in California.



